30.01.05

Il miracolo delle lenticchie di Ventotene


Dall'isoletta di Ventotene, nell'arcipelago pontino, arriva Cristina con un barattolo di lenticchie di Ventotene, minuscoli legumi coltivati dagli anziani abitanti del luogo in microappezzamenti di terreno percorsi dai venti salini del mare... Vanno seguite passo a passo le lenticchie, salvate le piantine non più alte di una spanna dalle erbacce soffocanti, raccolte a giugno, a mano, prima dell'alba: al massimo due, dico due, lenticchie per baccello. Infine battute sulle aie con attrezzi primordiali come il "veville", parola alla francese che indica due bastoni, di legni differenti tra loro, legati da cinghie e manovrato come fosse una danza... Così almeno racconta Cristina, mentre le lenticchie passate in pentola con semplici odori sprigionano profumi di altri tempi, di altri mondi, di altri mari... Un'apoteosi di commoventi sapori lontani mille miglia marine dalle lenticchiacce in scatola o sacchetto dell'ultimo dell'anno. Meravigla da scambio della primogenitura questi frutti dell'isoletta del Tirreno. Le nostre Lenticchie le ha prodotte Attilio Taliercio, poeta, o meglio, come dice lui "inventore di poesie" in quel di Ventotene.
Sopra alle lenticchie, a casa di Michele in quel di Sutri, ci siamo bevuti un vino strano, nato da assemblaggio di uve e di amici, rosso di uve Barbera, Merlot, Sangiovese, provenienti da Piemonte, Veneto e Toscana: il Primovolo 2000 realizzato da Sergio Zingarelli, Giordano Emo Capodilista e Andrea Faccio. Un rosso carezzevole e balsamico, ricco di stoffa e di profumi. Curioso, ma riuscito.

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27.01.05

Sagrantino di ventura


Nel cuore delle colline umbre di Montefalco, si perde, tra storia e leggende medievali, l'origine del Sagrantino, vitigno nobile e, negli ultimi anni, anche incredibilmente famoso. Chiunque sappia un po' di vino, se ne riempie la bocca di Sagrantino, non nel senso che lo beve, ma nel senso che ne parla.


Famosa quanto e più del vino è la Cantina Arnaldo Caprai che all'antico vitigno ha ridato lustro e piacevolezza. Ricordo dell'azienda Caprai, nei miei trascorsi enologici un Sagrantino di Montefalco 25 Anni Riserva 1998 e riassaggio oggi, potente e cupo, un Sagrantino di Montefalco Collepiano di un'altra annata notevole, il 2001. Il Collepiano sta in cantina un po' defilato perché meno costoso e nobile del 25 Anni Riserva, ma è vino austero e irruento, quasi "militare" per certi aspetti. E per altri un po' corsaro: rosso, sanguigno, ma di nobili origini. Esplosivo al naso, come in battaglia, recupera immediatamente l'eleganza della prugna e della mora, poi spezie, chiodi di garofano, vaniglia, caffè, cuoio… C'è da perdersi senza afferrare l'essenza di un vino inafferrabile che ora mostra il vitigno e ora il legno, disdegnando chi cerca di capirlo, di inquadrarlo.
D'altra parte il Sagrantino di Montefalco non si comprende, si ama. Anche nei suoi caratteri più scontrosi, anche nella potenza straripante che colpisce la bocca con forza tannica più che dolcezza.
Un vino "maschio", volendo usare un luogo comune, ma incredibilmente sensibile, talmente buono da far passare per pregi pure quelli che al primo sorso sembrano difetti.

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Memoria quotidiana

"L’indomani mattina, mio padre telefonò all’unico medico di cui si fidava, il professor Amos Foà, che non poteva esercitare perché era ebreo e i fascisti lo perseguitavano. Venne in bicicletta, vestito dimessamente, per confondersi tra quelli che andavano in fabbrica..."
Sono poche righe del romanzo autobiografico "L'amo e la lenza" di Mario Albertarelli, scrittore e giornalista di fiumi, laghi, natura e cose di pesca, scomparso qualche anno fa. Con l'Associazione Mario Albertarelli stiamo ripubblicando - in formato digitale - il volume ormai introvabile. Lo metteremo al più presto on line, scaricabile gratuitamente.
Oggi, nel giorno della Memoria, ho riletto questa frase per caso e ho pensato agli ebrei italiani, quelli di cui si è parlato sempre poco, alle persecuzioni di allora, ai campi di concentramento nostrani sconosciuti ai più, alle leggi razziali, a come, dalla mattina alla sera un medico, un professore, un musicista siano stati privati della libertà di fare, bene, il proprio mestiere. Primo passo verso la negazione di esistere. Per capire certe cose forse bastano pensieri quotidiani: prima dei forni e delle camere a gas c'è stata la morte civile, l'esilio nelle proprie città. In un'epoca oscura di antisemitismo il medico era "l'unico medico di cui si fidava" e lui, che "non poteva esercitare" ha preso la bicicletta ed è corso dove l'hanno chiamato. Quanto è diversa la storia degli uomini, da quella con la esse maiuscola.

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26.01.05

Melablog.it


Proliferano i blog "professionali". Non ho ancora capito bene come funzionano, ma anche Blogo ne sta sfornando a ripetizione. Da storico utilizzatore di Mac non posso che essere felice dell'ultimo nato, tutto dedicato al computer con la mela.

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Alla ricerca dei cibi perduti


Che mondo di profumi e di pensieri. E che grande scrittore è stato Luigi Veronelli. Non perdetevi questo "Alla ricerca dei cibi perduti - Guida di gusto e di lettere all'arte del saper mangiare", uscito nel 1966, dimenticato per quasi quarant'anni e riproposto, oggi, da DeriveApprodi. E' un viaggio, nel tempo e nel cibo. L'ho letto in treno, l'ho finito a tavola.

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21.01.05

Ricetta

Mi chiedono: ma come fai?
Beh, vivere girando e scrivendo non è poi così difficile. Basta saper scrivere (o avere l'umiltà di impararlo), avere l'energia per girare e per continuare a farlo con l'età crescente e non preoccuparsi del fatto che normalmente si guadagna un decimo o forse meno di quel che si vale (o che si guadagnerebbe facendo non dico l'avvocato, ma anche solo il camionista...).
Se si hanno dei figli poi bisogna saper spacciare la propria incoscienza per ottimismo.

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19.01.05

Dell'oca, del maiale, dei capperi e dell'astice dell'Adriatico

Svuoto il portafogli di biglietti da visita e appunti. Ritrovo il profumo isolano dei panini di Gilberto e Vera a Lipari, nel cuore delle Eolie: leccornie semplici, tutto profumo e calore, pomodoro, capperi e origano in pane di grano duro... Autentici bocconi di Mediterraneo. Via, tra i ricordi.
E da ricordare è anche l'astice di quasi tre chili, pescato in Adriatico, probabilmente verso la Croazia, con il quale abbiamo festeggiato la nascita dell'Associazione Mario Albertarelli: una spaghettata sontuosa e impeccabile all'Osteria delle Storie di Mare, proprio sul porto di Rimini.
Altre atmosfere, ma felicità grande per il palato al ristorante San Michele di Mortara, localone classico, fin troppo, dove però il risotto con le verze e il ragù d'oca era un capolavoro dei sapori di Lomellina, mentre una golosa Bonarda dell'Oltrepò sgrassava l'oca ed i pensieri.
Nei prossimi giorni riapre la Trattoria Via Vai di Bolzone di Ripalta Cremasca, meta tra le più affidabili tra Milano e la Padania. Promette bene il menu della classica "Maialata" con lo splendido risotto giallo con la pasta di salame, da solo un monumento ai sapori della pianura cremasca.

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17.01.05

La buona birra delle valli Valdesi


Quello delle birre artigianali è un mondo capace di affascinare quanto quello del vino. Affascina per la freschezza, i profumi, gli aromi di tante birre prodotte per amore e per passione, tenute in vita con la testardaggine di chi non si piega ad un mercato quasi totalmente in mano a un pugno di multinazionali che producono fiumi di birra noiosa e quanto mai standardizzata. Il guizzo si trova nei mocrobirrifici, tra gli artigiani della bevanda alcolica più antica del mondo. C'è qualcosa di una semplicità disarmante, diremmo di casalingo, di fatto a mano, di frugale, quasi, nelle birre Beba, piccola azienda di Villar Perosa in Valchisone, in provincia di Torino.
Si tratta di birre così lontane da quelle del bar sottocasa, non pastorizzate, non filtrate, senza additivi di alcun genere, ma fatte con malto d'orzo, luppolo, lieviti e acqua purissima. Birre realizzate a bassa fermentazione, quindi con tempi lunghi, fatti di giorni e giorni di fermentazione e maturazione. Battezzate con nomi fantasiosi che strappano pure il sorriso e imbottigliate con vistose e colorate etichette, sono birre golose e piacevoli. In alcuni casi anche alcoliche e potenti come la Sangre de Toro, rifermentata in bottiglia, di colore rosso ambrato, profumata di malto, dalla schiuma cremosa, con sentori di zenzero. O come la splendida e corposa Motor Oil, una doppio malto scura, forte nel gusto e profonda nel colore. Buona, ghiotta, fresca è invece la leggera N.1, ottima interpretazione della birra quotidiana, della pilsner dissetante. Un'ulteriore conferma di quanto di buono, anzi di ottimo, sanno fare oggi i piccoli birrifici italiani, con quelli piemontesi in prima fila. Da assaggiare.

Posted by mic.marziani at 18:26 | Comments (1552)

Sostieni la rivista Alieutica

Bene! Sabato pomeriggio è nata l'Associazione Mario Albertarelli il cui fine principale è quello di creare una rivista, una bella rivista, di carta, dedicata all'acqua, alla pesca, all'ambiente: Alieutica. A fianco di Alieutica, partirà un sito Internet che si occuperà degli stessi temi. C'è un progetto serio dietro a tutti questo per il quale occorre un investimento di 100mila euro. Molto o poco che sia, li stiamo cercando, anche attraverso l'iscrizione all'Associazione Mario Albertarelli. Per diventare soci bastano 100 euro, da versare una volta sola, per sempre. I soci avranno per tutta la vita lo sconto del 50% sull'acquisto della rivista o sull'abbonamento ad Alieutica. Tutta l'operazione sarà spiegata sul sito Internet che stiamo preparando. Chi però volesse avere il progetto dettagliato della rivista basta che lo chieda via mail a me oppure all'indirizzo dell'associazione. Chi volesse iscriversi all'Associazione Mario Albertarelli può farlo versando 100 euro con carta di credito (basta spingere il pulsante qui sopra e si accede a un server sicuro) oppure richiedere altre modalità di pagamento. Lo statuto dell'associazione è serio, democratico e pure un po' innovativo con le assemblee dei soci convocate via mail. Chi vuole leggerselo può chiedere pure quello. In questo progetto credo moltissimo, tanto da spendermi quasi totalmente, come presidente dell'Associazione Mario Albertarelli, oggi, e, domani, come direttore di Alieutica. Incrocio le dita.
Posted by mic.marziani at 12:42 | Comments (465)

14.01.05

Nascono "Alieutica" e l'Associazione Mario Albertarelli

"Prendete un pescatore. Uno di quei pescatori con il volto scavato dal mare, solcato da rughe che sembrano onde. Osservatelo, quando, verso il tramonto, sta là, immobile con il suo mare. Immutabile, nei tempi. Clic. Cogliete questo spazio e questo tempo, e presentatelo al mondo". E' questa frase del fotografo francese Jean Gaumy che a forza di girarmi in testa mi ha convinto. Lui, Gaumy, ama mescolare la pesca con la vita, proprio come faceva Mario Albertarelli, giornalista e scrittore di acque e di pesci scomparso qualche anno fa lasciando un vuoto, culturale, immenso. Così ho deciso, assieme ad alcuni amici, di cercare di dare vita ad una rivista di pesca. Sì, una rivista di pesca. Niente di concorrenziale con quelle che ci sono già, niente che assomigli a quello che finora si è visto intorno all'acqua e alle canne da pesca.

Quella a cui sto pensando è una rivista di pesca di alto profilo, con un respiro europeo, capace, soprattutto, di stare a cavallo delle Alpi, quasi di traverso tra Italia, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, che abbia voglia di raccontare di pesci, di acque, di ambienti, di un modo di avvicinarsi all'acqua che non esiste più. Un giornale per "nostalgici", per quella che ho chiamato la Generazione Albertarelli e per questo, credo, di grande impatto emotivo.

L’idea è quello di un trimestrale, a cadenza stagionale, di buona fattura, diffuso in abbonamento, in rete via Internet, nei negozi di pesca (niente edicola) e sostenuto da un bel sito Internet dedicato alla pesca. Il titolo della rivista e del sito è Alieutica, in ricordo di una importante rivista di pesca del passato. Il titolo, per me molto musicale, vuole essere un tributo ad un recupero culturale e anche evitare l’impatto con termini come “pesca”, “pescare”, “pescatore”, “fish” e “fishing”. Questo perché Alieutica pur rimanendo una rivista dedicata alla pesca vuole guardare più in là parlando di ambienti, territori, turismo, enogastronomia e tutto quello che ruota attorno al mondo dell’acqua e dei pesci. Una scommessa.

Per provare a dar corpo a questo progetto nasce domani l'Associazione Mario Albertarelli, il cui scopo è dare impulso e gambe economicamente robuste all'idea. Il primo passo verso un sogno.

Nelle immagini alcune prove e bozzetti - niente di più per ora - per la copertina di Alieutica a cui sta lavorando Michele Isman.

Posted by mic.marziani at 18:34 | Comments (450)

12.01.05

Il Gambero Nero

Ci siamo finalmente! Il lavoro che ho realizzato con Davide Dutto all'interno del carcere di Fossano diventa un volume fotografico che sarà i libreria a maggio. Lo pubblica la casa editrice DeriveApprodi. Il mondo della cucina visto dalle celle di un penitenziario con tanto di ricette realizzate con fornellini da campeggio e attrezzi di fortuna. Il libro si intitolerà Il Gambero Nero, giusto per non prendersi troppo sul serio.

Posted by mic.marziani at 17:40 | Comments (127)

Luca e i suoi blog


Luca Ajroldi è giornalista con una trentina d'anni di penna e televisione alle spalle e pure blogger di lungo corso. E' un signore di mezza età con la voglia di fare di un ragazzino. Eccolo allora alle prese con quattro nuovi weblog che perseguono il sogno (o la velleità?) di essere strumenti professionali. L'idea è quella di shakerare linguaggi nuovi e notizie serie, intese come certe e verificate.
Sinceramente non ho idea di cosa possa venirne fuori, però mi sembra una buona scommessa che non parte col piede sbagliato. Anzi, parte con quattro piedi niente male: uno politico, uno trendy (lo so è una brutta parola, ma tanto Nanni Moretti non mi legge...), uno dedicato alle aziende che comunicano e/o non comunicano e un altro che si occupa di musica, costume, società, libri e altro visti con piglio giovanile e giovanilistico. Dai che funziona...

Posted by mic.marziani at 17:27 | Comments (280)

Lunga Vyta


E' on line e funziona Vyta, una sorta di villaggio commerciale dove acquistare cose buone. E' una creazione di Antonio Tombolini con il quale ho condiviso un bel pezzo vita (allora senza y;-) ai tempi di Esperya, la bottega on line per antonomasia. In bocca al lupo e lunga Vyta!

Posted by mic.marziani at 17:09 | Comments (687)

07.01.05

Sigari cinesi

E' una vecchia poesia che ho scritto. Tirata fuori da un cassetto. Si può leggere qui, nel weblog dei Mercoledì letterari.

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06.01.05

Viva Romeo

Passo per caso da Dro, Trentino, valle del Sarca, tremila anime, due parrucchieri per uomo, due giornalai, meno di dieci negozi e nient'altro, a prima vista. Ma alle sei di ieri sera, 5 dicembre, l'intero paese scivola dalle stradine e converge verso la piazza. Alla spicciolata, solo bambini. E mamme. Poi qualche papà. In piazza non c'è quasi nulla - frittelle di mele, vino caldo, cioccolato, brodino e una bandina di una manciata di ottoni infreddoliti - ma tutti sono in fila, rapiti, col naso all'insù ad aspettare il fantoccio della Befana che scende dal campanile. Un'estasi fatta di nulla. Con persone e sorrisi che sanno - e dicono - che è giornata di lutto europeo. Ma la Befana è la Befana. E allora si raccolgono soldi per il Sudest asiatico.
Rimango attonito di fronte all'ennesima istantanea di un'altra Italia, meno complicata (non meno complessa...) di quella quotidiana che si incontra altrove. Sento la voce al microfono: "grazie anche quest'anno a Romeo per l'organizzazione della Befana!"
Romeo chi? Che importa? Qui è un'istituzione, più di altre. E allora: buona Befana, viva Romeo!

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03.01.05

Umano, troppo umano


Mi arriva inattesa questa foto inequivocabile: dormo, addirittura con la penna in bocca. Sono a un convegno, in Sicilia. Prima mi vergogno, poi mi giustifico (erano così noiosi i saluti...), poi mi scopro umano. Infine mi consolo con il testo che accompagna l'immagine: "complimenti per come ha scritto di Chiaramonte e della Sicilia. Analisi lucida che contraddice la foto!"

Posted by mic.marziani at 12:05 | Comments (620)