13.09.07

Ma dove sono i blogger enogastronomici?


Lo scrivo sottovoce, ma lo scrivo. Michel Butor, uno dei maggiori scrittori francesi del Novecento, tra quelli viventi naturalmente, viene a fare un giro in Italia all’età di 81 anni. Assieme a incontri, presentazioni e conferenze, segue un percorso goloso, ovviamente limitato ai luoghi toccati dal suo viaggio, per entrare in contatto gustativo con alcune delle eccellenze gastronomiche italiane. Un francese. Già ci sarebbe da gridare al miracolo. In più il viaggio goloso di Butor viene anche raccontato da un blog, il mio, questo. Beh, un blog che rilancia la notizia? Un commentino? Un in bocca al lupo, monsieur Butor, si beva e si mangi il meglio dell’Italia? Ma dove sono i blogger gastronomici di fronte alla cultura? Di fronte a qualsiasi cosa si discosti dalla ricettina, dalla recensione sempre più simile a quelle delle guide o dal vinello del giorno? Oppure nessuno conosce Michel Butor perché non c’è nei programmi delle scuole medie e nemmeno in quelli delle televisioni?

Posted by mic.marziani at 13.09.07 23:15
Comments

Ma dove sono i blogger gastronomici di fronte alla cultura? Di fronte a qualsiasi cosa si discosti dalla ricettina, dalla recensione sempre più simile a quelle delle guide o dal vinello del giorno?

Sono d’accordo con Marziani, dove sono i blogger? I principali Blog enogastronomici sembrano la “novella 2000” del cibo. Non faccio certo sconti al mio Blog “Viaggiagusto” ma un conto è essere un progettista meccanico che alla sera scrive 2-3 eventi-curiosità sul mondo del gusto e un conto è essere invece un giornalista professionista.
Chiunque passi in rassegna i principali Blog Enogastronomici troverà, come dice Marziani “recensioni simili a quelle delle guide o dal vinello del giorno”.
Di cultura gastronomica neanche l’ombra.
Aspettiamo che sia il “Michel Butor” della situazione a spiegarci qualcosa del nostro paese.
Evviva.

Posted by: Zak at 14.09.07 09:14

Michele, i blog enogastrocosi , a parte qualche raro esempio, come quello di Sigrid Verbert-Bloise, sono francamente una noia mortale. PAssata la ventata di novità resta solo l'uniformità piatta e la banalità. Quelli che trattano vino , poi, sono addirittura patetici.
La maggior parte di costoro credono che Michel Butor sia un amaro o un digestivo.
Poi abbiamo gli psicopatici da chef, quelli che pontificano, litigano, si scannano per la supremazia di questo o di quel cuochetto. Non parliamo dei tuoi colleghi, non tutti per la verità, che stanno facendo in modo che l'ambiente somigli sempre più al mondo del calcio, con dive, veline, litigi, paillettes, nani e ballerine...e ragazzotti biancovestiti che credono di essere qualcuno o qualcosa solo perchè sanno usare il Pacojet.
E, allora, facciamoci un Amaro Butor...
:-)

L.

Posted by: Lorenzo di Pianogrillo at 14.09.07 09:41

Ciao a tutti. In linea generale sono piuttosto d'accordo con Michele e mi metto nel mucchio, ci mancherebbe. Ma l'avete visti, per esempio, VinoPigro ? Aristide ? (Eno) o Chefblog ? Maisazi ? (food) ? Non mi sembra che il panorama sia poi così desolante.

Posted by: Filippo Ronco at 14.09.07 11:39

In linea di massima hai ragione Michele, anche se essendo un wine blog e non un food blog non mi sento parte in causa. In gran parte dei blog di cucina e gastronomia la cultura é la grande sconosciuta. Ci si limita a fotografare piatti, a spiattellare menu, a raccontare quanto si é speso, ma lo specifico culturale legato al cibo, quei discorsi che riescono a fare i Salvatore Marchese, i Massimo Montanari, gli Allan Bay, che faceva Marco Guarnaschelli Gotti, e fanno pochi altri, non esiste affatto.
Ma a difesa di quei food blogger distratti devo chiederti: cosa potevano fare oltre a rilanciare e sottolineare la notizia ? E' stato loro rivolto un invito , a partecipare a questi incontri, a sfruttare questa grande occasione di poter colloquiare con un grande scrittore e cultore di cultura enogastronomica ? Niente affatto. Certo, potevano contattarti, vedere di trovare il modo di incontrare Butor in una delle sue gastro-soste, ma avrebbe portato via tempo, comportato impegno e allora meglio cavarsela con le cose, non sempre esaltanti, che scrivono, con le belle fotografie, fredde e poco comunicanti, con il loro sfoggio delle visite fatte in giro per ristoranti...

Posted by: Franco Ziliani at 14.09.07 11:54

Anche se non sono enogastromico (chi lo direbbe a guardarmi?), io ci sono. ;)

http://www.giornalisti.it/binarioloco/archives/015507.html

Posted by: Massimo Frezza at 14.09.07 15:43

Grazie Michele che mi provochi. Ma, con me caschi male. Il mio umile blog è quello di un contadino cattivo, incazzato e stanco. Certo che pontifico! Porgo la mia penna alla spada che ogni giorno cerca di rubarmi un pezzo di libertà e di sogni. Grido la mia rabbia verso il nulla. Verso acqua nel nulla, lo so, ma almeno così mi si abbassa la pressione. Francamente ammetto che non sapevo neppure chi è Michel Butor(e adesso?). Conosco bene Black detto il macigno o Capitan Micky. Conosco anche un trattore umano, un certo Adriano.
Ad ogni modo ho posto subito rimedio alla lacuna culturale documentandomi in merito.

Posted by: Corsaro at 14.09.07 20:52

Beh, io me la caverei così: se il vostro tour non è già predefinito, e vi va di provare una "cucina da dilettante", fuori dai giri che contano, come la mia, siete invitati qui:
http://www.sorelledalpiano.com

Posted by: Antonio Tombolini at 17.09.07 18:34

Caro Antonio, te la sei cavata benissimo:-) Purtroppo il tour è predefinito ma capiterà un'altra occasione. Grazie!

Posted by: Michele Marziani at 18.09.07 09:55

Sinceramente, trovo la domanda di Zak 'dove sono i blogger davanti alla cultura', una delle cose più presuntuose che non abbia mai sentito. Mi dispiace ma non si può essere tutto e il contrario di tutto nello stesso momento. E non capisco proprio perché vorreste che i blog di cucina (di cucina di casa poi, che non vogliono essere nient'altro che dei posti dove c'è un buon odore di forno e dove si fanno due chiacchiere) fossero altro di ciò che non sono. O piuttosto, non capisco perché, pur avendo letto butor (scusate eh ma in fondo sono sempre una filologa francofona, vi pare che non abbia letto butor?!), dovrei mettermi a sbandierarlo quando con la quiche che ho cotta stamattina butor non c'entra nulla? Secondo me non c'è nulla di più orripilante e presuntuoso della cultura sbandierata, se ce n'è si sente, se manca si sente pure, il mondo è ricco e variegato e ognuno mi pare sia munito del proprio senso critico per cui... A me intanto mi pare inutile che un domani, insieme alla ricetta della torta al cioccolato, vi dicessi delle mie ultime riflessioni rileggendo beauvoir, se sentissi l'urgenza di farlo magari non scriverei un blog 'di cucina' o, più probabilmente aspetterei di essere insieme a una compagnia scelta, con la quale so di poter portare avanti discusisoni costruttive. Per tornare però al nodo della questione di marziani: non so che rispondere. Avevo visto la notizia e mi avevo anche incuriosito, ovviamente, ma siccome qui alla fine sembra di stare in una redazione solo che poi si è da soli, beh, nulla, la cosa è stata sepolta sotto qualche tonnellata di altre cose in cui pensare. Onestamente mi dispiace, se non si è sentito sostenuto, ma d'altronde il fine di ciò che uno fa non dovrebbe mai essere quello di ottenere il massimo consenso possibile, poi oltre che blogger siamo solo umani.

Posted by: cavoletto at 03.10.07 10:28

ps: comunque, ho appurato il 'perché non ho seguito/commentato il viaggio di butor'- marziani era misteriosamente scomparso dal mio bloglines (oltre che a essere solo umani poi usiamo ance mezzi imperfetti...). Inserito di nuovo - speriamo bene per il futuro... ;-)

Posted by: cavoletto at 03.10.07 10:33
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