31.10.06

Inchiostro Verde

Prima o poi capita di aprire un blog. Non sfugge nessuno. Tantomeno chi, comunque, nella vita scrive e, forse, non trova sempre spazio per le proprie cose, quelle più intime, quelle che magari conoscono in pochi. Insomma, il blog come specchio dell'anima. Così è nato anche Inchiosto Verde il weblog di Marco Valeriani, giornalista inquieto e territoriale. Marco vive e lavora a Rimini e credo che niente al mondo potrebbe portarlo altrove, allo stesso tempo è uno che cerca dimensioni più grandi perché sente perfettamente i limiti del luogo (e del mestiere) che ama tanto. Negli ultimi anni è diventato pure goloso e quindi, tra le tante cose, scrive anche di buoni sapori. Da farci un giro, cliccando qui.

Posted by mic.marziani at 08:41 | Comments (62)

30.10.06

Slow food: il re bello anche quando è nudo

Nicola Bovoli, amico e produttore di olio sopraffino, scrive indignato riguardo al Salone del Gusto di Slow Food: "Sono socio di Slow Food da molti anni. Posso dire di aver sempre condiviso la filosofia di base ma non posso accettare che da un lato si perori la causa dei campesinos di Terra Madre e dall’altra si accettino soldi dall’industria alimentare più bieca nel fottere i piccoli ed onesti produttori e di conseguenza strafottersene del consumatore finale. Chi, come me produce un olio extravergine genuino con amore e con scarsi guadagni non può accettare che Slow Food prenda soldi dall’industria alimentare, che, con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata), è la peggiore nemica dei piccoli ed onesti produttori. Quando sono entrato sul sito di Slowfood per organizzare al meglio la mia visita a Torino e ho trovato il banner pubblicitario di Olio Carli (non esattamente un olio artigianale n.d.b.)… mi sono cadute le braccia!"
Anche a me, spesso, girando per il Salone del Gusto nei giorni scorsi, sono balzate all'occhio le contraddizioni di una macchina per far funzionare la quale occorre molta pecunia di quella che se non olet almeno puzza un poco... Insomma, Slow Food si trova in mezzo alle contraddizioni della modernità e del mercato globale alle quali è difficile sottrarsi: ha creato un mondo "buono" che prima non c'era e di questo mondo difende anche la parte più debole attraverso Terra Madre. Sostiene la grande iniziativa del Mercatale di Montevarchi, ma è sostenuto dalla Coop che sarai anche tu, ma segue tutte le logiche della Grande Distribuzione Organizzata di cui in Italia è leader. Fa battaglie a favore della biodiversità, ma è sostenuto da chi, come il Parmigiano Reggiano, non permette ai suoi pochi produttori Ogm-free di scriverlo in etichetta. Allora, come nella favola, il re è nudo. Ma è anche un re molto bello, il migliore che il cibo italiano abbia mai avuto. E senza soldi Slow Food non farebbe le grandi cose che fa, a partire proprio dal Salone del Gusto. Come se ne esce? Forse turandosi il naso e pensando che la politica, anche quella del buon cibo, è l'arte del possibile. O dicendo, con un colpo di cinismo, che questa è la vita in occidente, tocca adeguarsi bellezza... Nel dubbio, per non saper né leggere né scrivere, io sto coi contadini. Mai con i re, né nudi, né belli.

Posted by mic.marziani at 16:25 | Comments (64)

Ristoranti d'Appennino

Sugli ultimi numeri di Chiamami Città ho seguito soprattutto le vie dell'Appennino, tra la Marche e la Romagna in odor di Toscana. Ecco allora il ristorante Il Furlo di Acqualagna (profumatissimo il tartufo, fetido il sottotono di marketing nostalgico di quando c'era lui) e le semplicissime delizie della trattoria di Strada Casale, sopra Brisghella, lungo la strada che conduce a Marradi, la patria di Dino Campana, il poeta. Qui racconto invece di due luoghi dai sapori che parlano al cuore: l'Osteria dei Frati di Roncofreddo e la Locanda del Gambero Rosso di San Piero in Bagno. Insomma, c'è da abbuffarsi con gioia.

Posted by mic.marziani at 15:52 | Comments (474)

Due pesi, quattro guerre e due misure


Per Gabriele Torsello, il fotoreporter rapito in Afghanistan, non si è mosso quasi nessuno attraverso iniziative di solidarietà popolare, marce di pace, petizioni o quant'altro. Allora pongo tre domande.
1) Cosa è cambiato dai rapimenti di Giuliana Sgrena, Enzo Baldoni (ignorato dalle forze governative del periodo) e le due Simone, rapimenti per i quali si organizzarono manifestazioni di massa?
2) Davvero esistono due forme di pensiero della società civile che mutano a seconda di chi ha le mani sporche di sangue?
3) Davvero la teoria dei due pesi e due misure passa lo scempio innaturale della guerra, in base agli interessi in gioco a scapito delle vite umane perse fra le macerie?
(Matteo Tassinari)

Quando scrive Matteo, mi piace sempre aggiungere qualcosa, come Michele Marziani, come tenutario del blog. Non ricordo, in verità tanta passione neppure per Enzo Baldoni. E mi viene spesso da pensare che la "fregatura", in Italia almeno, è quella di essere dei "free-lance". Da una parte in prima linea, dall'altra in fondo alla fila: l'ultimo ad essere ascoltato, ad essere preso sul serio, ad essere pagato e pure ad ottenere sostegno e solidarietà vera. Ma tant'è, la speranza è una sola: che Gabriele Torsello torni a casa.

Posted by mic.marziani at 12:11 | Comments (173)

22.10.06

Il Gambero Nero a Colonia

Domani, lunedì, alle 19,00 sono a Colonia, all'Istituto italiano di cultura a presentare il Gambero Nero, il libro sulla cucina in carcere che ho realizzato l'anno scorso con il fotografo Davide Dutto. Se qualcuno fosse in giro per la Germania...

Posted by mic.marziani at 22:59 | Comments (1)

17.10.06

La trota sul Manifesto

Una bella pennellata sulla Trota ai tempi di Zorro è quella che chiude l'articolo "Uova sporche" di Geraldina Colotti sull'inserto "Scritto&Mangiato" del Manifesto di oggi. Come posso non esser contento?

Posted by mic.marziani at 18:58 | Comments (205)

16.10.06

La trota su Avvenire

Mi era sfuggita, il 29 agosto, questa recensione, davvero bella, de La trota ai tempi di Zorro, scritta da Fulvio Panzeri, apparsa sul quotidiano L'Avvenire (confesso la mia frequentazione con la stampa cattolica non è proprio assidua...). Trovata ora, si può leggere qui.

Posted by mic.marziani at 18:39 | Comments (130)

Di Pietro, l’afflizione della Giustizia

Di Pietro è la versione macchiettistica del giustizialismo populista del peggiore peronismo di destra, quanto giustizialista. A metà strada tra il dittatore argentino degli anni Quaranta e una forma mentis sbirresca tuttotondo “denoantri”. Va da sè che un tipo così non può essere preso sul serio ed è uomo pericoloso, per quel che resta della democrazia. La sua idea di Giustizia equivale a: vendetta di Stato, ritorsione sociale, punizione. Eppoi: carcerazione preventiva non per impedire la reiterazione del reato o il pericolo di fuga dell’accusato, ma per estorcere confessioni. La galera come valore assoluto. Come identità. (Matteo Tassinari)


Come tenutario del blog, come Michele Marziani, pubblico molto volentieri questo intervento di Matteo Tassinari, perché di Di Pietro ho sempre, sin dalla prima ora, pensato anche peggio, ma lui, Matteo, sa dirlo molto meglio. Grazie.

Posted by mic.marziani at 15:14 | Comments (447)

14.10.06

Un trenino della Lima e una mansarda degli anni Settanta

Noi, intesi come io e il mio amico Nando, abbiamo un trenino elettrico di grandi proporzioni: rotaie, treni, passaggi a livello, gallerie e altro da riempire una stanza, anzi una mansarda, quella dove lo facevamo funzionare a metà degli anni Settanta. Era un treno della Lima costruito con grandi sacrifici e passioni mescolando le cose di entrambi. Ci siamo rivisti ieri sera, dopo trent'anni, io e Nando. E abbiamo parlato del treno. Bene, c'è ancora, pronto a sbuffare, fischiare, curvare, passare nello spazio di qualunque ludoteca o luogo pubblico dove possiamo fare innamorare i bambini di ogni età. Noi abbiamo il treno, un treno grande, importante, vorremmo delle idee per farlo diventare di tutti, o almeno di tanti.

Posted by mic.marziani at 17:15 | Comments (99)

Setaro, la pasta col divieto

Mi piacciono i vezzi, anche quelli un po' snob, ma i divieti, quelli proprio no. La pasta Setaro, soprattutto in certi formati come i paccheri, per me è la più buona pasta secca del mondo. Sapevo, perché l'avevo orecchiato quando lavoravo con Esperya, che il pastificio Setaro non amasse il commercio elettronico. Pensavo fosse il vezzo di un'azienda di pastai scarsamente informatizzati. Ci ho sempre riso sopra, immaginando una bottega di signori anzianotti armati di penna e calamaio per fare i conti che pensavano a Internet come al flagello dell'era moderna. Insomma, dei simpatici vecchietti. Oggi scopro il sito Internet e mi dico: come? Il sito sì, la pasta no? Poi leggo questa frase lapidaria: "su questo sito non viene effettuata nessuna vendita telematica per espressa volontà dell'azienda, pertanto è vietata tassativamente qualsiasi operazione di commercio elettronico dei nostri prodotti". Adesso non mi sono più simpatici, mi sembrano solo dei signori un po' boriosi che decidono pure come si vende la pasta, alla faccia della libertà di mercato e della libertà tout court.
Ho a casa una decina di chili di paccheri, pennette e spaghetti Setaro, li vendo a chi li vuole, solo via Internet. Anzi, siccome non ho un'azienda e non posso venderli, li regalo, ma solo in rete, solo per via telematica. No, non mi va proprio giù la pasta condita col divieto.

Posted by mic.marziani at 12:21 | Comments (43)

09.10.06

La trota sul lago d'Orta

Il protagonista del mio romanzo La trota ai tempi di Zorro si chiama Stefano Baldazzi Morra e vive, negli anni in cui ne racconto la storia, in un paese in provincia di Novara a sud del lago d'Orta: Gozzano. Ed è proprio a Gozzano che venerdì 13 ottobre, alle ore 21,00 presenterò il libro, nella Biblioteca comunale in via Dante. Confesso di essere molto emozionato perché è un ritorno alla terra dove è nato il mio lavoro e dove anche io ho vissuto per qualche anno. Accadeva quasi trent'anni fa. Comincio a misurare il tempo a decenni...


Il giorno dopo, il 14 ottobre, sempre alle ore 21,00, presento invece il libro a Omegna, piacevole cittadina lacustre a nord del Cusio (si chiama anche così il lago d'Orta). Presentazione "seria", alla sala di Santa Marta (bella chiesa sconsacrata), in via Cavallotti, con tanto di brindisi con l'ottimo vino delle colline novaresi. A organizzare il tutto la libreria Ubik e la Pro Loco di Omegna. Deus ex machina delle mie presentazioni lacustri è l'amico e collega Riccardo Milan, giornalista locale, attenta penna del vino e del lago. Sarà lui a introdurre entrambe le serate.

Posted by mic.marziani at 17:21 | Comments (252)

04.10.06

In punta di forchetta

Sono in giro per le Marche del tartufo, per tastare il polso alla stagione del bianco pregiato. Ne approfitto per mettere un po' d'ordine tra i pensieri. Se vi capita di passare in Romagna, da Cesena, non perdetevi le tradizionalissime tagliatelle di Pitto. Le racconto qui.
Sconvolgenti gli spaghetti aglio, olio e peperoncini (cinque varietà se non ricordo male), mangiate da Nicola Cavallaro a Milano. Il ristorante aperto sulle ceneri dell'Ape Piera è una delizia: dai gamberi crudi all'arancio, alle ostriche freschissime fino ai piacevolissimi sorbetti (da urlo, urletto bambino, quello all'uva fragola)... Ma gli spaghetti di cui sopra sono qualcosa in grado di rimescolare qualsiasi concetto precedente ognuno di noi si porti dentro di questo piatto: i suoi spaghetti sono più divertenti e gustosi. Da provare. Accompagnandoli anche con vini importanti come la Ribolla Gialla 2003 di Podversic Damijan, un vino che è una rivoluzione, dove i profumi sono fumi, esalazioni di felicità, paradigmi infernali che regalano piaceri unici. Un altro mondo.

P.s.: parlo sempre di locali dove mangio bene non perché sono più fortunato di altri, ma perché quelli dove mangio male non mi piace neppure citarli. La pubblicità è l'anima del commercio. Meglio non farne, di pubblicità, neppure negativa.

Posted by mic.marziani at 19:32 | Comments (38)

02.10.06

Il ceto mediocre

Giro in auto con la radio accesa e sento scomposte proteste di quel sedicente ceto medio che si sente colpito perché con 80.000 euro di reddito l'anno non è in grado di sostenere un aumento delle tasse davvero irrisorio. A fronte milioni di italiani che grazie alla ridefinizione dell'Irpef pagheranno un po' di euro di tasse in meno. Per quel poco che capisco questa è la prima finanziaria un po' equa da un po' di tempo a questa parte. Quanto al cosiddetto ceto medio, le reazioni indicano da sole quando ce ne sia bisogno nel tessunto sociale italiano.

Posted by mic.marziani at 13:36 | Comments (336)