Electrics!

This collection is for sale

Ho preso in mano la mia prima chitarra dopo una gita scolastica in terza media, quando mi sono accorto che Barbara aveva occhi solo per quello che suonava. Le mie chitarre di adolescente sono state la Eko Ranger a 12 corde e una 3R tipo jazz a cui feci montare il pickup da Ricordi. La amplificavo con un 3R Akrosonik 8Watt che ancora conservo, regalo per la licenza di terza media.

Per tutti gli anni '70 ho sempre suonato acustico, per la maggior parte del tempo con una chitarra-liuto Hofner in omaggio a Fabrizio De André. Dopo l'incontro con Fabrizio De André nel 1976 mi sono appassionato alle Ovation, che da quel giorno sono le acustiche che ho suonato e suono, con rarissime eccezioni.

Alberto Biraghi con Leo Fender

Alle chitarre elettriche - che da ragazzino ammiravo al collo dei miei idoli e nelle vetrine dei negozi - mi sono appassionato dfinitivamente nel 1979, grazie agli articoli di Maurizio Piccoli. La prima è stata una Telecaster natural serie S-9, pesantissima. Negli anni a seguire ne ho studiato la storia, sui libri e viaggiando negli Stati Uniti.

Da casa mia sono andate e venute centinaia di chitarre, anche perché aiutavo gli amici a comprarle in USA in epoca pre-Internet. Le compravo le rivendevo con facilità perché non ci ho mai guadagnato su. La scimmia è esplosa talmente forte da indurmi a dar vita alla fanzine Nashville (1992) poi passata online come ACCORDO.IT.

Nel 1997, in occasione di eventi complessi della mia vita, ho venduto gran parte della mia collezione, che comprendeva vari strumenti vintage anche di altissima qualità e la serie completa delle Fender Stratocaster "Smith" del 1982 in tutte le varianti e colori, inclusi i tre "stratoburst" fuori catalogo.

Ricordo con affetto tutte le chitarre che ho avuto, tutte mi hanno dato grande gioia. Ma ce ne sono quattro elettriche e una acustica che mi pento di aver venduto: Fender Telecaster 1959 slab board, Dean V 1980 cherry sunburst, Schecter Mercury 1983 rosa metallizzato, Gibson Heritage Explorer korina 1982 con corpo in pezzo unico. La acustica è una Ovation Anniversary 1979.

Mi rimangono pochi strumenti, ma sono quelli che considero i più belli, ma soprattutto - avendoli selezionati nel corso di oltre 30 anni di pura passione e GAS - quelli che imbraccio volentieri, con cui mi trovo a mio agio, che mi divertono, mi fanno suonare bene: sono tutte Fender Telecaster e Stratocaster, in vari modelli e di vari anni, con l'eccezione di una Gibson Les Paul jr. che suona come nessun'altra chitarra al mondo.

A scanso equivoci e per evitare inutili incursioni: le mie chitarre NON sono in casa, ma al sicuro in un luogo che nessuno conosce.

Fender no-caster 1951 - #0939

Costruita nell'aprile 1951, nel periodo di transizione tra il nome Broadcaster e il nome Telecaster. Questa chitarra è entrata nel negozio di Gruhn Guitars a Nashville - dove mi trovavo per lavoro - nel momento in cui è nata mia figlia, in anticipo sul previsto, nel gennaio 1993. E' stata suonata pochissimo, è quasi immacolata, tutti la scambiano per una riedizione. Unico dettaglio, due meccaniche sostituite con altre di un paio d'anni posteriori. L'ho potuta acquistare a un prezzo accessibile grazie alla cortesia di George, che me la cedette al prezzo di acquisto per festeggiare la nascita. Successivamente si è legata ad eventi non esattamente allegri, ma è un oggetto troppo prezioso perché io possa separarmene. Con l'ampli giusto suona davvero come la chitarra di Roy Buchanan.

Fender Stratocaster 1956 - #15472

La mia prima chitarra vintage, acquistata nel 1984 a Red Bank da Tim Kummer & Michael Dresdner, dopo aver spulciato per mesi il delizioso catalogo di Guitar Trader (di cui conservo la raccolta completa). Regalo di matrimonio da mia mamma. Suona magnificamente su tutti i pickup. L'ho suonata tantissimo, la portavo in giro nella sua tweed case originale, da vero incosciente. E' stata refrettata negli anni '90 dall'indimenticabile Roberto Pistolesi, che ha documentato con foto tutta l'operazione e conservato i tasti originali. L'intervento è pressoché invisibile. Pochi mesi dopo averla acquistata ho conosciuto Leo Fender nella sede di G&L a Fullerton: quando gli ho detto che avevo una sua chitarra del 1956, mi ha risposto "se funzionano ancora vuol dire che le costruivamo bene".

Fender Telecaster 1957 - #21650

Una chitarra acquistata per sostituire una 1955 flat polepieces che suonava bene, ma aveva un manico con profilo stranissimo quasi inusabile. Questa ha un suono molto più brillante, abbastanza delicato, poco corposo, molto country. I legni sono deliziosi, la chitarra è molto leggera e in condizioni splendide. Il manico in acero fiammato - una rarità per l'epoca - toglie il respiro.

Fender Stratocaster 1958 - #34211

Ho desiderato la Stratocaster 1958 a tre toni da quando mi sono innamorato del blues di Mason Ruffner, che con una chitarra così ha registrato i suoi fantastici Down To New Orleans e Just Be My Friend. L'ho cercata a lungo e l'ho trovata grazie a Christie Carter nel 2008. Bella come il sole, immacolata, suona più delicata della 1956, ma è più bilanciata su tutte le frequenze. Liuteria impeccabile, sembra fatta al CNC l'altroieri, invece ha oltre mezzo secolo.

Fender Stratocaster 1964 white - #L23574

Eccezione Stratocaster alla mia regola secondo cui le Fender devono avere un maple neck. Datata marzo 1964, è stata acquistata dal mio amico Eliot Michael di Rumble Seat Music per sostituire una sunburst della stessa epoca, bellissima, ma che aveva un suono troppo freddo. Questa suona grossa, rotonda, potente e incisiva come solo una "serie L" di quelle buone sa fare. Completamente originale a parte alcune microritocchi sul bordo che non ne compromettono il valore, ha anche la sua splendida custodia originale bianca.

Fender Telecaster 1964 - #65675

Eccezione Telecaster alla mia regola secondo cui le Fender devono avere un maple neck. Costruita nel dicembre 1964, è "the sexiest Telly ever built" secondo Christie Carter, che me l'ha venduta nel 2009. E' rarissima, George Gruhn dice di averne vista solo un'altra uguale in vita sua. Walter Carter ha il Mandocaster gemello e la vorrebbe. Ma ha ragione Christie, è strepitosa, il fiesta red toglie il fiato e lei suona bene e forte, proprio come la 1959 che ho inopinatamente ceduto al mio amico Roberto (non dico "meglio" per delicatezza). E' stata usata per l'immagine di copertina della ristampa del libro "Fender - storia di un mito" di Maurizio Piccoli, edito da Accordo.

Fender Telecaster Thinline 1969 - #270443

La Telecaster Thinline mi è sempre piaciuta molto, la considero l'unico progetto davvero sensato della prima Fender-cbs. Ne ho avute altre che non erano granché, invece questa suona delicata e rotonda. Ne adoro i colori, la liuteria e la suonabilità. Leggerissima. Estetica insuperabile con quel sunburst discreto, una via di mezzo tra il primo delicato tre-toni pre-Cbs e lo sfacciato tricolore di metà anni '70.

Fender Telecaster Custom 1975 - #S712942

Ho sempre amato questo modello e non solo perché lo suona il grande Keef. Questa è in condizioni impeccabili, nel suo aggressivo sunburst a tre toni dell'epoca. Acquistata allo stand di Gruhn Guitars a SHG 33, il 14 novembre 2010, ha un suono magnifico, sia al manico sia al ponte. Bella, versatile, divertente. Il pickup al ponte è cristallino in puro stile anni '70, l'humbucker al manico è esattamente come ce lo si aspetta.

Fender Telecaster Thinline CS 1989 - #98

Costruita da Scott Buehl e datata 2 febbraio 1989. E' una delle primissime chitarre prodotte dal Custom Shop Fender, all'epoca neonato. Pregevole la tastiera in acero applicata e l'elegante dakota red. George Gruhn - che me la vendette nei primi anni '90 - mi riferì le parole di John Page, secondo il quale la chitarra era stata fatta con parti fondo di magazzino dell'epoca. Purtroppo la cosa non è documentata né dimostrabile. Però è una chitarra deliziosa. Il pickup è un Fender Vintage Reissue dell'epoca, non granché, ma neppure malaccio. E comunque cambiarlo sarebbe una follia.

Fender Stratocaster Eric Clapton 1988 - #SE803681

Primo anno di produzione di questo modello pre Custom Shop, quando ancora le metteva assieme John Page nel suo antro originale a Corona. Acquistata al primo SHG di Salerno nel maggio 2013. La liuteria è strepitosa, il 7up green metallizzato (che peraltro Slowhand ha usato pochissimo dal vivo) mi mette allegria fino dall'uscita della prima pubblicità nel 1988. Mi piace troppo, anche se i Lace Sensor non sono tra i miei pickup preferiti. Ma quando giri la manopolina magica sa mordere come si deve.

Pistolesi Spacecaster 1995 - #26

Replica della mia Stratocaster 1956 realizzata da Roberto dopo una accurata selezione dei legni più belli del suo magazzino e datata 26 ottobre 1995. All'interno c'è anche una nota scritta da Pistolesi in occasione della sostituzione dei pickup, quando volle cambiare i Lindy Fralin dopo aver scoperto i VooDoo, che verificammo essere più fedeli alle sonorità originali. Corpo in pezzo unico di ontano verniciato in dakota red, ma non coprente del tutto per poter ammirare la venatura del legno. Manico in acero occhio di pernice. Unica e irripetibile.

Gibson Les Paul jr. 1957 - #7-2442

Ormai è la mia ultima elettrica non-Fender è anche la più atipica delle Gibson, una chitarra costruita per fare concorrenza alla Esquire sul piano della prepotenza di suono. Comprata da George Gruhn a inizio anni 90, refrettata molto bene da Carlo Landini a metà anni '90, ceduta ad Ariberto nel 1997 e ritornata a casa in tempi più recenti. Una delle chitarre dal suono più ricco e potente che io abbia mai provato. Fantastica, chiarissima. I suoni del compianto Dick Wagner e Steve Hunter da "Lou Reed Live" sono tutti qui.

White Lap Steel 1958

Una chitarra con una storia particolare. Quando Roberto Pistolesi mi diede la Spacecaster non volle farmela pagare. Allora io comprai da Gruhn questa magnifica chitarra col nome di Forrest White per regalargliela, ma lui non accettò. Dovetti dargliela con una lettera in cui dichiaravo che la chitarra era mia, ma che lui avrebbe dovuto custiodirla. Finalmente accettò. Dopo la sua morte la figlia Matilde trovò la lettera e - con grandissima generosità - volle restituirmela

Fender De Luxe Reverb silver face 1979

Nel 1997, dovendo traslocare in una casa più piccola, ho venduto la mia collezione di amplificatori Fender tranne quello che secondo me suonava meglio di tutti. E' un Deluxe Reverb 1979, ha un suono devastante, roco e caldo eppure pieno sugli acuti, accentuato dalle fantastiche 6V6 sovietiche anni '70 che ho acquistato su eBay anni fa a un prezzo irrisorio. Ormai suona raramente, ma quando lo accendo sa far sognare come pochi altri ampli, boutique o meno che siano.

Pistolesi The Mojo 1993

Pistolesi The Mojo #2 costruito per Accordo da Roberto nel 1993, primo in assoluto con reverbero. Suona come niente altro al mondo. Un tesoro di valore inestimabile.

Guitar pins

Negli anni '80, dopo due decenni di "o mangi sta minestra o salti sta finestra" si cominciava a trovare di tutto. La stirpe Schecter, Chandler, Suhr, Jackson produceva parti fantastiche e le prime Superstrat. Poi c'era un sottobosco di piccoli produttori di pacottiglia varia. Uno dei miei preferiti era Paul C', che produceva fantastici pin in forma di chitarra, molto realistici. Li ho tutti, assieme ad alcuni di origine diversa, ma ammessi per la gran cura con cui sono fatti.

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