
Continuo a fare e disfare valigie. Sono tornato da poco dalla Sicilia dove sono andato a caccia di trote, di una trota particolare, la macrostigma, che potete vedere sul blog di Alieutica. Ci sono andato con due fotografi. Uno è un grande, Davide Dutto, un animale dello scatto: meno pensa e più ruba l'anima con l'obiettivo. L'altro lo sarà, un fotografo importante, un artista dell'obiettivo, perché è bravo e sa sognare, si chiama Marco Salzotto. Nelle campagne di Ragusa, a Chiaramonte Gulfi, abbiamo invaso la casa di Lorenzo e Cinzia. Loro sono stati ospitali come è persino difficile immaginare. Da tanta attenzione per gli amici, si comprende, dico sul serio, la sensibilità che Lorenzo versa nel suo olio di Pianogrillo. Certi sapori sono questioni di terra, di olive, di lavoro, ma anche di anima. E lui ce ne mette, di anima, in tutte le cose.
Abbiamo cercato pesci e incontrato vini: quelli semplici e per questo interessanti delle Terre di Giurfo, cantina di proprietà di due giovani, i fratelli Luca e Raffaele Mercorillo, che andranno lontano, perché sono ottimisti e credono nella loro terra. Ed è dalla terra e dall'acciaio che tirano fuori il Maskarìa Cerasuolo di Vittoria, vino persino ignoto nel resto d'Italia e qui rosso fresco e ghiotto. Di un'altra cantina, i Gulfi, è invece il Carjcanti, vino bianco, secco, sapido, profumato di mela, ottenuto da uve Caricante e Albanello. Abbiamo ascoltato storie, persone, scambiato sguardi e idee. Siamo tornati inebriati dal vento, trasportati in pensieri olfattivi: origano, menta selvatica, rosmarino, timo... Adesso cerco di mettere insieme sensazione e lavoro. Sabato sarò sui Monti della Laga, a presentare una nuova creatura alla quale ho messo le mani: Funghi&Tartufi, il primo mensile italiano dedicato agli appassionati del genere. Da un'idea di Riccardo Zago che è l'editore, tra le firme nomi importanti come Guido Stecchi e new-entry come Michele Isman. Ai primi di luglio in tutte le edicole.
La trota ai tempi di Zorro segue il suo corso con due prossime presentazioni: a Cesenatico l'8 luglio, a Roma il 17. Il 23 ottobre, invece, presentazione del Gambero Nero a Colonia. Ne parleremo. Dimenticavo: sono uscito dalla WBA, la Wine Blogger Association, ancor prima di entrarci. Hanno iniziato a discutere di cose per me troppo difficili da capire. Qui il vino si beve, si ama e di vino si scrive, mica si blogga. A propositi di scrittura, per tutta l'estate, in Romagna, il venerdì, racconto di luoghi e piaceri gastronomici su Extra, supplemento settimanale del Corriere Romagna, in edicola da Ravenna a Rimini. Sto leggendo Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio. E' un bel libro, di un bravo scrittore.
Nella foto, a cena sotto il pergolato di Pianogrillo, sono con Lorenzo Piccione, la moglie Cinzia e Marco Salzotto, a scattare è Davide Dutto. Anche gli ulivi sono suoi.
Sono corso in bicicletta a votare per il referendum, me l'ero dimenticato. Ho votato No.
Vino rosso che impressiona per la consistenza cromatica, il Balsamino dell'azienda forlivese Ca Longa è ottenuto da uve Balsamina. Del mio assaggio racconto qui, su Chiamami Città.

Alexander Langer, eurodeputato verde, si è suicidato il 3 luglio del 1995. Quanto segue non sarà un elogio funebre, liquidatorio, ma saranno parole “aprenti”. Si era incatenato al mondo e alle sue atrocità, a questa pena illimitata che l’umanità sconta e che ha finito per strangolarlo. Esile, Langer, tradiva un’estrema vulnerabilità, un’eccessiva permeabilità alle debolezze e ai chiodi del dolore altrui. Di notte partiva da solo per i Balcani. Con due valigie. Poche cose, importanti. Le sue. E’ stato accusato d’assenteismo dal “Parlamento”. Era a Srebrenica o Sarajevo a rischiare il suo sangue per chi dalla storia non voleva tanta attenzione barbara, per poi scomparire nella nebbia dei calanchi umani. Aveva fretta, il tempo era poco. “Siamo tutti forti a sopportare la sofferenza altrui”, si dice. Non è così. Il dolore altrui può diventare una tortura fino ad esserne avvolti. Voltare pagina spesso è un lusso. Lo stallo delle coscienze silenziose. Sconfiggere la cattiveria degli uomini "buoni". Spesso non ci si riesce. Lo sconforto si fa potente e si colloca in una zona d’ombra degli anfratti esistenziali. Il suicidio diventa un’opzione, quando la pena del mondo è inconsolabile. Mistero per tutti, lucidità per pochi. E' arduo essere portatori di speranze collettive. Troppe attese "addossate", inadempienze, delusioni accumulate, troppo grande l’amore per l’umanità. Decide d’impiccarsi all’età di 49 anni. Riposa nel piccolo cimitero di Telves/Telfes (BZ) accanto ai suoi genitori. (Matteo Tassinari)
Con questo post Matteo Tassinari, amico, giornalista, compagno di strade impervie, comincia una collaborazione occasionale, ma molto apprezzata, almeno da me, su Appunti di Viaggio. Grazie Matteo. Per quello che scrivi e per aver avuto il "coraggio" di starmi a sentire, scrivendo post corti;-)
Evvai! Tra i mille e più blog che nascono ogni giorno segnalo con piacere quello del fotografo Davide Dutto: www.davidedutto.it/_blog
E non è l'unico interessante ad aver aperto i battenti negli ultimi tempi. Anche Michele Isman che solca i mari con la sua barchetta racconta le proprie avventure su: www.gaea.splinder.com
Mi piace il viaggio americano di Moro&Cicci, da seguire in diretta: www.pmoroni.it
Infine, per chi ama il vino, vale sempre la pena di fare un giro nella ragnatela di vigne, bottiglie e bicchieri dei blogger italiani che hanno costituito la Wine Blog Association. Me compreso, ovviamente;-)
"Lavorare la terra, coltivare un orto, imparare ad usare linux, sperimentare l'autoreddito, partecipare a gruppi d'acquisto, autoprodurre cultura, saperi, sapori. Sono esempi reali di quanto abbiamo chiamato micropolitiche della resistenza".
Questa la filosofia del Folletto 25603, che organizza la prossima iniziativa domani, sabato 17, ad Abbiategrasso. Si tratta della seconda edizione de La terra trema e il programma prevede degustazioni (gastronomiche e letterarie), la proiezione di documentari No-Tav, l'incontro col vignaiolo Amilcare Alberici e il dibattito su "Il vissuto e l'(in)immaginabile nel nostro territorio e nella sua attività agricola". La giornata si conclude con la cena dei poeti.
Info: cell. 329.4657476, e-mail: folletto25603@inventati.org oppure folletto25603@hotmail.com
(manuela angelini)
Sabato 17, alle ore 18, a Rimini, al Barafonda Beach Club, che è poi il posto di Bubana al mare, a San Giuliano, di fianco alla darsena, presento La trota ai tempi di Zorro. Per fortuna che mi intervista un vecchio amico come Franco Fattori perché io, francamente, un romanzo, da scrittore esordiente, non so mica presentarlo. Cosa dico? Di altri libri ho sempre parlato del contenuto, ma di questo? Non posso certo raccontare la trama. E nemmeno parlare di me che non sono nessuno, di come scrivo, di come creo (ma creo?). Sorrido, questo sì, a pensare di presentare per la prima volta a Rimini, sulle sponde dell'Adriatico, una storia che si snoda tra il Piemonte e la Liguria. Viva la mescolanza.
Non mi sento propriamente un blogger, né tantomeno del vino. L'ho detto, l'ho fatto presente, ma mi hanno detto che ci potevo stare lo stesso e così sono finito, volentieri, tra i fondatori della Wine Blog Association (spero di aver scritto giusto). Non so se il sodalizio andrà lontano, per me basta che ogni tanto ci si ritrovi un po' alticci ed allegri. Prosit!

Finalmente! La trota ai tempi di Zorro - il mio primo romanzo - da oggi esiste ed è in vendita on line qui e qui. Entro una settimana sarà disponibile in tutte le principali librerie. Anzi, chi lo volesse acquistare e non lo trova sia gentile da ordinarlo in libreria, così ai librai entra la pulce nell'orecchio.
Insomma, sono emozionato. Come potrei non esserlo? Dovrei dire cose del tipo che sono disponibile e ben felice di partecipare a presentazioni, dovrei fare promozione, chiedere segnalazioni e recensioni ai blogger, dovrei... Invece, sono contento e basta. Mica capita tutti i giorni di pubblicare un romanzo, di trovare un editore con il quale si è in sintonia ideale (mi si passi la parola), di avere una brava agente letteraria come Gabriella Ambrosioni e di avere tante persone che hanno sostenuto questo lavoro. Grazie.

Mi racconta, per immagini, il fotografo Davide Dutto del suo viaggio in Sicilia e dintorni. Dalle Eolie mi scrive: "Adesso sto per pranzare di fianco ho il computer acceso, nel piatto dei pesci arrostiti, guardo la foto su computer c'è l'immagine del pesce che sto per mangiare, forse ho esagerato con la tecnologia, il pranzo mi fa un po' impressione, ma che importa qui la vita e forte e diretta anche se stai lavorando in alta tecnologia...e allora mangio". Da qui - che non sono le Eolie - berrei di fianco ai pesci un Franciacorta Ca' Del Bosco Dosage Zéro 2001: grande, grandissimo, spumante che sa molto di Champagne e poco di Franciacorta, bollicine imperiose, sostenute da un'acidità imponente che chiama freschezza, mineralità, da bere con voluttà... Assaggiato ieri proprio a Ca' Del Bosco: svettante su diverse bottiglie, non certo mal fatte, ma che se non ci fossero francamente sarebbe lo stesso.

"La penna bic d'inchiostro blu trapassa un cartoncino giallo qualunque, penetra la spessa pelle del tonno appeso nella pescheria, conficcandosi nella carne, c'è scritto tonno 16,00 euro. Il pescivendolo lo taglia a ritmo continuo, le sue mani grezze lo sezionano con abilità chirurgica mentre i clienti, del mattino presto, sono quelli del posto ( lo presumo perché non riesco a capire una parola).
Chiedono i pezzi migliori, quasi diffidenti pretendono da pescivendolo il pezzo più gustoso, tastano la merce e contrattano ancora sul prezzo...(immagino dal tono della voce).
La carne rossa sanguigna passa di sacchetto in sacchetto mentre la carcassa del tonno si consuma a vista d'occhio, rimango un po' lì a parlare con il lui, il pescivendolo, si presta a farsi riprendere e racconta storie di gente passata a fotografare il loro lavoro.
Come una star sta attento ai diritti d'immagini, quotidiana lotta alla privacy e abilità nel ricavarne interesse da ciò, io gli spiego come non mi sono ancora arricchito con le immagini e che in fondo pubblicando una bella foto tutti possono averne beneficio...capisce mentre compro il mio pranzo, sono affascinato da questo mondo di vita forte, ma ancor di più mi colpisce la bic conficcata nel tonno".
Il racconto è di Davide Dutto, in viaggio fotografico in giro per la Sicilia. A fine mese lo raggiungo, alla ricerca non di tonni, ma di trote macrostigma.
Di un sorprendente Sangiovese passito e di un dolce dell'Appennino romagnolo scrivo sull'ultimo numero di Chiamami Città.
La letteratura ha dato negli ultimi anni grande spazio all'enogastronomia. Ma non tutti sanno che già nei secoli passati - dal Risorgimento alla Resistenza - una ricca produzione letteraria sul tema della tavola era stata prodotta da scrittori noti e meno noti.
Si tratta della narrativa sociale inerente il cibo dei poveri e degli ultimi, sviluppata dai movimenti di emancipazione italiani, ma pressoché ignorata dalla critica letteraria e dalla ricerca storica.
Sul rapporto letterario-culinario, analizzando le produzioni della narrativa socialista, anarchica, comunista, sindacale, libertaria, ecc., è in programma domani e dopodomani a Massenzatico (Reggio Emilia) il convegno Cucine letterarie. Tavola proletaria e narrativa sociale. Due giorni di incontri con scrittori e poeti italiani (tra cui Edoardo Sanguineti e Carlo Lucarelli), concerti, letture e buona tavola.
Info: tel. 0522 453418, cell. 349 0080873, e-mail: info@cucinedelpopolo.org
(manuela angelini)