30.11.04

L'anarchico del vino, l'amante della terra

E' morto Luigi Veronelli, Gino per chi lo conosceva o fingeva di conoscerlo quando poteva servigli. Ne ho visti tanti, soprattutto tra quelli che oggi ne tessono le lodi post mortem.
No, io non l'ho mai conosciuto Luigi Veronelli, ma l'ho bevuto, questo sì. Ho bevuto i vini che amava e il modo tutto suo di raccontarli. L'ho anche sfiorato, diverse volte, una pure ci hanno presentati e abbiamo scambiato quattro parole, ma conosciuto no. Avrei voluto, eccome, perché rappresentava un modo di amare e raccontare il vino e la terra e i buoni sapori che nei salotti enogastronomici trova sempre un ascolto distratto. Sono cresciuto nel leggere Veronelli e nell'intravedere al di là delle parole uno sguardo rivolto alle colline, alle uve, agli uomini e alle donne delle campagne. Poi, negli ultimi anni questo suo riappropriarsi dell'anarchia di sempre, della voglia di dare al vino un valore anche sociale e politico. Da grande sognatore, col naso ben piantato nel bicchiere. A sostenere cocciuto e caparbio che "è meglio il peggior vino contadino del miglior vino dell'industria". Beh, a me piaceva il suo modo di narrare i sapori, i profumi e le persone. Unico, tra tutti quelli che scrivono di vino.


Nella foto Luigi Veronelli è al centro sociale Leoncavallo di Milano, nel dicembre del 2003, in occasione di Critical Wine. L'ultimo saluto è previsto per domani, 1 dicembre, nel pomeriggio, al cimitero monumentale di Bergamo, assieme alla banda degli ottoni a scoppio e alle bandiere di uguaglianza e libertà.

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29.11.04

Il Genepy, quello vero


Dimenticate subito le bottiglie con le corna e i liquori verdi color incredibile Hulk. Qui si parla di Genepy inteso come liquore fatto davvero con i fiori della preziosa erba alpina, l'Artemisia Mutellina.
Il profumo intenso, dei pascoli alpini, delle montagne, delle scalate giovanili, delle passeggiate odierne, avvolge come e più di un ricordo e porta i pensieri in alto, in cima, in vetta.
In bocca forse c'è un po' di zucchero di troppo, sentire bene, no, c'è equilibrio, ma, però, forse un po' meno... E via un sorso a seguire l'altro, mentre aria e fiato si impregnano della preziosità del Genepy. Altro che Baudelaire con l'assenzio, io che non valgo nulla rispetto al mio Albatro di riferimento, qui, col Genepy, scrivo uno dei progetti più interessanti, credo, e impegnativi della mia vita... Quale? Top secret, ancora per un po'. Il nome del produttore di Genepy?
No, quello si può dire: si chiama Paolo Rovera e produce questo nettare della liquoristica nell'Azienda agricola "La Freidio" in quel di Stroppo, provincia di Cuneo.

Posted by mic.marziani at 21:12 | Comments (13)

Voci della poesia, poesia della voce


Contaminazione è quasi una parola d'ordine che percorre tutti gli angoli dell'immaginario, il meticciato come bandiera, l'incontro di generi come scommessa. E la voce? Lo spazio? La parola? C'è anche qui un confine da saltare di qua e di là, come il gioco della corda infatile.
Al Centro Zo di Catania i confini si incontrano intorno alle parole nella seconda edizione di Flatus Vocis, ciclo di reading di letteratura e poesia in cui la parola si misura con lo spazio scenico attraverso l’utilizzo di nuovi linguaggi espressivi. Un programma che si sviluppa nell'arco di tre mesi e si apre, il 2 dicembre, con Andante con Figure di Isabella Bordoni, autrice, assieme a me, del progetto 6x6.
Da segnalare, nel nutrito programma di Flatus Vocis, il 16 dicembre, Jack Hirshman, voce lirica del movimento pacifista americano. Ad organizzare Flatus Vocis sono Arci Catania e Officine.

Posted by mic.marziani at 20:57 | Comments (466)

28.11.04

Informazione ed esclusione

Ieri ho partecipato a una delle interessanti giornate di Redattore Sociale.
Ascoltando mi è venuto qualche dubbio sul rapporto tra informazione ed esclusione. Ovvero, se i poveracci sono oggetto o soggetto dell'informazione. Ne parlo qui, sul weblog dedicato alla libertà di stampa.

Posted by mic.marziani at 11:19 | Comments (20)

27.11.04

Newsletter

Da oggi è possibile iscriversi alla mia newsletter personale ed essere aggiornati sulle cose più interessanti che scrivo in rete (sempre ammesso che scriva qualcosa di interessante...).
Per iscriversi basta mandare una mail con il classico soggetto "subscribe" a questo indirizzo.

Posted by mic.marziani at 07:16 | Comments (307)

Frugale e veloce

Pranzo a Milano, nella casa a ringhiera di via Castaldi. Il tempo è poco. Scendo in strada, passo dal fornaio e prendo del pane di grano duro assai buono, poi la profumata e piacevole mozzarella di Bufala del caseificio La Buonissima di Villa Literno in vendita nel negozietto di prodotti pugliesi (Villa Literno non è in Puglia ma nel Casertano, però fa lo stesso...), una manciata di pomodorini senza lode né infamia e metto in tavola. Condisco con un olio davvero buono (l'extravergine d'oliva Pianogrillo) e ci bevo sopra una Cusquena, birra peruviana, birra degli Incas, come dice l'etichetta, la cui dolcezza porta in equilibrio l'acidulo del latte di bufala. L'ho comprata dall'Ambasciatore dei prodotti delle Ande, piccola bottega sudamericana da dove viene anche la granadilla, frutto di rara sensualità con il quale chiudo il mio pranzo frugale e veloce.

Posted by mic.marziani at 07:04 | Comments (198)

25.11.04

Terremoto bis

Non che non m'importi del terremoto. Immagino le preoccupazioni di chi è lì. ricordo la paura del Friuli. Ma stamattina guardavo i telegiornali che si affannavano a far vedere muretti crollati, calcinacci e alte ovvietà lasciando indietro un paese intero come l'Ucraina, dove centinaia di migliaia di persone stanno presidiando un paese per impedire che gli venga scippato il valore del voto.

Posted by mic.marziani at 12:57 | Comments (1187)

Terremoto

A mezzanotte ero a Pizzighettone, nella Bassa padana, a letto, satollo, dopo aver mangiato bene (anguilla affumica, trippa in un umido lasciata bollire per tre giorni, formaggio Salva e altre ghiottonerie...) e bevuto meglio (sopra a tutto una bottiglia di Sizzano dell'ottima annata '98, un rosso praticamente ignoto con i profumi delle violette...). Il letto si è mosso, si è messo a tremare. Ho pensato: il terremoto! Poi mi sono detto: chisseneimporta, se muoio adesso sono felice e mi sono girato dall'altra parte.

Posted by mic.marziani at 12:42 | Comments (279)

23.11.04

Con la piada su SpazioCucina

Ho iniziato una nuova collaborazione con la bella rivista SpazioCucina. Tra le tante in edicola mi piace particolarmente perché tenta di trovare un elemento di novità a cavallo tra sapori ed oggetti, territori del cibo ed ambienti domestici...
Sul numero di novembre, da oggi in edicola, c'è un mio ampio servizio sulla piadina romagnola e sulle teglie d'argilla per cuocerla. Le foto sono dell'ottimo Davide Dutto con cui sto lavorando molto bene anche ad altri progetti.

Posted by mic.marziani at 12:08 | Comments (265)

Commenti da spalare

Nella notte sono scomparsi un po' di commenti da questo blog. Pizzicato! - mi ha scritto un amico maligno - tu predichi la libertà di espressione di giorno e poi censuri di notte...

No,non è andata così. Mi dice Alberto Biraghi che del server dov'è questo blog è mentore e mente: "è stato un casino. Binarioloco, che sta sulla stessa macchina, ha avuto un attacco con 700 post di spam al giorno. Per dargli una mano ho *dovuto* ranzare nel mucchio con un attrezzo apposito che (ahimè) ha segato commenti buoni qua e là. Mi spiace..."

A me invece piace scoprire, tra tanto spam, che la rete richiede anche mestieri da manovali e attrezzi appositi per spalare via commenti...

Posted by mic.marziani at 11:15 | Comments (616)

21.11.04

Questione di etichetta

Gira in rete. Non so se è vera, ma è bellissima.

Posted by mic.marziani at 09:35 | Comments (45)

15.11.04

Barolo di Barolo


Nella massa di siti brutti, scomodi e approssimativi che popolano il mondo del vino (e non solo quello) questo Barolo di Barolo svetta per piacevolezza. Si tratta di un sito appena nato, dedicato al re dei vini e al paese dove si produce: Barolo, in provincia di Cuneo.
Barolo di Barolo, realizzato tecnicamente da Studio25, è stato progettato e coordinato dal giornalista Franco Ziliani, da sempre firma autorevole e controcorrente tra vigneti e bottiglie.

Posted by mic.marziani at 12:33 | Comments (1895)

Il formaggio che si scava la fossa

Dopo anni di vacche grasse, il formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone entra in crisi. Dopo che il piccolo paese è stato ridotto ad un colabrodo per trovare fosse storiche e le infossature si sono fatte in ogni periodo dell'anno, alla faccia della tradizione, oggi si scopre che il mercato si è un po' stancato. La notizia si trova su CheeseTime, il bel sito dedicato al formaggio diretto da Stefano Mariotti.

Che i consumatori prima o poi si sarebbero stufati di un prodotto per il quale il nome, spesso, aveva più valore del sapore, lo sto dicendo da anni. l'ultima volta nel marzo scorso in questo articolo apparso sul settimanale Chiamami Città.

Posted by mic.marziani at 11:58 | Comments (209)

13.11.04

I Panda del vino

Il Nebbiolo è l'uva del nord. L'antico vitigno dal quale nascono i vini rossi più nobili e famosi del Piemonte. Con le uve di Nebbiolo, nella cittadina di Barolo e in altri dieci comuni della provincia di Cuneo, si produce il Barolo, "il re dei vini, il vino dei re". E sempre nelle zone collinari piemontesi a sud del fiume Po, nelle Langhe, nasce anche il Barbaresco, vino dalla fama crescente, prodotto anch'esso da uve Nebbiolo.
Ma con le stesse viti, a ridosso delle Alpi, a nord del Po, dove spesso le colline sono antiche morene, si producono vini meno famosi, ma spesso assai più curiosi e interessanti. Senza pensare alla lombarda Valtellina, solo per restare in Piemonte, si possono citare il Carema ai confini tra la provincia di Torino, il Lessona e il Bramaterra nel Biellese, il sommo Gattinara lungo la sponda vercellese del Sesia... E poi i rossi novaresi: il grande Ghemme dalla storia antica, il Boca, il Fara, il Sizzano tanto caro al conte di Cavour... Vini prodotti tutti con uve Nebbiolo che però, da sempre, in queste terre si chiama Spanna.
"Molti di questi vini, seppur tutelati dal marchio Doc (Denominazione d'origine controllata) e dalla più prestigiosa Docg (Denominazione d'origine controllata e garantita), sono praticamente in via di estinzione, quasi dei 'Panda' nel mondo del vino", dice il mio amico e giornalista novarese Riccardo Milan.

Ho stappato di recente due meraviglie del novarese: il Ghemme Collis Carellae 1997 degli Antichi Vigneti di Cantalupo e il Ghemme 1998 dei Fratelli Rovellotti. Nel primo ho trovato tutta l'eleganza del territorio e la pulizia del lavoro in vigna e in cantina del produttore, Alberto Arlunno, nel secondo la violetta, profumo caratteristico di questi vini, è esplosiva, sinfonica. Sono vini da andare a cercare dove li fanno perché in enoteca sono rari, ma fanno impallidire gran parte dei Barolo e dei Barbaresco che ci sono in giro.

Nella foto di Davide Dutto i fratelli Paolo e Antonello Rovellotti, produttori di Ghemme.

Posted by mic.marziani at 22:51 | Comments (334)

Nemmeno i mendicanti

Mi chiedo come un paese che con l'euro è riuscito a compiere la stregoneria di rendere i prezzi incomprensibili e inavvicinabili senza sollevazioni popolari non riesca ad escogitare un'alchimia per liberarci dalla iattura delle monetine da 1 e 2 centesimi. Non li vuole più nessuno. L'altro giorno un manovale rumeno al supermercato paga un panino gli danno 4 centesimi di resto e lui sorridendo dice "non li voglio, li perdo subito" e li lascia al negoziante. Stravagante ho pensato.
Ieri a Milano mi avvicina un'anziana clochard mi chiede delle monete, metto la mano in tasca estraggo una manciata di centesimi, sto per darglieli ma lei guarda il denaro color rame, fa una smorfia schifita e se ne va...

Posted by mic.marziani at 22:04 | Comments (1121)

12.11.04

Santa Polenta

Mia madre, friulana del basso Friuli al confine con Veneto, la polenta da bambina l’ha vista solo bianca, tanto che il primo incontro con la polenta gialla è stato incontro di stupore. Mia nonna ha vissuto a nord est quando a mangiare la polenta ci si ammalava davvero, di pellagra. Ma la pellagra non era malattia da opulenza, ma da privazione. Non era la polenta che faceva male, ma la mancanza di vitamine e proteine: mai un pezzo di carne, né di formaggio con la polenta. E parliamo degli inizi del Novecento. Viene da sorridere a pensare a quanto ha dichiarato al quotidiano La Stampa l’ex ministro della salute Umberto Veronesi: “Ai miei figli ho detto di non mangiare mai più la polenta, perché potrebbe essere cancerogena”. Se i miei bisnonni avessero detto ai loro figli “niente più polenta”, sarebbero tutti morti di fame. Altro che cancro.

Posted by mic.marziani at 20:07 | Comments (248)

08.11.04

Falluja ieri e oggi

Mentre gli americani bombardano Falluja Francesco Locane riporta sul weblog dedicato alla libertà di stampa questa testimonianza di un medico iracheno.

Posted by mic.marziani at 16:29 | Comments (361)

05.11.04

Sul Venerdì di Repubblica

Sul supplemento di Repubblica di oggi, nella rubrica dedicata ad Internet, si parla del weblog collettivo sulla Libertà di Stampa che ho realizzato per conto dell'Osservatorio Ilaria Alpi. Che dire? Sono contento.

Posted by mic.marziani at 15:50 | Comments (367)

Isabella Bordoni


Nuovo sito per Isabella Bordoni, l'artista e poeta con cui sto realizzando diversi progetti tra i quali il percorso narrativo 6x6, viaggio intorno all'infanzia con il mare Adriatico alle spalle.

Posted by mic.marziani at 13:19 | Comments (472)

Tra blogger e freelance


Appuntamenti milanesi che frequenterò nei prossimi giorni: la Blogfest, ovvero una sorta di raduno dei blogger, sabato sera, e, martedì 9, al Circolo della Stampa, un incontro dibattito sui giornalisti freelance. Alla Blogfest ci vado curioso e spaesato. Non conosco proprio nessuno. Mentre al Circolo della Stampa vado un po' sottovoce, stupito e diffidente nello scoprire che la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, si sta accorgendo dei freelance.

Posted by mic.marziani at 13:12 | Comments (760)

04.11.04

Giallo su Arafat

Ho appena scritto, come tanti, che Yasser Arafat è morto e arrivano le smentite. La televisione istraeliana dice sì, l'Autorità Nazionale Palestinese dice no. Che tristezza: divisi fino alla morte.

Posted by mic.marziani at 17:38 | Comments (173)

E' morto Arafat

Lo apprendo adesso, mentre lo battono le agenzie. Yasser Arafat è stato, nel bene e nel male, la bandiera di un popolo. Trattato come un cane e ridotto all'esilio in casa propria, proprio come i palestinesi.

Posted by mic.marziani at 17:32 | Comments (402)