
Quando si pensa a un libro, un libro proprio, spesso si segue la scia, la strada che ha preso, il percorso che ha avuto senza ricordarsi più di quello che era stato prima, quando era solo un pensiero, un'urgenza, un ammasso di parole. È un sorriso geografico quello che mi scappa pensando alla presentazione della Trota ai tempi di Zorro a San Marino, nella minuscola repubblica del Titano, così lontana, come parlata, come montagne, come luogo del pensiero, dalle atmosfere novaresi del romanzo. Scrivere è mestiere universale, ma trovarsi a raccontarlo in luoghi altri a me sembra sempre una piccola magia. Come magia è stato arrivare alla fine, a dire sì, adesso è pronto, come stregoneria è pubblicare, come alchimia è avere dei lettori coi quali condividere un percorso, un lavoro che è fatto di solitudini dello scrivere e di uno spazio immenso dove giocare con le parole, i personaggi, le vite che sulle pagine prendono forma. Così ogni presentazione è un regalo, anche le prossime: una il 24 ottobre a San Marino, al Bar del Pattinaggio, in pieno centro, tra i parcheggi numero 6 e 7, alle 21,00 organizzata da Giuseppe Morganti e Massimo Rastelli; l'altra sabato 17 novembre, alle 17,00, nella bella cornice di Sorrivoli, sulle colline sopra Cesena, alla Casa dell'Upupa, ovvero lo studio dello scultore Ilario Fioravanti, organizzata da Flaminio e Massimo Balestra. Ad accompagnarmi con domande incalzanti (immagino) l'amico Paolo Vachino.
Mi ha chiesto stupita un'amica scrittrice guardando il calendario degli appuntamenti della Trota ai tempi di Zorro: ma come fai a presentare ancora un libro che è uscito un anno e mezzo fa? Parlandone, credo.
Nella foto di Stefano Rossini sono lungo il Po, a Gualtieri, la patria del pittore Antonio Ligabue assieme ad Elisa, la nipote di Sergio Negri, amico del pittore e principale conoscitore della sua opera.