L'ultima volta che sono uscito di casa l'ho fatto per andare a pranzo domenica alla Capanna di Eraclio, monumento alla civiltà della tavola del Delta del Po e alla pesca nella sacca di Goro e nel vicino Adriatico. Era il punto e virgola che mancava al mio libro sul Po che adesso procede a un capitolo al giorno e mi tiene inchiodato al computer. Ogni tanto metto il naso fuori di casa per andare a prendere i miei figli a scuola, leggere qualche pagina del Libro degli errori di Gianni Rodari con Ludovico o aiutare Giulia a ripassare filosofia o greco.
Uniche digressioni alla scrittura sono gli incontri pubblici. Sabato 17 novembre, alle 17,00, assieme all'amico Paolo Vachino presento La trota ai tempi di Zorro a Sorrivoli, sulle belle colline di Cesena, alla Casa dell'Upupa, lo studio della scultore Ilario Fioravanti. È un impegno preso da tempo al quale non posso più rinunciare, così alla manifestazione di Genova, lo stesso giorno ci sarò solo idealmente. E un po' mi spiace, perché nel 2001 al G8 c'ero in carne ed ossa. Ironia della sorte: devo ai lacrimogeni di quei giorni il fatto di aver smesso di fumare.
Il 18 novembre, alle ore 11,00, sono a Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, a parlare di tartufi e cucina locale assieme allo scrittore Piero Meldini, all'editore Massimo Panozzo, a Nando Santucci, già delegato riminese dell'Accademia italiana della cucina e a Nicola Pelliccioni presidente della Strada dei vini e dei sapori della provincia di Rimini. La tavola rotonda parte dal libro La cucina riminese tra terra e mare, scritto a quattro mani da me e Piero Meldini.

Il 23, 24 e 25 novembre sono invece a Milano, al Leoncavallo, in occasione de La Terra Trema: un centinaio di produttori di vino e di cose buone offrono i loro prodotti in degustazione, si discute di vino, di cibo, di agricoltura, ruralità, atiproibizionismo, di metropoli e periferie, resistenza e salvaguardia del mestiere di contadino e di vignaiolo. Ci sono degustazioni, chiacchiere colte e presentazioni di libri. Io sono un po' qua e un po' là come il prezzemolo, ma il 24, sabato, alle 18,00, con Stefano Rossini raccontiamo il nostro viaggio lungo il Po, anche con proiezione di immagini.
La sera, quando non ne posso più di scrivere, mangio frutta e leggo (e rileggo vecchie cose): Le città invisibili di Italo Calvino, Istambul di Orhan Pamuk, Il verdetto di Valeria Parrella. Mi fanno compagnia le splendide compilation del mio amico Franco Fattori capace di far scorrere il tempo musicale passando da God save the queen del Sex Pistols a Rocket man di Elton John in uno slalom underground senza pari che passa dai Cccp ai Tuxedomoon, dai Duran Duran ai Coldplay, passando per Garbo (chi lo ricorda?) e Claudio Lolli, gli Stromy Six e i The Church, Alan Sorrenti e i Genesis. Franco "Mito" Fattori, primo dj dello Slego, voce indimenticabile della fiorentina Controradio e della riminese Radio Electra (la radio che dirigevo nel 1990, proprio sopra lo Slego) e oggi giornalista nel mondo del volontariato, per me è la storia della musica rock (e non solo) vista da tutti i punti di vista, senza ideologie. Le sue selezioni musicali sono benzina per le mie dita che scrivono frenetiche sulla tastiera.
Posted by mic.marziani at 14.11.07 09:46Ma le compilation di Fattori è possibile reperirle? Sono sul mercato? Anche per me quella musica è un flash back nell'altra vita... quando Franco metteva su i dischi a Radio San Marino, all'ultimo piano della sede del PCI in Via Clementini, e noi della redazione "cronaca" con Luciano Nigro, la Patrizia Lanzetti, la Gaudenzia Angelini, la Teresa Zangara, l'Anna Tonelli,la Lorenza Lavosi, Onide Donati e tanti altri, cercavamo di fare informazione viva, diretta, parallella con i mocrofoni della radio piantati sulle piazze, nei luoghi di lavoro, fra la gente e le pagine del "Quindicinale" (periodico della federazione comunista riminise) trascrivevavo quelle voci sulla carta stampata in un dibattito sempre molto acceso e vivace con i vertici del partito. Loro, della redazione musicale, Werther Corbelli, Giovanni Garattoni, Franco Fattori erano molto colti, e noi dovevamo a loro quel pò di cultura musicale che riuscivamo a succhiare dalle porte aperte della stanza dove si registravano i programmi, o ascoltandoli mentre andavano in diretta. Visto che qualche autore riminese, penso a Maurizio Ceccarini, si è cimentato nella scrittura di microstorie cittadine, con esiti molto carini (vedi il suo libro Extended Play edito da Ponte Vecchio)) sarebbe bello che qualcun altro ...ripescasse quegli anni, quelle passioni, quelle stanze intrise di fumo, quegli amori strampalati e tanto altro...
grazie delle rimembranze
buon lavoro
Stefania
Posted by: stefania +++++ at 14.11.07 10:45Già è vero Stefania: radio San Marino all'ultimo piano, se non sbaglio, di piazzale Clementini. Franco puoi contattarlo scrivendogli: francofattori@gmail.com
Credo che sarebbe ben felice di regalarti le sue compilation, se poi lo invitate a cena è come invitarlo a nozze. Anzi: perché non organizzi una serata della memoria nell'osteria di sotto?
Credo poi che Franco sarebbe la persona adatta per scrivere le microstorie di quegli anni.
Lo ricordo io Garbo anche se non ha nulla a che fare con la musica che ascolto. Mi stupisce invece di leggere dei Church, gruppo australiano sconosciuto ai piu' che io adoro.
A parte questo, non vedo l'ora di rivederti :)
P.S. GOD save the Queen (Dio, non "buono" o "il bene" se sostantivato ;)) Basta una vocale e cambia il significato ;)
P.P.S. Ah, adesso hai imparato a conoscere pure i Coldaplay! Pero` niente concerto con me e Ornella (fa-vo-lo-so!!!)
Elì, mi è scappata solo la o, correggo subito:-)
Posted by: Michele Marziani at 14.11.07 11:23L'hai scritto benissimo. E' ad Elisa che è scappata una "a" di troppo.
Un abbraccio grande. ;)
Posted by: massimo frezza at 14.11.07 12:42Massimo non l'ho scritto benissimo, l'ho corretto dopo che Elisa me l'ha segnalato
Posted by: Michele Marziani at 14.11.07 12:48Così mi mandate a nozze! Per fare la cosa giusta bisogna ricordare pure Radio Attiva di Rimini e Radio Talpa di Cattolica. Da quella "palestra", cioè Radio Attiva, che un tempo si trovava in via Circonvallazione Occidentale 40 proprio sotto la sede dell'allora Pdup, sono passati i migliori 'programmatori musicali' dei locali alternativi presenti allora. Qualcuno è transitato poi nelle radio commerciali - vedi il sottoscritto - altri sono rimasti a 'far girare dischi di altro spessore'. Su Franco Fattori non posso che dire il meglio possibile! Pensate, è stato addirittura il mio allenatore di basket quando giocavo nella PGS! Mitico.
Posted by: Marco at 14.11.07 14:50Di Franco Fattori che dire? Ricordo ancora con emozione quella sera allo Slego quando lo applaudimmo dalla pista. Non sono (non ero) un'affezionata delle discoteche ma non credo capiti spesso che si applauda apertamente il dj...
Quanto a Radio Attiva, ero tra i soci! Bellissimi ricordi di quegli anni, dalle amicizie con personaggi del calibro di Pier Pierucci (il nostro direttore artistico), Paolo Scarponi (indimenticato uomo buono), la Mirta (chissà che fine ha fatto) e tanti altri. E poi, mitiche, le scritte sui muri: "Tutti i giorni sono buoni per fare il tecnico a Scarponi" (Paolo, of course), "Fack people, ascoltate Marquee moon" (Giovanni Tommaso Garattoni), "caccia al toposauro" (anonimo, si riferiva alla sede, indubbiamente sporchina)...
Basta così, sennò mi spuntano i lacrimoni!
P.S. Scrivo fack perché il server bacchettone mi censura. Michele, da te non me l'aspettavo!
Posted by: manuela at 14.11.07 17:27