A Rimini, fino al 30 giugno si può vedere la mostra Scrivere contro la guerra dedicata alla scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann.
Si tratta di una mostra multimediale composta di stazioni da percorrere in
senso orario seguendo un percorso di immagini e scrittura, con testi
editi ed inediti presentati in lingua tedesca e nella versione in lingua
italiana.
La cura della mostra a Rimini è di Isabella Bordoni che ha anche creato
l'ambiente sonoro dell'allestimento, in collaborazione con Angelo Benedetti.
La mostra che si trova in piazza Cavour alla Sala degli Archi 2 (aperta dalle 17 alle 21, escluso lunedì) è presente a Rimini grazie alla collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura di Milano.
Scrivo dall'auto mentre stiamo scendendo l'Italia - io, il fotografo Davide Dutto e altri amici - per raggiungere la Sicilia e poi le isole Eolie e, nei prossimi giorni, le Egadi. Obiettivi i pesci spada, i tonni, i totani e altri vari abitanti marini... Già, Alieutica parlerà anche di mare, perché la pesca e i pesci, per noi, non hanno confini.
Presentazione questa mattina del Gambero Nero nel carcere di Fossano. Tanti (buoni) dolci cucinati da alcuni detenuti, un mare di retorica, ma ne siamo usciti e quindi è andata bene;-)
Adesso siamo in viaggio, in auto, verso Salina, capitale delle isole Eolie. Sono lì per tanti motivi. Cercherò poi nei prossmi giorni di spostarmi verso le Egadi, a Favignana, per assistere alla mattanza dei tonni. Chissà se ce la faccio... Intanto si viaggia. E viaggiando il tempo per scrivere è sempre poco.
Nella foto la mostra fotografica del Gambero Nero esposta in anteprima nel carcere di Fossano.
Oggi sono a Roma, con Michele Isman, che è il grafico di Alieutica, per sviluppare l'immagine della rivista e del sito. Sabato 25 giugno a Bologna ci sarà il primo incontro di redazione.
La trota che vedete fotografata da Davide Dutto, è invece è un ricordo di ieri, nel parco naturale dell'alta valle Pesio, in quel di Cuneo.
Ho ancora negli occhi le bellezze della val Maira e ricevo questa mail che pubblico senza inutili commenti. Me la manda Gilberto Turco, presidente dell'Associazione Pesca Ambiente di Fossano:
"Ho saputo che domenica 15/05/2005 è stato nella Val Maira con alcuni nostri amici Associati per un servizio fotografico...come ha potuto constatare la val Maira è stupenda e altrettanto lo sono gli abitanti delle sue acque... purtroppo è di questi giorni la notizia che si stanno effettuando dei lavori in alveo nel Comune di Acceglio che un nostro associato ha provveduto a fotografare ieri 19/05/05. Le allego le fotografie del disastro che si sta perpetrando, purtroppo anche in altre meravigliose vallate della nostra Provincia. Si stanno distruggendo degli habitat meravigliosi dove un tempo numerose erano le trote autoctone, oggi ormai ridotte ad uno sparuto numero.
Ritengo che per quanto sia grande la passione e l'amore che abbiamo per i nostri luoghi e per le nostre trote, le fotografie che le allego non lasciano alibi allo sconforto che sta pervadendo tutti noi pescatori. Spero che almeno Lei, grazie alla nuova rivista, riesca a mettere in evidenza simili catastrofi che sembrano non finire mai. E pensare che le leggi che tutelano l'ambiente ci sono, pensare che i torrenti alpini delle nostre vallate sono stati inseriti in piani di tutela comunitaria (Cipra), pensare che le trote autoctone (marmorate e macrostigma) sono oggetto di particolare tutela da parte della Comunità Europea....e invece sta succedendo l'ininmaginabile".
Domenica di luci e colori saturi nelle valli occitane della Provincia Granda, come si chiama quella di Cuneo, e l'incontro con il Maira è da lasciare senza fiato: l'acqua scivola su un letto di ciottoli e pietre formando curve e buche e rilucendo ad ogni angolo... Trasparenze che sono un fondo di bottiglia e Marco che ci accompagna lancia che sembra una danza con canna da cinque metri e galleggiante a pallina quasi senza piombo. Occorre precisione per pescare sul filo delle correntine e prende, usando il verme per esca. Ibridi, tanti e belle fario. Poi una diga rilascia (già mica è perfetto neppure il Maira...) e comincia ad alzarsi l'acqua e le trote mangiano come dannate per una ventina di minuti. Marco pesca sotto la punta della canna, con la corona, come i cuneesi veri. Lo fa talmente bene che verrebbe voglia di pescare a verme come nel passato. Ma è bello guardare. E che pesci, roba naturale, immessa da piccola, cresciuta in torrente. Attorno un panorama che sembra un incantesimo. Appena mi arrivano metto on line anche le foto.
Ieri è stato il mio compleanno, il quarantatresimo, e me lo sono passato quasi tutto sulle autostrade a far zig zag per lo stivale (che meraviglia sono i treni, a confronto, anche quelli scomodi, anche quelli in ritardo...).
Stamattina sono tornato in rete e ho scoperto che qualcuno si è ricordato del mio compleanno anche sul web: guardate qui. Grazie Massimo.
Ieri era però anche un altro compleanno, quello di questo blog che mi sono regalato il 16 maggio del 2002 per festeggiare i miei quarant'anni. Da allora è stato un viaggio nella rete, in compagnia di un mondo di persone che prima di Internet non avrei mai immaginato di incontrare, fosse solo per lontananza geografica.
Con la rete, con chi passa di qui, sono cresciuto, credo di essere diventato in qualche modo una persona migliore, più ricca, di relazioni, di conoscenze, di affetti. Grazie, in questo caso, a tutti. Davvero, senza retorica.
Nella foto di Davide Dutto sono in Sicilia, nella tenuta di Lorenzo Piccione a Chiaramonte Gulfi, sui monti Iblei. Sto intervistando uno dei pochi custodi della ricetta artigianale del sapone all'olio extravergine d'oliva. Cliccando sulla foto si vede più grande.
Bella recensione, anzi bellissima, del Gambero Nero sul weblog Il Cavoletto di Bruxelles. Si può leggere qui. Anche Paolo Marchi su Identità Golose parla del libro. Lo fa qui.
Sbirciate un po' qui che bel laboratorio è in corso in questi giorni a Bologna con gli studenti del Dams. Artefice di questo percorso a cavallo tra luogo e linguaggio poetico è Isabella Bordoni.
Trasferta di Alieutica sabato prossimo in valle Maira, nel Cuneese, alla ricerca della Trota della Regina, la fario autoctona locale salvata dall'estinzione grazie al lavoro dei volontari dell'Associazione Pesca Ambiente di Fossano.
Si parla di Gambero Nero, di cucina, di carcere in una lunga intervista che ho rilasciato a Caterina Morganti di Radio San Marino che andrà in onda giovedì 12 maggio alle 17,00. Radio San Marino si può ascoltare anche via web collegandosi al sito www.radiosanmarino.sm

Ecco uno dei due temoli catturati l'altro giorno sul canale Muzza a monte di Truccazzano, si tratta di un temolo di ceppo danubiano, un "pinna rossa", l'altro, di cui il bravo Stefano Rossini (il fotografo) non mi ha ancora mandato immagini è invece un "pinna blu" tipico del bacino del Po. Cliccando sull'immagine è possibile ingrandirla.

Mi scrive dall'argentina Hugo Luis Allevato del Mar del Plata Spinning Team:
"Michele, a pesar mi dificultad en la lectura de vuestro idioma, leo las notas publicadas en "Spinning On Line". Soy residente de la ciudad de Mar del Plata, ciudad marítima de Argentina, Provincia de Buenos Aires. A pesar de la distancia y diferencias idiomáticas me siento identificado por la misma pasión, la pesca realizada en esa modalidad. Nuestra localización geográfica nos permite practicar el spinning todo el año, ya sea en agua dulce o bien en el mar. En el caso de las fotos que te mando, las capturas las hacemos en una Ría (Ría de San Blas ), en la cual bajamos la embarcación con la marea mínima y navegando hasta la boca identificamos los lugares propicios. La pesca es muy abundante ya que en el momento de ingreso de agua, entra una gran variedad de especies. Con equipos livianos la diversión está asegurada. En el caso de las fotos se observa una pescadilla que responde muy bien a los Jiggs, y la otra es de un ejemplar de corvina rubia, que con paciencia y gusanos vinilicos como engaño, fue capturada también en ésta modalidad.
Bueno Michele te envío un saludo y esperemos poder intercambiar opiniones."
Hugo è il pescatore ritratto nella foto. Se qualcuno avesse voglia di scambiare opinioni, idee o chiedere informazioni può farlo scrivendogli: allevatoh@speedy.com.ar
Mattinata sulla Muzza, canalone che trasporta l'acqua limpida dell'Adda creando un vorticoso ecosistema di pianura dove vivono pesci di ogni tipo. Ci vado a camolera, la tecnica ideale per sondare il fondali ciottolosi sotto ad un muro d'acqua trasparente, bellissima. La corrente mi costringe a pescare con temolini da 35 gr. La giornata pulita, l'aria che porta la primavera, l'ambiente agreste della Muzza a monte di Truccazzano ci fa dimenticare di essere a una manciata di chilometri da Milano. I pesci si fanno vivi, come è giusto in primavera, e in qualche ora di pesca giungono a riva tre bei cavedanoni, un grande pigo dalla livrea nuziale, un barbo possente e colorato, nostrano, e due temoli. Uno è un "pinna rossa" di buona taglia, l'altro è un vero temolo padano dalla pinna blu. Che giornata... Mercoledì mi danno le foto, poi ne pubblico qualcuna.

Mentre anche Carlo Petrini, ovvero Slow Food in persona, ha parlato, bene, del Gambero Nero, sull'inserto TTL della Stampa di sabato 7 maggio, eccomi in compagnia di Davide Dutto a brindare alla Fiera del Libro di Torino. Siamo allo stand di DeriveApprodi, il libro piace e siamo felici. Sta partendo una sorta di tour delle presentazioni: Fossano, Parma, Roma, Casalecchio di Reno per ora i luoghi certi. Tutte le date, o quasi, sono da definire.
Grazie a Cristina per la bella foto (se ci cliccate sopra la vedete più grande).
C'è chi aspetta la ricevuta del versamento per l'iscrizione all'Associazione Mario Albertarelli e chi attende di vedere il link del suo sito dopo averlo scambiato col nostro. Con calma arriviamo dappertutto, siamo solo un po' pieni di cose da fare.

La stagione è al culmine per la pesca alla trota. Arrivano segnalazioni di belle catture un po' ovunque e ancora non c'è stata la piena di primavera che sancisce il momento di maggior interesse dell'annata, specie per chi cerca il pesce da ricordare. In Trentino, mi informa Walter Arnoldo, la settimana scorsa sono uscite una marmorata di 6,900 kg, presa sull'adige con un Rapala e un'altra da 3,400 kg presa sull'Avisio a Cavalese, sempre a spinning. Sul lago di Levico è uscita invece una trota lacustre di 2 kg.
Silvio Fattori che ha passato il primo maggio sul Piave pescando con le esche naturali ha fatto numerose e ripetute catture di belle trote come quella nella foto.

Ieri pomeriggio a pesca con mio figlio Ludovico di sei anni. Niente attrezzi pretenziosi: canna fissa da tre metri, galleggiante, qualche pallino, amo del 16, filo dello 0,12, un euro di bigattini. Sul fiume Marecchia, proprio a Rimini, ha fatto "una strage", come dice lui, allamando ben tre cavedani e una trentina di carassi, tutti rilasciati. Basta una canna fissa per diventare pescatori.

Di tutte le denominazioni che avrebbero il compito di proteggere i buoni sapori ho sempre pensato malissimo, perché codificano i nomi e non i contenuti. E sostengono pure i produttori scadenti. Tanto per fare un esempio: il Culatello di Zibello, secondo le regole della Dop, deve stagionare minimo dieci mesi quando tutti sanno che un culatello artigianale di dieci mesi è ancora crudo e puzza. "L'abbiamo fatto per quelli che stagionano in cella frigorifero vendono all'estero", confessano sottovoce alcuni produttori. Doc, Dop, Igp eccetera sono spesso mondi furbetti che sostituiscono con un marchio le vere qualità dei prodotti.
L'unica denominazione sensata e intelligente sono le De.C.o., le Denominazioni comunali d'origine, semplici delibere del sindaco di un paese che sostiene cosa si produce in quel territorio. Una sorta di abbraccio della comunità ai suoi buoni sapori, dove a metterci la faccia sono i produttori in prima persona, specie in luoghi e comuni piccolissimi.
Le De.C.o. sono state l'ultima battaglia del grande Luigi Veronelli. Domani ad Alessandria il Club di Papillon di Paolo Massobrio ha organizzato un convegno del titolo “Le denominazioni comunali d’origine: protagonista il territorio”. All'incontro sono stati invitati tutti i sindaci d’Italia e prevede, fra gli altri, la partecipazione del presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci e del segretario generale dell’Anci Angelo Rughetti.
Giusto per rimanere in zona, il 7 e l'8 maggio, sabato e domenica il Club di Papillon ha allestito a Novi Ligure (che non è il Liguria, ma in provincia di Alessandria) un Salotto dei sapori con settanta tra i migliori produttori recensiti dal Golosario.
Appena scoperta una recensione del Gambero Nero anche su Kataweb Cucina.

Di Bruno Verdi ricordavo la frazione dove ha sede l'azienda agricola: Vergomberra, che è anche il nome del suo vigoroso ma morbido spumante metodo classico dell'Oltrepò Pavese. La Barbera ferma che si chiama Campo del Marrone dell'annata 2003 l'ho aperta mentre pensavo ad altro, versata così, nel bicchiere da osteria, rimestando tra le recensioni del Gambero Nero di questi giorni (il Corriere di Rimini, la newsletter di Paolo Massobrio e il sito del club Papillon, la radio pubblica tedesca WDR, la Voce di Romagna...), le cose da scrivere, i prossimi viaggi (Torino per la Fiera del Libro, la Val Maira, poi Lipari...). Beh, in mezzo al disordine di idee e scartoffie, la potenza olfattiva obbliga l'occhio a confrontarsi col bel rubino dall'intensità violacea di questo vino che subito conquista per semplicità, territorialità, anche antipatia, se vogliamo. Non vino per il gusto educato di giapponesi e americani, ma una signora barbera ferma che esprime le terre d'Oltrepò: profumo che dice qual è il vitigno e accompagna, vinoso, verso sentori di viola; sapore scontroso, asciutto, un po' tannico di quelli che fanno dire: "Perdio! Che bella Barbera..."
L'Osteria del Povero Diavolo di Torriana, nell'entroterra riminese, viene recensita on line dal grande critico spagnolo Rafael Garcia Santos sul sito www.lomejordelagastronomia.com.
Con minori pretese e grande casualità esce domani a Rimini e dintorni una mia recensione dello stesso ristorante sul periodico locale Chiamami Città.
Massimo Frezza, alias Wolverine, l'ho conosciuto on line. Poi un giorno, qualche anno fa, l'ho incontrato a Roma. Alle 9 del mattino per un caffè, dieci minuti e poi ognuno per la sua strada, si era detto. Non sono riuscito a liberarmene fino a mezzanotte, mi si è appiccicato addosso a 'mo di segugio senza star zitto un momento. Poi l'incubo è finito e se n'è andato a casa. Mi è rimasta la testa piena di chiacchiere e un libro che mi ha regalato, il Violino Nero di Maxence Fermine. Grazie a Massimo mi sono innamorato di questo scrittore francese che mi ha incantato con Neve e altri piccoli cioccolatini letterari.
Sarò franco e spietato: Massimo è un gran rompiscatole, ma ha l'occhio lungo per le cose belle. Poi ha passione e grinta. E ama e conosce il cinema come pochi. Dove lavorava, mi dice, l'hanno lasciato a piedi. Il posto era uno solo e non per lui. Scaduto il contratto, finito il "progetto", a casa. Bene, compratevelo Massimo, è un affare portentoso: costa poco, scrive bene ed è una locomotiva della critica cinematografica, un rompiscatole come pochi al mondo capace di arrivare al risultato con una costanza senza pari. Se vi serve qualcuno che di cinema capisce, sa e ha sempre voglia di andare a fondo, Massimo è quello che fa per voi. Credetemi. Fatelo scrivere. Contattatelo qui.