15.09.07

Oggi a Longiano l'intervista pubblica con la radio Svizzera


La mostra fotografica di Marie-Jo Butor, la moglie di Michel, è una serie di immagini sospese, al soffitto, ma anche nel tempo, nello spazio di paesi lontani, Marocco, Etiopia, Egitto, New York e mura domestiche giapponesi. Colpiscono il colore, la quotidianità delle cose ritratte. Incredibilmente la semplicità di uno scatto da passeggiata si fa reportage. E con il commento scritto di Michel Butor diventa diario. Ecco, Escales visuelles, è un diario, per immagini e parole. Di due signori che hanno attraversato un secolo e sono arrivati all'essenza. Persino negli abiti: Michel Butor indossa sempre delle specie di salopette, pratiche, semplici, di jeans per la vita quotidiana, di stoffa scura per le grandi occasioni. Abiti che fanno impazzire qualunque amante della praticità, soprattutto quando si scopre sulla parte anteriore, la tasca su misura per il taccuino. Gente pratica, semplice, amica di altrettanti viaggiatori senza fronzoli: come si fa a non rimanere abbagliati dall'essenzialità del fotografo Mario Dondero che oggi ci ha raggiunti? Altro quasi ottuagenario, armato di giacca vissuta, di una vecchia Nikon, di un solo obiettivo, azzardiamo a memoria un 35 mm. Fine. Alla faccia di quelli che si portano dietro la casa per scattare immagini. Lui sì che fa bene a usare ancora la pellicola. E poi gli dareste gli anni che ha? Quando mi ha detto "sai che ho fatto il partigiano in val d'Ossola" quasi mi strozzavo...


Nella foto, scattata dall'ottenne Ludovico Marziani (l'unico che in virtù dell'età scatta in digitale), ci siamo io, Michel Butor e Marie-Jo e il fotografo Mario Dondero. Siamo al Podere Vecciano, alla conclusione di una degustazione di Pagadebit, Rebola e Sangiovese Vigna la Volta. "Un Sangiovese perfetto", dice Butor, in Italiano. si assaggiano i salumi delle colline romagnole e i formaggi di San Patrignano, si parla di Etiopia, di Burkina Faso, di Zimbawe, di Africa, di mondo, di scale mobili, dei bellissimi murales fatti dai contestatori sui pannelli che proteggevano il G8 di Evian.
Oggi, 15 settembre, la giornata più densa tra quelle romagnole: alla fondazione Tito Balestra di Longiano tra inaugurazioni di mostre e festeggiamenti ufficiali, da non perdere, alle 17,00, l'intervista pubblica di Antonio Ria della radio svizzera italiana. L'abbiamo incontrato a Milano, è uno che le domanze le sa fare, pertinenti, levigate, pungenti anche. Un vero mattatore. Non da meno ci aspettiamo le riposte di Butor.


Il prossimo appuntamento goloso del viaggio di Michel Butor è a Casteldimezzo, sul promontorio di Gabicce, al confine tra Marche e Romagna, domenica 16 settembre, a cena, al ristorante La Canonica, con il pesce dell'Adriatico (qui il menu). Con un po' (molta fortuna) ci saranno anche le ostriche di Cattolica, vera leccornia di questo lembo di mare. Ostriche piatte, profumate del mare dolce d'oriente.


Posted by mic.marziani at 15.09.07 10:51
Comments

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