Già, s'intitola proprio così - Sequenze in 6x6 - lo spettacolo teatrale di Isabella Bordoni che va in scena a Rimini, al Teatro degli Atti, nella serata di domenica 2 aprile (replica il giorno dopo, il 3).
Lo spettacolo, per la regia di Marcello Sambati, vede in scena Isabella Bordoni con le musiche dal vivo di Stefano Scodanibbio (contrabbasso) e Angelo Benedetti (elettronica). Pur in un'ambientazione scarna, essenziale direi, non è un semplice spettacolo, ma anche un allestimento sonoro e visivo dove il testo è parola recitata, scritta, vista, detta e non detta. Già, perché parlo di testo? Semplice perché il testo è anche mio, scritto a quattro mani con Isabella Bordoni. Insomma, è il mio debutto in teatro, da scrittore. Da incrociare le dita, anche perché la scommessa di Isabella Bordoni è alta: attraversare la storia attraverso l'infanzia, rendere corale la vita dei singoli, usare un linguaggio intimo, interiore, persino ermetico, sul filo della poesia e del silenzio, per una denuncia forte, sospesa, mai pronunciata, ma presente, incombente, dalla quale nessuno è escluso. Sullo sfondo Rimini, città di mare, che ha visto cambiare il proprio volto negli anni Sessanta, quando gli autori erano bambini, sei anni a testa, 6x6 (svelato l'arcano) e la città diventava ogni giorno di più la capitale delle vacanze.

Eccolo: è appena uscito il mio libretto sul Sangiovese (soprattutto quello romagnolo) scritto a quattro mani con Roberta Sapio. Dal 4 aprile si troverà in libreria. Adesso si può acquistare on line presso la casa editrice, la minuscola ma agguerrita Nda-Press. Storia, curiosità, produttori eccellenti, ricette col vino... Tutto in versione double face: in italiano da un lato, in inglese dall'altro. Da vedere la soluzione bilingue sembra un po' quegli impermeabili estate/inverno, però pare che sia molto pratico. Il tutto a soli 6,50 euro (wow, sembra una televendita! ;-)
Ho legato le tappe di questi giorni alle bottiglie. Alla Torre di Romagnano Sesia dove si mangia sempre bene ho bevuto Ghemme del 1996 dei fratelli Paolo e Antonello Rovellotti. E ho volato col naso tra i profumi di un vino che adesso, a dieci anni dalla vendemmia, finalmente si rivela. Ho cenato la sera dopo alla Trattoria Roma (della serata racconta assai meglio Lorenzo di Pianogrillo, leggetelo pure qui) e mi sono lasciato sedurre dal salame cuneese di Beppe Dho. Non si sappia in giro per il Piemonte, ma coi formaggi di Langa ho bevuto la grandiosa Malvasia di Francesco Fenech che viene da Salina, nelle isole Eolie. Poi il giorno dopo ho incontrato Luciano Sandrone e ho passato una bella giornata di chiacchiere sul vino, sulla vita e sui "cannubi" che sono porzioni di colline in quel di Barolo. Luciano Sandrone è uno dei signori del Barolo, dei grandi produttori famosi nel mondo, ma non mi ha conquistato con il vino dei re (sarebbe stato troppo facile!), ma con un umile Dolcetto d'Alba, vino di rara pulizia. Pure elegante che detto di un Dolcetto a volte fa un po' a pugni. Poi sono tornato a Milano con la testa un po' confusa tra bottiglie e ho fatto un altro incontro di quelli che non si dimenticano: Il Centovigne, vino da tavola rosso prodotto a Cossato, nel Biellese, da Magda Zago. Una vera "chicca", sia perché così gli amici chiamano Magda, sia perché il vino, pressoché ignoto e realizzato con uve Nebbiolo e altri vitigni da vigne vecchie è uno spettacolo: è vino d'annata, fresco, che ha visto solo acciaio e non legno, profuma di lamponi, è un po' scorbutico, ma ghiotto, minerale, leggiadro che ne berresti a litri. Intanto Franco Ziliani, penna velenosa intinta nel vino, ha aperto Vinoalvino, un nuovo blog enologico nella scuderia di Antonio Tombolini (dove voglio segnalare anche il bel blog di Adriano Liloni che va a scovare prodotti che neppur vien da pensare che esistano...), mentre Massimo Bernardi ha lasciato Peperosso per andare, dicono, al Gambero Rosso. Incredibile, sembra quasi il calciomercato. E pensare che sono solo blog. Stasera, per rimanere in tema, di vini, non di calcio, né di blog, stappo un Sangiovese Beato Enrico che berlo a Milano fa pure esotico. Domani sera a cena da Cracco. Tra un bicchiere e l'altro ho letto Questa storia di Alessandro Baricco. Dell'autore mi verrebbero da fare le battutine che tanto non sopporta, ma il libro, anzi la storia, ti trascina con sé.
Nella foto di Davide Dutto, sono assieme a Luciano Sandrone sul terrazzo della cantina. Alle spalle il vigneto Cannubi Boschis, il famoso cru di Barolo .
I tortelli con la coda sono il vanto di Vigolzone, grazioso paese della provincia di Piacenza. Pasta sfoglia tirata a mano, ripieno di erbette ricotta e Grana Padano, vanno gustati cosparsi di burro crudo con una manciata di Grana.
Sabato 18 i tortelli con la coda sono presentati al pubblico e ai buongustai a partire dalle 18 all'Agriturismo Aima. Tra i motivi dei festeggiamenti l'assegnazione della DeCo, la denominazione comunale promossa da Luigi Veronelli che consente ad una istituzione di "certificare" la tipicità delle specialità agroalimentari prodotte nel suo territorio. Oltre ai tortelli, Vigolzone vanta un'altra DeCo, quella assegnata alla tradizionale torta di fichi di Albarola preparata con i fichi delle colline che circondano il paese.
(manuela angelini)
C'è a Rimini il Mare d'inverno (cliccare qui per scaricare il programma), un'iniziativa della Cna locale. All'interno un .intero mese di golosità per rivitalizzare il centro storico.
Nella mia rubrica di vini su Chiamami Città parlo del Cabernet Sauvignon Castellione e della Rebola passita Torre del Poggio.
A Rimini, al ritorante da Gino, sulle colline, un risotto di pesce che è un tuffo nella memoria cittadina. Ne parlo qui, su Chiamami città.
Per motivi tecnici che mi sfuggono non funzionano più i commenti a questo blog. ho segnalato il "guasto", credo che qualcuno stia lavorando per noi. Insomma, pazienza.
"Scendi giù, scendi subito o chiamo la polizia...", minaccia il capotreno. Il problema? Un passeggero di colore non ha il supplemento Intercity, solo il biglietto. Scende tra due fermate. "Che fastidio le dà?", azzardo timido. "Deve aspettare l'interregionale". "Ma a lei cosa cambia?" "E' così che va a pezzi il sistema", risponde l'uomo di Trenitalia. Lo guardo e capisco che ci crede. Sta facendo il suo dovere. "Ma il sistema è crollato da un pezzo", gli dico mentre mi trascino altrove.
Ero a tavola a casa mia, con Michele Isman, mangiavamo i bigoli in salsa, quelli con le acciughe. A cento metri dai luoghi degli scontri, totalmente ignari di cosa stesse accadendo. Alle 15 siamo usciti di casa per andare in stazione, io ho preso un treno per Rimini. Nella città nessuna eco, ma un pallido sole. Tra le tante cose che penso, una è questa, di cui parla Alberto Biraghi. Sottoscrivo.
La cultura dell'olio è in mostra a Bologna dal 9 al 12 marzo nella seconda edizione di Oro Giallo. Una mostra mercato che vuole essere vetrina espositiva, occasione di contatti commerciali, momento di conoscenza per il pubblico, spesso disorientato di fronte alla molteplicità di proposte.
Tra le novità 2006 va segnalata la presentazione della prima "Carta internazionale degli oli Oro Giallo". Stampata in 10 mila esemplari, sarà inviata alla vigilia della manifestazione ad un selezionato elenco di ristoranti italiani e stranieri, alle più importanti scuole alberghiere del Paese e ad esercizi che da tempo lavorano per la promozione degli oli di qualità. La Carta suggerisce abbinamenti con le diverse portate, indicando l'olio e la sua zona di provenienza con l'ulteriore aggiunta di un riferimento per poter ordinare quel determinato prodotto qualora non fosse reperibile sul mercato. Un aspetto, quest'ultimo, di grande rilevanza per i piccoli produttori che spesso non hanno modo (né volontà) di accedere alla grande distribuzione e sono difficilmente rintracciabili dai consumatori interessati.
Oro Giallo 2006 offre degustazioni, assaggi e approfondimenti sul tema dell'olio e sulle sue implicazioni nel campo della salute, della bellezza e del commercio. Ospite della rassegna il Consorzio tra produttori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
La manifestazione bolognese si svolge nella storico Palazzo di Re Enzo in piazza Maggiore ed è ad ingresso gratuito. Info: tel. 051. 267155, e-mail: info@orogiallobologna.it
(manuela angelini)
Una volta i panni sporchi si lavavano in famiglia, adesso su Peperosso, il gastroblog di Massimo Bernardi che intervista Edoardo Raspelli sulla chiusura (o sospensione che dir si voglia...) di Buffet. Non mi va, non mi va davvero, di parlare di questa storia. Perché in fondo anch'io mi sento un po' fesso ad essermi imbarcato su un catamarano che mi era stato dipinto come una corazzata. Modestamente di navi di carta un po' me ne intendo e lo dovevo sapere, ma avevo voglia di ritrovare un spazio "serio" per parlare di cibo come so fare, credo anche bene. Così ho chiuso gli occhi e sono salito sulla barchetta sperando di attraversare l'Oceano. Come è andata, commenti compresi - anche il mio - leggetelo qui: http://www.peperosso.info/index.php/2006/03/02/raspelli