06.06.07

Alla fine del viaggio sul Po


Monticelli d’Ongina, Piacenza. Suona la sirena che mette in allarme: si aprono le imponenti paratie della diga di Isola Serafini. Il Po è alto, troppo, e la diga scolma a valle tutta l’acqua che fino a ieri tratteneva avidamente. Il fiume cresce e qui è un altro fiume. Alla conca di Isola Serafini dove le barche dovrebbero superare la diga ma, il più delle volte ci riescono solo le canoe perché vengono portate a spalla, Alberto Gallina, conchista e meatore, ci porta in giro col motoscafo dell’Arni nel bacino a monte della diga.


Fiume ampio, largo, lento, con pesci che saltano, carpe che rumoreggiano in amore, uccelli acquatici e nutrie che si spartiscono le sponde, poi piccole lanche e la foce del Chiavenna, affluente di destra che passa accanto a quella che era la centrale nucleare di Caorso e crea meandri paludosi che ricordano i fiumi d’Indocina, almeno quelli visti al cinema nei film sul Vietnam. È un altro Po, quasi lacustre, dove si naviga ancora, dove è attraccata una draga del 1930 ottenuta dall’Austria come risarcimento della prima guerra mondiale, dove si possono osservare i papiri sulle sponde e in cielo aironi, svassi, gallinelle, garzette, fenicotteri, con un po’ di fortuna cavalieri d’Italia...


A raccontare il fiume c’è ancora Annibale Volpi, che lavorava alla conca prima di Gallini. È uno a cui il Po scorre nelle vene e a volte fa l’effetto del vino. Un bambino fluviale di quasi settant’anni che nel 1979 ha catturato una trota, sì proprio una trota, di 1,9 kg sotto lo sbarramento di Isola Serafini: “perché qui l’acqua cade e c’è la corrente, l’ossigeno che serve alle trote. E non era una mormorata scesa dall’Adda, era proprio una trota del Po...”


Sembra un’altra storia, un altro luogo, forse più simile all’affresco fluviale del pittore Giuseppe Malfanti che racconta la vita sul Po negli anni Cinquanta e sovrasta il salone della Trattoria Cattivelli, oggi chiusa per turno, ma aperta per noi, nel senso che Valentino Cattivelli e il genero Luca Castellani ci hanno invitato a pranzo, in casa, per raccontarci, tra una fetta di coppa piacentina e un’anguilla in umido con piselli e polenta, la storia dell’unica trattoria nell’unica isola abitata del Po. Anche questo è un altro fiume, un altro mondo. Ecco con cosa si torna a casa: con l’idea di un fiume che non è più padre né madre, come in passato, ma compagno d’avventura di chi ancora vive lungo le sponde. Sono gli uomini a costruire l’avventura, la poesia, in disastro, l’abbandono, la meraviglia e il degrado. Il fiume c’è, non si tira indietro, ci mette del suo, ci mette la bellezza, la maestosità della natura, l’odore dell’acqua che è vita, ma anche fatica, ma riempie comunque, sempre, le narici di un’intensità indelebile, che resta per chiunque è passato di qui. Puzza, olezzo, profumo, dipende dal naso, dal cuore, da come si sente la vita.


Undici giorni di viaggio: quasi trecento chilometri percorsi con tutti i mezzi, a partire dalla mitica pilotina Random fino al treno, regionale, da Monticelli d’Ongina a Piacenza, raggiunto sotto la pioggia con le biciclette caricate sul furgone della trattoria Cattivelli. Dal Delta a Caorso, più o meno, per dare un sguardo al Grande Fiume, a chi lo abita, ai sapori che sono nati intorno al Po. Una decina di taniche di benzina sudate dagli argini alle statali, pioggia battente e solo cocente, freddo, caldo da disidratarsi, decine e decine di litri d’acqua da bere e migliaia di metri cubi, sempre d’acqua, da attraversare, una carta di credito e un bancomat mangiati da un distributore automatico, sudore a ettolitri... Amici tanti, che abbiamo incontrato e che ci hanno sostenuto con i mezzi e con l’appoggio logistico da casa. A tutti dobbiamo un pezzo di questo viaggio. I nomi, a parte l’associazione Random di Pizzighettone che ci ha sostenuto con la barca, non servono, chi c’era lo sa: grazie!


Posted by mic.marziani at 06.06.07 17:29
Comments

Bene, bravi, evviva perché a leggervi troppo si diventa tristi e si ingrassa

Posted by: Arianna at 06.06.07 20:19

Evviva! Bravissimi, davvero.
mic.i

Posted by: Michele Isman at 06.06.07 22:26

Complimenti per l'Odissea: ormai siete diventati dei veri lupi di... fiume! ;)
Sono felice che alla fine sia andato tutto bene... certo ne avete vissute di disavventure, ma almeno siete rimasti tutti interi, pilotina compresa: urrà:)

Posted by: Laura at 06.06.07 23:03

Ve la siete cavata, ma adesso voglio vedervi all'opera sul Danubo o sul Fiume Giallo. Sempre con la pilotina Random, mi raccomando

Posted by: Orazio at 07.06.07 12:14

http://www.wavelet.org/phpBB2/viewtopic.php?t=117661 actos albenza [url=http://www.wavelet.org/phpBB2/viewtopic.php?t=117661]actos[/url]

Posted by: actos at 16.09.07 04:48
Post a comment









Remember personal info?