31.03.05

Il turismo dei sapori

"Il turismo dei sapori - Localismo e globalismo nel commercio dei prodotti" è il titolo di un convegno che si svolge domani alla sede di Rimini della Facoltà di Economia dell'Università di Bologna. Si premieranno alcuni progetti dedicati alla valorizzazione del territorio e si discuterà un po' qualità, turismo enogastronomico, grande distribuzione, artigianato, agricoltura buona... Parleranno diversi professori della facoltà (Marcella Gola, Fiorella Dallari, Paolo Sorcinelli...), assessori e addetti ai lavori. Ci sarò anch'io a raccontare della "riscoperta dei luoghi del cibo e i rapporti con il territorio". In estrema sintesi dirò che le cose buone rendono un territorio più buono. Che i prodotti più umani, cioè fatti con la passione dell'uomo, rendono il luoghi più umani. Per chi fosse a Rimini e volesse fare un salto si svolge tutto all'ex Istituto Alberti, vicino a piazza Teatini, dalle 10,30 in poi, pomeriggio compreso.

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Peperosso

All'inizio era un pranzetto, quattro gatti all'osteria, a parlare di quello che si mangia e che si beve. Certo, già c'erano quelli un po' saputi, ci mancherebbe, ma bastavano due battute e uno sfottò e tutto tornava a posto. E poi il mondo non è bello senza i primi della classe. Poi, piano piano hanno cominciato a diventare tutti un po' più seriosi, poi tanti, poi troppi da sentirsi persino accerchiati e la rete, i weblog di cibo e di vino, sono diventati un po' come certi pranzi con parenti, quando esci sei sfinito. E ti ci vuole una boccata d'intelligenza, un po' di Peperosso, il blog sul cibo che si legge volentieri e non resta indigesto. Misto di gastrogossip niente male, tenuto dall'amico Massimo Bernardi sotto l'egida del grande Luca Ajroldi. Bravi.

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30.03.05

Niente Vinitaly

Quest'anno non vado al Vinitaly. Finalmente ho un buon motivo per non farlo: devo consegnare una guida enogastronomica della Toscana e quindi ho da girare un po' e da scrivere molto. Se devo dirla tutta sono proprio contento di sfuggire questa corrida della bottiglia dove ci si perde in un ingorgo di etichette e di bicchieri e si esce stonati come pugili. Perché nelle edizioni passate ci andavo? Beh, per il fascino perverso dell'inevitabile. E uscivo giurando a me stesso (e a Stefano che paziente e divertito mi accompagnava...): questa è l'ultima volta. Poi ci ricascavo. Puntuale.

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23.03.05

L'asparago viola e l'olio di Taggiasca


Agli inizi del Novecento fior di buongustai francesi varcavano il confine e raggiungevano il Ponente ligure per accaparrarsi il raro asparago violetto di Albenga.
D'altra parte questo asparago di colore viola (sì, proprio viola), è sicuramente l'asparago più buono del mondo. E cresce solo nella piana d'Albenga, in provincia di Savona. Merito del terreno, del clima o di chissacosa, ma chi ha provato a portarlo altrove - e sono stati tanti - ha dovuto desistere. L'asparago violetto - che è una vera e propria varietà, non incrociata, né incrociabile con altre - cresce solo ad Albenga. Un patrimonio gastronomico adeguatamente tutelato, verrebbe da immaginare. Macchè, un ortaggio quasi scomparso dei quali pochi hanno memoria persino in Liguria.
D'altra parte coltivarlo è molto faticoso e neppure troppo remunerativo. Tutte le fasi della lavorazione, dalla zappatura fino alla raccolta, vanno fatte assolutamente a mano. E gli asparagi violetti danno un solo raccolto lasciando il terreno improduttivo per otto mesi l'anno. Mangiare gli asparagi violetti, amarli, conoscerli, propagandarli è un po' come salvare una specie a rischio con in più il vantaggio di godere di una leccornia sopraffina e senza rivali.

Da assaggiare in estasiata contemplazione, semplicemente lessato e condito con un filo d'olio. Ottimo l'affascinante extravergine "Carte Noire Roi" prodotto a Badalucco, nella vicina provincia di Imperia. E' una nuvola di olive che avvolge l'asparago come in un canto gregoriano, portandolo in alto, tanto in alto da farne pietanza senza eguali. Si raggiunge la vetta del piacere accompagnando gli asparagi con un uovo in camicia appena profumato d'aceto e un calice (anche due o tre...) del fresco ed elegante Langenloiser Gruner Veltliner 2003 prodotto in Austria dalla famiglia Brundlmayer.

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18.03.05

Radek Invasion a Lucca


Arrivano da Mosca, sono un gruppo di artisti, attivisti, musicisti, e provocatori assoluti. Marco Scotini che cura la loro prima personale in Italia, li considera tra le voci più radicali della scena dell'Est Europeo. Si chiamano Radek Community e fin dall’origine, nel 1997, il loro gruppo si caratterizza per interventi urbani di taglio politico e dal forte carattere critico come quando durante la campagna elettorale del 1999, irrompono nel Mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa agitando un banner con la scritta “Against All” o quando nel 2003, in occasione della prima Biennale di Praga, mettono in scena un vero sciopero della fame senza richieste fuori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: un messaggio per i lavoratori dell’Est ma anche una lente temporanea sulle relazioni tra protesta e potere.
Da domani (inaugurazione alle 18,00) fino a maggio: Radek Invasion un lavoro concepito per l'ex Chiesa di San Matteo di Lucca, sede dell'Associazione Prometeo. Da andarci, fosse solo per curiosità.

Posted by mic.marziani at 20:06 | Comments (571)

Una notte da poeta

Lunedì 21 marzo è il primo giorno di primavera, ma anche la Giornata Mondiale della Poesia promossa dall'Unesco. In tutto il mondo si fanno girare versi e parole. Così accade anche a Longiano, comunello delle colline romagnole, dove al Teatro Petrella ci sarà un reading non-stop di poesia dal titolo: le lingue della poesia. Ci saranno poeti veri e presunti, seri o che si prendono sul serio, noti e ignoti, anche casuali, se capitano. Un amico, Stefano Lolli, mi ha definito qualche anno fa il "poeta della salama da sugo". Così andrò a spargere parole tra gente che di versi se ne intende davvero. Uno stuolo di poeti, dialettali, italiani, sloveni, brasiliani, di chissadove, messi insieme dalla tenace organizzazione di Isabella Bordoni, Lelia Serra e Romeo Casalini. A leggere le loro cose ci saranno: Gianni Fucci, Giovanni Nadiani, Paolo Vachino, Sabrina Foschini, Fabio Orrico, Alessandro Culiani, Claudio Jacomucci, Gianfranco Lauretano, Francesco Gabellini, Cristian Conti,, Alessandro Ramberti, Luca Tognacci, Rosana Crispim da Costa, Ardea Montebelli, Uva Grisa, Andrea Parato, Michele La Paglia, Tahar Lamri, Narda Fattori, Vanessa Sorrentino, Antonella Bukovaz, Kathleen Delaney, Fabio Molari, Mariangela Gualtieri, Patrizia Mazzonetto, Samuel Kalejaiye, Stefano Lunedei, Stefano Farinelli, Giancarlo Biondi, Davide Arniani, Giuliano Cardellini, Barbara Pinchi...
Si vocifera la presenza di Tonino Guerra che sta imperversando da giorni in tutta la Romagna per festeggiare i suoi 85 anni. Altri, con un po' più di ottimismo, sperano in un buon bicchiere di vino.

Posted by mic.marziani at 19:04 | Comments (514)

L'ultima "fugaraza" sulla greppa di Viserba


Riporto qui sotto l'esempio di come l'ennesima palazzina passerà sulla storia, sui ricordi, sull'ambiente...
Scrive Fabio Bruschi, per la cronaca direttore di Riccione TTV Festival: "il 18 marzo, vigilia di San Giuseppe, ci sarà la solita fogheraccia sulla greppa di fronte a casa mia in via Sacramora 48 a Viserba di Rimini. Fin qui siamo appunto alle solite: di nuovo c'è che sarà l'ultima.
La greppa (o antica falesia o falesia morta), insomma la vecchia riva del mare è stata dichiarata non esistente (ancorchè io continui a vederla tutte le mattine): dalla prossima estate vi saranno costruite delle palazzine.
Così Viserba avrà perso il suo ultimo tratto distintivo, transitando da un paesaggio ortivo e marino ricco di sabbie e di acque risorgive, al confine tra la pianura e la spiaggia, allo standard delle periferie: chi ricorda Brecht (o anche solo Celentano) sa che è giusto che sia così.
Nient'altro: io e i miei amici e amiche saremo lì a partire dalle 20.30 e appiccheremo il fuoco intorno alle 21.00. Come sempre in queste occasioni non è vietato portare vino e cose da mangiare e naturalmente chiunque può invitare chiunque.
Sulla greppa, o lì vicino, i fuochi si sono sempre fatti, da prima che gli antichi Romani arrivassero a Rimini: che questa lunghissima continuità (letteralmente tradizione) si interrompa oggi, che questo capiti a noi, è qualcosa da cui farsi investire, cui prestare attenzione. Come direbbe Marco Paolini - a pensarci - è impressionaaante.
Ogni cosa che finisce lascia il posto ad altre cose, di cui oggi non sappiamo".
Chi è nei paraggi faccia un salto, stasera, all'ultima focheraccia sulla greppa di Viserba.


Posted by mic.marziani at 14:02 | Comments (461)

17.03.05

Il cavoletto di Bruxelles

In un proliferare fin troppo proliferante di blog ghiotti o sedicenti tali questo fa venire davvero l'acquolina in bocca, grazie anche alle belle foto dell'autrice che mostra, senz'ombra di dubbio, che lei, ai fornelli, fa sul serio. Da mettere tra i preferiti: http://cavolettodibruxelles.blogspot.com/

Posted by mic.marziani at 17:41 | Comments (1224)

13.03.05

A sostegno dei giornalisti sul campo

Giuliana Sgrena cercava di raccontare la realtà irachena. Questo era ed è il suo mestiere. Per farlo ha rischiato di essere uccisa tre volte: dalla guerra, dai sequestratori e dagli americani. Che oggi venga coperta di insulti - al di là delle sue posizioni che si possono o no condividere - è semplicemente scandaloso. Com'è stato scandaloso insultare Enzo Baldoni persino dopo che era morto. Una firma, un pensiero, un'idea magari servono a poco, però assieme a Mimmo Lombezzi, sul weblog dedicato alla libertà di stampa vorremmo raccogliere dei segnali di solidarietà a Giuliana Sgrena, per chiedere che vengano rispettati i giornalisti 'non embedded', quelli che cercano ancora di fare questo lavoro sul campo . Lasciate un segnale qui.

Posted by mic.marziani at 11:06 | Comments (1430)

11.03.05

Ciao Marco

Marco Turacchi non c'è più. Di tutti i modi che esistono al mondo per morire ha scelto il più faticoso: se n'è andato da solo, l'ha deciso lui, tra la neve, nelle campagne toscane. Nei luoghi dei funghi e delle trote, delle battute di caccia, delle serate davanti a un bicchiere di vino. Scriveva, bene, molto bene, di pesca e di pesci, Marco, ma anche di caccia e di fucili. Per i pesci l'ho conosciuto. Abbiamo lavorato insieme diversi anni. E nei tempi del lavoro siamo diventati amici perché quello di raccontare è un mestiere un po' così, dove non sai mai dove finisce il lavoro, dove comincia la vita. Così ci si trovava ad andare per trote. O a sentirsi per sapere se erano usciti i funghi o per raccontarsi le rispettive battute. Ci si è persi quando le strade del mestiere ci hanno portato in luoghi diversi. Ma ogni tanto tanto, davvero tanto, ci si incontrava, ci si sentiva, si scambiavano due battute due perché Marco era silenzioso. Non so cosa ci fosse nei silenzi di Marco, come gli sia passata addosso la vita, quando ha deciso che gli era insopportabile. Degli ultimi suoi anni so poco, al telefono ho imparato che si era sposato a giugno. Già, perché Marco, era pure giovane, porca miseria. Non ricordo quanti anni, ma non troppi più di trenta. Era il ragazzo arrivato al giornale portando la sapienza delle cose che sapeva fare: pescare, vivere all'aria aperta, sentire l'odore della natura. Di questo aveva fatto un mestiere. Che importa com'era? Chi era? Mi chiedo scrivendo col groppo alla gola. Importa, eccome. Mica si va via così... Qui si ferma la penna, evitando l'inutile sforzo di capire la morte. Ciao Marco, tanto se c'è un altro mondo ci sono anche le trote. E i funghi. E tu ne trovi più degli altri, lo so.

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10.03.05

News economy

Ovvero l'economia delle news politiche vede Internet superare la radio, almeno Oltreoceano. Negli Stati Uniti la rete si è accreditata come una delle principali fonti di informazione politica, superando anche la radio. Un sondaggio
Pew Internet and American Life Project concentrato sul voto per le scorse presidenziali americane ha dato risultati sorprendenti: circa il 29% degli adulti americani ha utilizzato Internet per ottenere news politiche. Erano soltanto il 18% nel 2000, uno sparuto 4% nel 1996. La televisione resta la fonte d'informazione principale degli elettori, ma il 18% di loro dice di avere ottenuto la maggior parte delle informazioni su Internet, contro il 17% che si è basato sulla radio.

Posted by mic.marziani at 11:25 | Comments (1714)

09.03.05

(Sar)fatti, non parole

Basta girare per Milano per capire che Riccardo Sarfatti, candidato del centrosinistra alla presidenza delle regione Lombardia non lo sta sostenendo nessuno: pochi manifesti, poco clamore, nessuna mobilitazione, vuoto totale... Tutti si rendono conto che Sarfatti non esiste, o quasi, ma nessuno lo dice. Solo Nando Dalla Chiesa della Margherita solleva la questione e a Radio Popolare dice: "C'è differenza a perdere con il 35%, piuttosto che con il 45%". Insomma si perde. Alberto Biraghi sul suo blog rincara la dose: abbiano almeno la decenza di non chiedere il voto per uno che ha già perso. I rumors lombardi parlano chiaro: i Ds avrebbero venduto la regione a Formigoni in cambio dell'appoggio dei ciellini alle prossime comunali di Milano... Fantapolitica? Beh, a guardar anche con occhio distratto è più facile credere all'asse diesse-cielle che a un centrosinistra impegnato a conquistare la regione. In più, sentito alla radio, Sarfatti sembra uno preparato, con delle idee, delle proposte ambientaliste e molta chiarezza sulla complessità dei problemi. Il che, di questi tempi di slogan roboanti e ballerine dal trucco rifatto, francamente non lo aiuta. Meglio un presidente di tutti e di tutto, tanto per non scontentare nessuno. E' una politica così triste e bassa che varrebbe pure la pena di votarlo il povero Sarfatti.

Posted by mic.marziani at 17:26 | Comments (438)

04.03.05

Libera!

Evviva, Giuliana Sgrena è libera e io sono commosso. Già, capita anche a me qualche lacrimuccia. Personalmente brindo anche allo scampato pericolo: avevo scelto domani come giorno per aderire al digiuno per chiedere la liberazione di Giuliana. E, come dire, a me i digiuni costano davvero tanto...

Posted by mic.marziani at 19:06 | Comments (762)

La censura della polvere e "La disgrazia di saper leggere"

Ci sono cose che non si fanno mai pur ritenendole importante. Schiavo della fretta e dell'inedia mescolate tra loro, accumulo e rimando all'infinito. Poi perdo e dimentico. Seppellisco sotto montagne di cartacce dove non guardo mai, o quasi. Da quel "quasi" esce "La disgrazia di saper leggere" interessante "antistoria della libertà di stampa" scritto da Rinaldo Boggiani e pubblicato da Edizioni Associate nel 2002. Da allora giace in fondo, all'ultimo posto di una pila di libri. Beh, avrebbe dovuto stare in cima per il piglio barricadiero dei contenuti, per l'occhio lungo della storia, perché a volte è bene sapere in che mondo si vive. Anzi, in che mondo vive chi fa informazione. Scritto da un non giornalista, scritto bene, viaggia lucidamente attraverso la storia: leggi speciali, chiesa, stato, ordine dei giornalisti... Da leggere, da far leggere ai ragazzi nelle scuole.

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03.03.05

Sapori riminesi


Uscirà in autunno per i tipi di Panozzo Editore un volume sulla cucina e i prodotti del territorio riminese, voluto dalla delegazione di Rimini dell'Accademia Italiana della Cucina. A scriverlo saremo io e lo scrittore Piero Meldini. Chissà se sarà l'occasione per dire definitivamente che Rimini non è solo spiaggia e ombrelloni, ma un mare pescoso che offre saporiti pesci azzurri, molluschi e crostacei e colline ricche di vigne e uliveti, pascoli dai quali nascono pecorini stagionati in foglie di noce o in fossa, dove crescono vacche di razza romagnola, marchigiana e chianina... E poi salumi di mora romagnola, farine macinate a pietra per cucinare la tipica piadina o la ciambella, dolci formaggi come lo squacquerone, ristorazione sanguigna, di fuoco, di griglia, ma anche d'ingegno visto che qui, a Rimini, è nato il risotto di mare. Di questo e di altro si parlerà nel libro che, provvisoriamente, s'intitola "La cucina riminese".

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