20.01.07

Nuovo blog per Matteo Tassinari

Matteo Tassinari ogni tanto ha fatto incursioni su Appunti di viaggio e mi ha promesso che continuerà a scrivere qualche volta. Intanto sono contento per lui che abbia trovato una bella casa, un nuovo blog: il Satiro saggio, un progetto bello, serio, nel senso che è fatto da persone che hanno voglia di usare la rete, non di ciacolare come si fa qui da me. Andate a leggere Matteo nella sua sezione del nuovo blog. E lasciate commenti, a lui fanno molto piacere (...e a chi non ne fanno?)

Posted by mic.marziani at 19:57 | Comments (503)

16.01.07

Il Gambero Nero nei centri sociali di Bologna, Reggio Emilia e Rimini


C' un percorso culturale tra teatro, musica e scrittura che si intitola Vagando di arte in arte e si snoda tra alcuni centri sociali occupati dell'Emilia Romagna: il Tpo di Bologna, il Lab.Aq16 di Reggio Emilia e il Paz di Rimini. Dal 17 gennaio al 7 marzo artisti, muscisti, teatranti, scrittori si alternano tra questi tre diversi spazi. Ci sono anch'io a parlare del Gambero Nero con un assaggio di ricette tratte dal libro: il 21 gennaio a Bologna, il 28 gennaio, domenica, a Rimini e il 4 febbraio a Reggio Emilia. I tre appuntamenti sono alle ore 21. Tutti i particolari, assieme al ricco calendario di occasioni teatrali, musicali, artistiche con i Motus, Massimo Zamboni, Lemeleagre, Fratelli Broche, I Mammamalucchi e Marco Mancassola si può vedere sul sito http://vagandodiarteinarte.blogspot.com

Posted by mic.marziani at 14:47 | Comments (175)

15.01.07

A Ferrara, nel ghetto dimenticato, ci si consola con la salama da sugo


Sto inseguendo un miraggio gastronomico del quale vorrei ritrovare memoria: il caviale del Po, rinomato fino a metà del Novecento quanto i grandi caviali del Volga. La storia del caviale nostrano, fatto con le uova di storione finche si pescavano storioni nel Po, passa, seppure di lato, attraverso quella della comunità ebraica di Ferrara, quella del Giardino dei Finzi Contini, il capolavoro di Giorgio Bassani. Si dice che il caviale si producesse anche sul Po, a Berra, Stellata, Bondeno, ma quello famoso, quello che veniva spedito anche in America, usciva dalla rosticceria della Nuta, al secolo Benvenuta Ascoli, di origine ebraica con bottega nel cuore del ghetto di Ferrara, in via Mazzini. Di questa bottega oggi non resta neppure l’idea o uno sbiadito ricordo. In una piccola traversa di via Mazzini, in via Vittoria, la Nuta aveva adibito a ristorante una stanza della propria abitazione. Stiamo parlando degli anni Trenta, quando a Ferrara viveva una comunità ebraica forte di oltre 700 persone. Diventeranno 400 dopo le leggi razziali, le deportazioni, la Shoah. Bene, la comunità ebraica del tempo era solita frequentare il ristorante della Nuta per assaggiare salame e prosciutto d’oca, polpettone e buricche ferraresi (ravioloni di pasta frolla che possono essere sia dolci, sia salate). Insomma, un’istituzione.

Così, mentre giriamo per Ferrara alla ricerca di indizi inesistenti sul caviale troviamo, in via Vittoria, proprio quella della Nuta, l’Osteria del Ghetto, piccola, accogliente, con una calda sala da pranzo al piano di sopra, tovaglie a quadrettoni, nessun vino ferrarese: “non ci piacciono”, dice l’ostessa. Come darle torto, aggiungiamo noi, visto che tra le bottiglie del Bosco Eliceo ce n’é sostanzialmente una sola che merita di essere stappata. Si mangiano i golosi tortellacci di zucca al ragù di prosciutto, il pasticcio di maccheroni al tartufo (no, non è pasta al forno, ma un residuato gastronomico del Rinascimento: sfoglia dolce che racchiude maccheroni cotti e conditi con ingredienti vari, besciamella, noce moscata), l’ottimo filetto con formaggio brie, noci e pere, un’aromatica e affascinante salama da sugo con il purè, dolci davvero intriganti come il flan di ricotta, pere e cioccolato. Sbocconceliamo l’ottimo pane ferrarese (che altrove ottimo non è) vaghiamo con l’occhio indagatore sulle foto d’epoca. Chissà, pensiamo, magari qui era la Nuta... Magari, questi giovani gestori sono i pronipoti... Certo non fanno cucina kosher, ma oggi il mondo è così laico... Chiediamo notizie storiche sul locale e veniamo gelati da un “non sappiamo nulla”. Prima, nel senso di cinque o sei anni fa, forse c’era un ristorante pachistano. E prima ancora? Boh. E le foto d’epoca? “Sono dell’album di famiglia del titolare”. La comunità ebraica? Non c’entra nulla: il nome è dato dall’ubicazione, siamo nel Ghetto. Punto. Che tristezza questo luogo bello, accogliente, ma privo di memoria. Ci allontaniamo consolati dalla maestosità della salama da sugo. Il 27 gennaio, per chi non lo ricordasse, è la giornata della memoria della Shoah.

Posted by mic.marziani at 10:40 | Comments (114)

Vino e cioccolato


Ho avuto la fortuna di essere tra le persone che Giuseppe Trisciuzzi, eclettico gourmet (ma com’è riduttiva questa definizione) padovano, ha coinvolto negli assaggi di una sua idea, le creme Choco&Wine, ovvero delle golosità spalmabili, fatte mescolando cioccolato fondente all'80% Trinidad e Venezuela non concato e vini, ottimi vini. A produrre questa sciccheria è un giovane ed entusiasta maestro cioccolatiere: Franco Rizzato. Le ho assaggiate tutte le cioccolate di Trisciuzzi, al Brunello, al Chianti, al Refosco, al Merlot...
Trisciuzzi mi chiedeva suggerimenti per abbinarle, perché la sua idea è venderle, per accompagnare dolci e formaggi particolari. Io rispondevo sicuro: al cucchiaio, si abbinano, solo al cucchiaio. Vanno mangiate così, c’è poco da dire: il cioccolato avvolge mentre il vino abbraccia. Ho visto che hanno cominciato ad apparire nei negozi, mi fa piacere. Per me continuano ad abbinarsi solo al cucchiaio... L’idea è geniale. Curativa della malinconia.

Posted by mic.marziani at 10:30 | Comments (494)