05.02.07

Oreste Scalzone alla presentazione del Gambero Nero


Non è stata stamattina in Umbria la prima uscita pubblica di Oreste Scalzone rientrato in Italia dopo gli anni di esilio francese, ma ieri sera a Reggio Emilia, alla presentazione del Gambero Nero al Laboratorio Sociale AQ16. Qualsiasi cosa si pensi è stato un momento di grande emozione, uno scambio di battute, due parole sul mondo con uno occhio su quello del carcere e sulla reclusione, una parola sull'indimenticato Luigi Veronelli ("Ma è vero che era un compagno? Purtroppo non lo conoscevo"), qualche scampolo di questi anni francesi e - perché no? - un abbraccio tra cattivo allievo e cattivo maestro, trent'anni dopo. Un solo pensiero ricorrente, per me: c'è un pezzo di storia d'Italia nel quale ci si guarda bene dal mettere il naso.


L'immagine è stata scattata dal fotografo Nicola Nannavecchia.

Posted by mic.marziani at 05.02.07 14:53
Comments

Esilio?

Posted by: Tommaso Farina at 05.02.07 15:28

E' una posizione dire esilio, non è scritto a caso.

Posted by: Michele Marziani at 05.02.07 16:14

E' una posizione, ma è una cosa che non condivido. Scalzone non l'ha cacciato via nessuno.

Posted by: Tommaso Farina at 05.02.07 21:23

Ah: a scanso di equivoci, il giustizialismo e il travaglismo sono quanto di più distante dal mio modo di pensare. Scalzone, in questi anni, ha detto cose che talvolta ho pure condiviso. Solo, dire "esilio" secondo me non corrisponde alla realtà. Tutto qui eh, la tua posizione la rispetto moltissimo, non vorrei averti offeso!

Posted by: Tommaso Farina at 05.02.07 21:31

tra cattivo allievo e cattivo maestro preferisco di gran lunga il primo...
Non ha alcun fascino, soprattutto se ripenso alla mia giovinezza, sentire l'anacronistico, allora come ora, refrain : "Non posso dirmi non violento assoluto, perché se domani ci fosse una insurrezione non posso dire che non andrei in una barricata a sparare". Ma niente paura : é la solita pagliacciata, la solita recitina dei cattivi maestri col culo in caldo a Parigi.

Posted by: patrizia at 06.02.07 09:46

Bah, commenti sterili...

L'astio di questa Patrizia mi ricorda molto quello dell'ipercattolica di Loreto...allora si spiegano tante cose.

Del Farina, non posso esprimermi...insomma, scrive su Libero...figlio di Betulla...ha solo avuto un percorso diverso dal nostro...

Posted by: Bacco at 06.02.07 11:12

Il tono da stronzetto del tuo intervento mi ricorda tanto quello di Michele Milani da Piacenza. Tanto per rimanere in tema con i complimenti e i commenti sterili.
Esemplare il tuo: non fornisce alcuna argomentazione in più o in meno rispetto alla questione, solo insulti: ipercattolica? non saprei... non vedo comunque il nesso.
Da loreto? Esatto.
Quanto all'astio, non saprei ancora. Nei confronti di chi?
Come al solito, quando scrivi non si capisce mai a che cosa ti riferisci e di cosa parli.
Forse al tuo, visto che non perdi occasione di commentare in questo modo idiota ogni cosa che scrivo, quasi non aspettassi altro.
E' appurato: non ci sopportiamo.
Per quello che mi riguarda penso di sopravvivere...

L'astio nei confronti dei cattivi maestri della mia generazione (non la tua, per mia sfortuna tu sei più giovane) quello c'è tutto, data 16 marzo 1978, quando un professore di matematica comunista in lacrime entra nella terza liceo scientifico di Osimo e rimanda a casa in tutta fretta, gli studenti perchè è stato rapito Moro.
L'astio poi negli anni si è alimentato e nutrito con letture come ad esempio "L'affaire Moro" di Sciascia.

Farina figlio di betulla? e allora?
La vostra (visto che parli al plurare) cultura garantista si applica solo con gli ex(?) terroristi?
Il riflesso è noto, si sa..., magari dissimulare un po' non guasterebbe, ma si vede che deve essere più forte di te...
Farina, in quanto figlio di, non può puntualizzare che non si trattava di esilio, ma solo di fuga per una serie di condanne seguite all'arresto del 1979 con altri leader di Autonomia. Fuga dall’Italia dopo aver ottenuto la scarcerazione per motivi di salute?

Patrizia Dalpiano da Loreto

Posted by: patrizia at 06.02.07 12:49

una cena gratis per Patrizia.....io ho 45 anni ed ho vissutto il 77 il 78 ed oltre.....in galera sono finiti i figli di operai non i figli rinnegatori della borghesia imbiancata a cui appartenevano....
chi era puro ha pagato caramente....i figli di papa' con agganci anche nell'estrema destra(parossismo politico) si son salvati il culo...ed erano i peggiori...
Adriano Liloni ex ragazzino manganellato senza colpa dai celerini nei tumulti del 77 a Salo'.
Scalzone rapprensenta assieme ad altri una razza che a me piace poco.....i radical schic della sinistra ricca.

Posted by: liloni adriano at 06.02.07 14:06

toccati nervi scoperti...

Tanto per cominciare, mi fai la cortesia di rimangiarti gli insulti ai quali ti sei abituata fin da troppo tempo...

Sul fatto che non ci si sopporti, non v'è dubbio...e anch'io sopravvivo, anzi vivo anche bene...

Su Tommaso, ti ripeto, ha avuto una scuola diversa...non commento la sua puntualizzazione, è la sua e la espressa liberamente, senza acidità a differenza tua.

E mi lascia indifferente.

Sull'ipercattolica, credo di avere un'allergia verso un certo mondo cattolico che tende a prevaricare idee altrui solo per il fatto che si faccia parte di una casta superiore. Sono fermamente convinto che quando si mettono di mezzo le religioni nella politica si fa un gran danno al dialogo tra persone.

Sul fatto che non fornisco argomentazioni in più o in meno rispetto al pensiero espresso da Michele mi sembra evidente sia una condivisione dello stesso...

A rileggere con attenzione non mi sembra di aver offeso o insultato nessuno...e se ipercattolica credi sia un'offesa, fai i conti con la tua coscienza.

Posted by: Bacco at 06.02.07 14:23

Così, giusto per essere chiari, visto che non ho mai nascosto le mie posizioni: a me fa piacere che chi passa di qui, dal blog, dica quello che pensi e tutti i pensieri anche quelli molto contrari sono graditi, specie se non accompagnati da insulti. E sono graditi, i pensieri, perché sono merce ormai rara, anche quelli impossibili da condividere. Anche per gli insulti comunque c'è posto, a garanzia di uno spazio che, per me, è aperto a tutti. Quanto a quegli anni credo che i giudizi di ognuno siano legati, anche, alla propria storia, alle proprie scelte, alla propria biografia. Nella mia c'è stima, ancor più vicinanza, con Oreste Scalzone.

Posted by: Michele Marziani at 06.02.07 16:27

Temo che l'unico con i nervi scoperti ogni volta che mi affaccio a commentare qualcosa su un blog qualunque, non a casa tua ovviamente, sei tu.

Dici:
"Sull'ipercattolica, credo di avere un'allergia verso un certo mondo cattolico che tende a prevaricare idee altrui solo per il fatto che si faccia parte di una casta superiore. Sono fermamente convinto che quando si mettono di mezzo le religioni nella politica si fa un gran danno al dialogo tra persone"

Ipercattolica fa veramente scompisciare dal ridere, ma passiamola, ognuno ha i suoi ritornelli, le sue paranoie suffragate dal niente. Cosa ne sappia tu del mio essere cattolica è un mistero, ma tu lo sai, ne sei convinto...cavoli tuoi...
Ipercattolica, orrido neologismo temo di tuo conio, un'offesa? Non saprei, più che altro mi sembra una stronzata.
La mia coscienza, anche quella di cattolica, ammesso che io la possieda, tenderei, se non ti spiace, a scomodarla per cose che lo meritano.
Quanto alle allergie, lo sai: si curano?

Le religioni nella politica, il danno al dialogo?
Mi domando da anni (domanda inutile) se tu sappia leggere.
Che cosa abbiano a che fare tutte le stronzate che dici con la mia posizione sui cattivi maestri (continuo ad usare questo termine, ma preferirei adoperarne degli altri) non saprei, ma capisco: tu hai il tuo teorema idiota da dimostrare e fai un gran minestrone.
Tipico di chi ha poche idee e ben confuse...

Ho detto anche io quello che penso su Scalzone e stop. Niente di più, niente di meno.
Rileggi, repetita iuvant sempre:
"tra cattivo allievo e cattivo maestro preferisco di gran lunga il primo...
Non ha alcun fascino, soprattutto se ripenso alla mia giovinezza, sentire l'anacronistico, allora come ora, refrain : "Non posso dirmi non violento assoluto, perché se domani ci fosse una insurrezione non posso dire che non andrei in una barricata a sparare". Ma niente paura: é la solita pagliacciata, la solita recitina dei cattivi maestri col culo in caldo a Parigi"

Non mi piace per nulla il cattivo maestro, ma l'allievo sì e allora?
Scalzone non mi piace, Marziani sì.

Argomento in modo acido? chi se ne frega, non leggermi.
Non ritiro proprio nulla, tu stesso sei la prova vivente della tua disonestà intellettuale. Non ti sembra di aver offeso nessuno. Bene! Hai ragione: "figlio di Betulla" era un complimento.

Posted by: patrizia at 06.02.07 16:29

Non ero così una volta. Poi il tempo ha avuto la meglio nell'aiutarmi a non dispensare gratuiti o spocchiosi consigli relativi a fatti di cui non si conosco molto bene le dinamiche e quel "molto" è lì apposta. Fuor di bocca, quand'ero più giovane, il mio campo di cognizione e ricombinazione mentale era molto più lineare e forcaiolo, mi bastava che lo “dicesse” Repubblica. Gli anni passano e l’esperienze pure, i punti interrogativi rimangono. Scalzone è uno di questi. Ma la questione è un’altra. Ha ragione Michele a mani basse quando scrive che certe realtà è meglio secretarle invece che approfondirle. Guardate come si è conclusa la strage di Ustica: “Tutti liberi perché il fatto non sussiste”. Dopo 27 anni. Vorrei fare la stessa domanda ad un parente delle 81 vittime di quel Dc9 Itavia. Tutta carne da cannone. Non scriverò cosa penso, banalmente, di Scalzone, anche se una mia idea ce l’ho, perchè non è questo il punto. Il nodo cruciale da slegare, lo spicchio centrale della cipolla è quanto sia stata rappresentata fedelmente ai fatti la realtà, quella realtà furiosa, talvolta incandescente, spesso impunita. Impunita dai vari omissis (Servizi, giornalisti prezz olati e compiacenti con gli apparati di vario genere, strutture militari e non segrete). Evito di sconfinare nel nulla dietrologico, ma penso che formulare propri giudizi dalle classiche fonti d'informazione anestetizzanti e mistificatrici sia un atto borghese e che declina ogni sorta di vero coinvolgimento. Brutta faccenda il giudizio insindacabile, direi quello comunista, dogmatico, peggio ancora se si tratta di un truculento e virale pregiudizio proveniente da chissà quale bussola morale di turno, come il signor degli aneddoti, altrimenti conosciuto come Eugenio Scalfari, ex direttore di Repubblica dalla barba inutilmente bianca. La verità non è mai "giornalistica". Non è più tempo di nascondere i gesti, il boia ha mostrato l’impiccato e che Dio ci salvi dai dilettanti allo sbaraglio.

Posted by: Matteo at 06.02.07 16:59

mai come ora trovo che l'unica risposta alle anacronistiche barricate di Scalzone, sia la poesia

Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini

È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.
[...]
Pier Paolo Pasolini


e come il dibattito che ne seguì sia ancor oggi illuminante:


http://www.pasolini.net/saggistica_tavolarotondaEspresso.htm

http://www.pasolini.net/articoli_sansonetti_profeziappp.htm

Posted by: patrziia at 06.02.07 18:05

Michele,il problema di Oreste Scalzone è il paradigma operaista, una puttanata colossale.Si digiti la parola operaismo o si consulti Wikipedia,e si vedrà quale delirio intellettuale venisse prodotto da questi stupidi.In rapporto a loro,persino Kautsky è un genio.Uno dei capi di Lotta Continua,Guido Viale,una volta disse:"Io,gli operaisti me li son letti tutti.Posso solo dire una cosa. Me La Pagheranno"
Vederti stringere la mano sorridente è un segno di cortesia e hai fatto bene a farlo.Ma....tanto per dirne uno.....se te l'avesse stretta,per esempio,Augusto Del Noce?(sì lo so che è morto,è solo per farti un esempio).Avresti pubblicato la foto?Non so.
Ma poi devo leggere:"emozione" "stima" e "vicinanza".
Stima e vicinanza con Oreste Scalzone!!! Uno che non ne ha detta una giusta nella sua vita!!!
Beh,affari tuoi!!!
Ale

Posted by: alx70 at 07.02.07 02:51

1)Come al solito non ho capito il commento di Matteo Tassinari.Ma è colpa mia.I ritardati spesso non capiscono.
2)Personalmente non amo il quotidiano Libero.
Ma come si permette il signor Bacco di infamare in quel modo il signor Farina?
Ale

Posted by: alx70 at 07.02.07 03:00

Un atto borghese????????????????????????????????

Posted by: alx70 at 07.02.07 03:06

ancora una nota e poi chiudo.
Non ritengo ne infamante ne offensivo quello che ho scritto su Tommaso. Il suo intervento lo giudico estremamente educato e perbene. Non condiviso, ma nella forma estremamente corretto. Se si ritenesse offeso gli chiedo scusa, ma non credo.

Posted by: Bacco at 07.02.07 10:03

L'esilio, gli anni di piombo e il siparietto di "piccoli" protagonisti. Perché piccoli? Perché vivono la brutta retorica politica di questi anni fagocitando tutto con voracità senza pari. Il pezzo di storia d'Italia nel quale non ci si mette il naso, qualcuno lo guarda con una lente deformante, altri da un microscopio, col risultato che entrambi sono lontani da quel clima e, inavitabilmente, da quegli anni. Scopro allora che l'esilio può anche essere una gita fuori porta: se nessuno ti caccia potrebbe voler dire che vai via perché va tutto bene e Parigi è eccezionale con l'Opéra, i suoi palazzi, i suoi bistrot e la sua cuisine. Il resto sono boutade senza grande trasporto. E Scalzone? Prendo atto della sua sensibilità, aspetto sorprendente per un cattivo maestro, manifestata andando alla presentazione del libro, assolutamente unico, di Michele...

Posted by: Franco Fattori at 07.02.07 11:05

Giochiamo pure al gioco delle ipotesi, caro Alessandro. Augusto Del Noce? Certo che mi sarebbe piaciuto averlo alla presentazione di un mio libro, nonostante la lontananza di pensiero e di sentire. Il figlio no, non mi farebbe piacere, anche se potrebbe fare comodo alle vedite un passaggio in televisione:-)

Posted by: Michele Marziani at 07.02.07 12:49

Non mi sono certo offeso Bacco, anzi semmai vado orgoglioso di ambedue le puntualizzazioni.

Posted by: Tommaso Farina at 07.02.07 14:42

Ultima cosa poi Basta.
Scalzone ultimamente dice cose intelligenti e condivisibili.Trent'anni fa,NO.E perciò direi che si può provare per lui,stima e vicinanza
I suoi compagni operaisti Tronti(senatore a vita e soldi a palate)Cacciari(venditore di fumo per boccaloni)e Negri(idem come Cacciari),dovrebbero stare zitti per sciocchezze reiterate.
@Fattori
La brutta retotica politica fa schifo anche a me,ma io non fagocito un bel niente,semplicemente leggo, mi informo,e mi faccio un'idea per quelle che sono le mie capacità.E dell'operaismo non si salva niente,neanche Panzieri.
Ale

Posted by: alx70 at 07.02.07 16:52

"in caso di una insurrezione, potrei arrivare anche a sparare''. Sono una spina nel fianco della sinistra e degli intellettuali di sinistra e se pensano che possano trattarmi con accondiscendenza, che comincino a comprarsi della camomilla. Ma non voglio diventare deputato come molti parenti delle vittime. Questo e' il fondo dell'abiezione".

Perchè non spiegarlo alla vedova D'Antona?

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/vedova-antona/vedova-antona/vedova-antona.html

Non credo la D'Antona abbia ragione, ma il nostro cattivo maestro, operando il solito "spostamento" di valori, non vede, con i suoi occhiali a lenti deformate dalla solita derelitta ideologia, che il fondo dell'abiezione è solo nelle morti del Rogo di Primavalle, nell'orrenda fine di Stefano e Virgilio Mattei, 22 e 8 anni, colpevoli di essere i figli di Mario Mattei, dirigente della locale sezione del Movimento Sociale Italiano.
Il fondo dell'abiezione è ancora nell'aver dichiarato, durante un'intervista concessa a Radio Radicale il 12/02/2005, che aiutò i colpevoli: Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, tutti di Potere Operaio, a fuggire.

Posted by: patrizia at 07.02.07 17:52

L'unica cosa è sperare che abbia ragione lui e arrivi l'oblio:

L'amaca

• da La Repubblica del 7 febbraio 2007, pag. 22

di Michele Serra

E Scalzone? Che farà oggi Scalzone? Nei giornali italia­ni ha preso il posto che fu della Gregoraci: a mezzo tra co­stume e società, quei fatterelli dell'epoca che meritano una tantum l'editoriale solenne, e poi un pittoresco stillicidio di dichiarazioni salaci d'agenzia, di gesta promozionali, fino alla definitiva inclusione nell'ordinario e infine all'oblio. E i titoli che da sette colonne passano a tre, a due, a una, perché ogni repertorio in fondo stufa, e se non stufa si rinsecchisce per suo conto.


Lui si applica. Duetta con Cossiga (e lo scambio di opinioni ha la stessa freschezza di un carteggio tra Radetsky e Silvio Pellico), emette dotte analisi sullo stato della lotta di classe, stu­dia i presagi di insurrezione, insomma la butta in politica. Ma forse per il lungo esilio, forse perché gli intellettuali faticano a sintonizzarsi con l'epoca, dev'essergl sfuggito che i media, al­meno qui da noi, seguono ritmi e modi del reality-show. Di­fatti nessuno fa il titolo sulle sue recenti letture, e tutti sulla sua serenata ai carcerati. Scalzone, se davvero vuole reinserirsi, dovrebbe tralasciare la sua formazione marxista e puntare tutto su "Amici" di Maria De Filippi. E' lì che i proletari pun­tano per spezzare le proprie catene.

Posted by: patrizia at 07.02.07 18:02

Una presa di posizione: anche per me, è stato esilio.
E una riflessione: non credo, non lo so ma proprio non credo, che nelle intenzioni dei responsabili del "rogo di Primavalle" ci fosse quella di assassinare alcuno e men che meno un ragazzo e un bimbo ovviamente innocenti. Sì ma le molotov le hanno lanciate, mica si trattò di un incidente. Certo, ma capisci, cara Patrizia, che è sostanzialmente diverso: altro è attuare un gesto violento e discutibile senz'altro - vogliamo dire "deprecabile"? Diciamolo chiaramente: deprecabile - ma essenzialmente dimostrativo; e altro, ben altro è assassinare con l'intenzione di assassinare.
Una molotov a due metri una volta me la beccai anch'io: avevo quindici anni e stavo guardando i dischi in una libreria "di sinistra", a Monza, la mia città; per fortuna andò che la molotov esplose alle mie spalle lasciando libera la fuga a me e agli altri clienti della libreria, e non andò diversamente. Il fascistello lanciatore di quella molotov, non è un assassino infanticida, ma non perché io sono vivo e non viceversa morto bruciato, non è un assassino perché non aveva, credo, non lo so ma proprio non credo, intenzione di assassinare alcuno. Solo questo.
mic.i

Posted by: Michele Isman at 08.02.07 11:43

grande cazzata l'ultima scritta.....una molotov oppure una pistolettata sono atti per colpire e fare del male...non diciamo adesso che la molotov e' un giocattolino per bambini nervosi...ci vuole sapone benzina ed uno straccio chi la lancia sa che puo' ammazzare qualcuno!...ma dico stiamo diventando tutti pirla?
Chi ha lanciato il lavandino contro l'ispettore Raciti l'ha fatto perche' non si lavava?.....e l'estintore di Giuliani era un regalo per il Defender dei carabinieri?.....no...no non ci siamo proprio!

Posted by: liloni adriano at 08.02.07 12:10

per una volta sono senza parole, non so cosa dire...
Anzi no: il fondo dell'abiezione sono anche tutte le stronzate giustificatorie che negli anni si sono ricamate intorno agli assassini di destra o di sinistra che fossero.

Posted by: patrizia at 08.02.07 13:23

Intanto limitiamoci a prendere atto delle cose che una macchietta noglobal che per qualche oscura ragione siede in Parlamento ha avuto la temerità di pronunciare qualche giorno fa in merito alla morte del poliziotto.

Posted by: Tommaso Farina at 08.02.07 14:19

''Non intendo replicare . Non sono l'angelo custode di Caruso. E' un deputato e si assume la responsabilita' di quello che dice''.
Questo Bertinotti su Caruso.
Non solo, il presidente della Camera non capisce cosa si voglia dire quando si dice che lui l'ha candidato aggiunge che non l'ha candidato: l'hanno votato.
Peccato che mister cashmere dimentichi (?) che un'orrenda legge, partorita dalla destra poco prima delle elezioni, abbia abolito le preferenze sostituendole con le liste bloccate compilate dalle segreterie di partito.
Una legge che, nonostante le buone intenzioni di cui spesso è lastricato l'inferno (altrimenti che ipercattolica sarei...),

http://www.aprileonline.info/333/voglia-di-riforma-elettorale

tutti si guarderanno bene dal modificare.

Posted by: patrizia at 08.02.07 15:04

@ liloni adriano: il lavandino e l'estintore sono stati lanciati per fare male, certo, ma non - davvero non credo - per ammazzare, così come la bombacarta (un ordigno che sostanzialmente fa un bum molto molto forte) che nei fatti ha ucciso il povero, sfortunato, credo del tutto incolpevole ispettore di polizia a Catania: il quale infatti non è morto - leggo - per ferite, lesioni, lacerazioni ma in conseguenza allo shock per l'esplosione molto ravvicinata. Si chiama omicidio preterintenzionale questo, credo, tecnicamente: cioè non intenzionale, causato da un gesto atto sì - certamente - ad offendere, ma non ad uccidere. Mi auguro che l'omicida di Filippo Raciti sia catturato e condannato: per omicidio preterintenzionale (con tutte le eventuali aggravanti del caso), nulla di più, nulla di meno.
Quanto all'estintore scagliato contro il Defender dei CC a Genova, occorre un ulteriore distinguo: il gesto di Carlo Giuliani va inserito - come sempre bisogna fare - nel contesto in cui l'evento è accaduto. Non mi sembra così assurdo, in questo caso, considerare il comportamento del giovane Carlo come un atto di resistenza: una risposta - certo, non non-violenta e questo è certamente discutibile - a un pregresso, generalizzato comportamento palesemente e gratuitamente violento ed *eversivo*, degno del Cile di Pinochet, del quale si resero protagoniste le forze dell'ordine italiane, quasi senza eccezioni, in quei giorni tragici di Genova: una delle pagine più oscure, vergognose e preoccupanti della storia recente di questo paese.
Tornando alle molotov: ribadisco la convinzione che, come nel caso che ho vissuto da vicino per fortuna senza conseguenze, probabilmente anche nel caso di Primavalle non furono lanciate con intenzioni omicide. Solo questo, ho affermato; nient'altro. Se ti fa piacere, liloni adriano, discutiamone, purché in modo civile, please.
@ Patrizia: mi dispiace (sul serio) lasciarti senza parole, ma forse non ci siamo capiti: io non intendo giustificare proprio nessuno: né i responsabili della fine orribile dei due poveri ragazzi a Primavalle (ne resto convinto, probabilmente "soltanto" omicidi preterintenzionali), né, tout-court, chi ne favorì la fuga e l'impunità. Ho soltanto sollevato un'eccezione al tuo j'accuse (che, per certi aspetti, trovo anche condivisibile) e la ribadisco: un omicida preterintenzionale è *altro* che un assassino di bimbi. Conseguentemente, chi protegge un omicida preterintenzionale è altro da chi protegge un assassino di bimbi innocenti. Solo questo, io ho affermato.
Comunque, quanto al caso tragico di Primavalle così come a quello potenzialmente altrettanto tragico di Monza del quale casualmente fui vittima, fortunatamente "mancata", ribadisco la necessità che i fatti siano inseriti nei contesti storici. In quegli anni c'era l'illusione di trovarsi in guerra, un pezzo di gioventù italiana si sentiva avanguardia di una "rivoluzione giusta" e conseguentemente si comportava. Se questo non giustifica, Pat (e io credo che NON giustifichi), almeno rende comprensibile (altrimenti non lo sarebbe!). Digerire quel tempo, io credo, comporta la necessità di comprendere.
Spero che ti sia tornata la parola ;-), un caro saluto, mic.i

Posted by: Michele Isman at 08.02.07 15:23

il liloni non e' un reazionario anzi...ha vissuto ambedue le barricate politiche avendo amici di cuore di opposte fazioni....
la molotov non e' come la descrivi tu...era una bottiglia incendiaria fatta per creare danno a persone e cose...se al posto delle tue veloci gambe c'era un invalido od una vecchietta in libreria?
e non venirmi a dire che il grande coglione(permettimi la parola piu' adeguata) ha controllato chi c'era prima in libreria......ci stiamo arrampicando sui vetri? ne conosco parecchi di uomo ragno che pur di difendere le loro idee ed i loro sbagli hanno rinnegato l'evidenza.....
per Genova mi ricordo bene le immagini ed il video....se vuoi difendere questi deficienti, non cadro' nel tuo sbaglio di voler difendere quegli abbietti del Diaz(intendo le forze dell'ordine)
Come vedi non si tratta di sx o dx ma di bastardi che esistono in ambo le parti...sono per la chiarezza....
Scalzone per me non e' una persona chiara...credo molto di piu' ad un mio conoscente BR chge ha fatto anni di carcere, un duro e sopratutto un puro, pur non condividendone i finali ideologici.....
saluti dal civile adriano.

Posted by: liloni adriano at 08.02.07 15:48

Accusato di aver toccato "il fondo dell'abiezione", con ritardo e me ne scuso, mi sono documentato, andando cioè oltre il generico ricordo (indiretto, indirettissimo, si intende) di quei tragici eventi. Una cosa pare assai probabile per non dire certa (mi ricordavo male e, di nuovo, me ne scuso): a "Primavalle" non si trattò di una molotov scagliata "per fare casino"; dalla ricostruzione delle modalità dell'attentato risulta assai probabile l'intenzione se non di uccidere col fuoco un'intera famiglia, certamente di fare del male, molto male, non solo a cose ma a persone. Quel che al di là delle sentenze pasticciate di troppi tribunali non è invece affatto chiaro, è *chi* sia stato, davvero, a compiere quell'attentato. Qui: www.rifondazione-cinecitta.org/fratellimattei.html una ricostruzione puntigliosa di tutta quanta la vicenda. Ciò, doverosamente, precisato, pure scettico resto fermo sul resto.
mic.i


Posted by: Michele Isman at 09.02.07 20:07

"Non siamo stati in tre a organizzare l'attentato - ha confessato Lollo nella sua conversazione con il quotidiano - Eravamo in sei. Ho rispettato un silenzio di oltre trent'anni, oggi non ha più senso. Voglio dire tutta la verità sul rogo e sulla morte dei fratelli Mattei". Lollo, che vive in Brasile da 18 anni, prima latitante e ora libero cittadino, ha poi raccontato: "Oltre a me, Marino Clavo e Manlio Grillo - racconta Lollo - c'erano altri tre compagni. Hanno vissuto liberi e tranquilli questi 32 anni. In molti vennero a sapere la verità su Primavalle nei mesi successivi, compresi i vertici di Potop. La verità vera. Quando io venni arrestato nessuno degli altri cinque scappò. Erano strasicuri che non avrei parlato. Clavo e Grillo fuggirono all'estero qualche tempo dopo. Gli altri tre non ne ebbero mai bisogno, qualcuno o qualcosa li salvò dall'accusa".

(http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/primavalle/seinomi/seinomi.html)

Non sono stati loro a dar fuoco? Sono stati gli stessi Mattei, come Lollo vuol far credere?
Mah!

Oppure dobbiamo dar credito a Piperno?

Piperno:"Seppi la verità un mese dopo
"Porterò per sempre il peso morale di quanto accaduto 30 anni fa. Un episodio gravissimoche fu tra le cause principali di scioglimento di Potere Operaio". Lo afferma in un’intervista a Repubblica l'ex leader di Potere Operaio Franco Piperno, dopo ladenuncia presentata dalla famiglia Mattei che lo accusa di essere stato, conPace e Morucci, il mandante del rogo di Primavalle. Piperno comunque "ribadisce di aver appreso la verità solo un mese dopo.

La verità spuntò quando Marino Clavo, costretto da Valerio Morucci, ammise i fatti."Credemmo alla loro innocenza - spiega Piperno - interrogammo tutti i compagni di Primavalle, sì anche Gaeta, Perrone e Lecco. Coprirono Lollo e gli altri,insomma sostanzialmente fornirono l'alibi, come poi avrebbero fatto anche con la magistratura. Ma in seguito Gaeta e Perrone fecero marcia indietro".Piperno ricorda - nell'intervista a Repubblica come, mentre nel vertice di Potere Operaio i dubbi si moltiplicavano, l'inchiesta interna venne affidata a Valerio Morucci: "Pretesi di sapere quale fosse la verità - afferma - Insomma a chi e quando Gaeta e Perrone avevano mentito, con la prima o con la seconda versione? Mi assicurarono che la seconda era quella vera e Diana Perrone aggiunse di aver mentito in seguito alle pressioni ricevute da Lollo. Alla fine decidemmo di non sospenderli".
"Morucci -prosegue l'ex segretario di PotOp - mi riferì quanto era accaduto, che Clavo aveva ceduto, aggiungendo che era stato un incidente e che loro non avevano mai avuto l'intenzione di uccidere. Ricordo che Morucci era fuori di sè, avrebbe voluto intervenire pesantamente con i suoi metodi. Mi opposi".
"Si', sono colpevole -ammette- ma di omissione. Non potevo fare diversamente".

Come la metti,come la giri, caro Mic. Isman l'odore acre e terribile delle tanti morti di quegli anni, a me risulta sia stato l'esito tremendo di un giochino intelletuale di tanti cattivi maestri, borghesucci e, in fondo, in fondo, persino "benpensati" (visto l'esito, a distanza di decenni, delle loro vite) che si sono arrogati il diritto di indirizzare il corso della storia di un paese che di tutto aveva bisogno meno che del loro insegnamento.

Ciao Patrizia

PS: Che mari stai solcando?




Posted by: patrizia at 10.02.07 11:15

a me risulta che ogni atto violento che possa provocare morte sia da condannare senza condizione e senza graduatoria..."era un atto dimostrativo, ma non voleva ferire o uccidere" dov'è la differenza? tu lo sai che una molotov può uccidere e quindi diventa automaticamente un atto di violenza omicida. non vedo altre sfaccettature,(forse per la legge, ma non per la mia coscienza) non sono in grado di fare un processo politico e non lo vorrei neanche fare. Qualsiasi ideale decade se uccidi, anche quando ti difendi devi avere la forza di non farlo.va beh poi c'è la legge della giungla...pace e bene a tutti...

Posted by: d@vide at 10.02.07 16:05

@ Patrizia: molto piacere di ritrovarti, con toni non più acri e definitivi come quelli del tuo ultimo commento.
Sui responsabili del rogo di Primavalle: non intendo certo mettermi a mercanteggiare, ma hai omesso o dimenticato di accennare alla posizione dubbia e misteriosa del "doppiogiochista" Speranza, testimone chiave che incastrò i tre di PotOp, alle minacce, intestine al suo stesso partito, che Mattei padre ricevette nei giorni precedenti l'attentato, alla strana preveggenza del fascista Lampis (il quale la sera prima del rogo avvisò Virgilio Mattei dell'imminenza di un attentato ai loro danni), a quel nomignolo "schiavoncino" sul volantino di rivendicazione firmato PotOp, che non poteva essere noto ai "compagni" in quanto usato nel ristretto ambito di quelli di ordinenuovo... Insomma, al di là della sentenza definitiva di condanna a diciott'anni nei confronti di Lollo, Grillo e Clavo, per incendio doloso e duplice omicidio colposo aggravato, sentenza arrivata quasi quindici anni dopo i fatti, la vicenda resta davvero complicata e misteriosa.
In ogni caso: dei morti di quegli anni non è che io non percepisca il peso, che non me li ricordi, che ne sottovaluti "l'odore acre e terribile", non credo.
Ma il senno del poi, prima, non c'è: ovvio che non può esserci. Intendo dire che quando a un determinato evento storico ci stai dentro e magari hai diciotto o vent'anni e le istanze per quanto generiche, teoriche, sentite dire, non c'è santi ti sembra che siano proprio giuste, e sai per certo che la polizia e i servizi sono al di fuori fuori del controllo della democrazia e al soldo di altro che la giustizia, può accadere, anzi accade assai probabilmente che il senno del poi tu non ce lo possa avere del tutto chiaro, ecco. E' così che io la metto e che la giro, Patrizia.
Forse per mia storia famigliare, non ho poi la stessa tua antipatia viscerale (quella cioè che dalle tue parole appare essere tale) per chi ha la ventura di nascere in una famiglia borghesuccia o borghesona e "si arroga i diritti". Mio nonno Giovanni Battista nacque proprio in una famiglia benpensante e borghese, in provincia; fece il liceo classico in città che ai tempi suoi era proprio cosa da borghesi e poi, dopo la "parentesi" della Grande guerra (Piave, malaria, ferite), l'università e divenne avvocato. Poi ci fu anche la seconda, grande guerra (e per lui, adulto, fu Russia...). Ebbene, quelli erano - d'accordo - ben altri tempi che gli anni settanta ma, tornato per sorte a baita anche stavolta, lui che era un borghesuccio se lo arrogò eccome il diritto, di più lui sentì il *dovere*, con la sua scelta di campo che fu netta e fu una scelta di guerra, di indirizzare il corso della storia di questo paese.
Il senno del poi ci induce a pensare che fece bene e il mio nonno Giovanni Battista e quelli come lui oggi li consideriamo eroi e padri della patria. Quelli degli anni settanta invece no. Oh le situazioni (quella del 43 e quella dei settanta) erano ben diverse ma le ferite della dittatura e della guerra erano allora (nei '70) ancora fresche, i vecchi partigiani non erano ancora così vecchi e la puzza di regime c'era eccome e la celere picchiava e sparava e i fascisti uscivano dalle fogne, non fa niente se erano soltanto dei pirla, "ora e sempre Resistenza" era una parola d'ordine in cui i ragazzi - borghesucci e non - di quegli anni credevano spaventati quanto incoscienti, con animo puro. La metto e la giro così, Patrizia: la realtà con la quale dobbiamo fare i conti, è questa.
Quanto, di nuovo, ai borghesucci, non concordo con te che l'Italia non avesse bisogno, per lo meno degli insegnamenti di alcuni, forse di tanti di loro. Non tutti divennero violenti e assassini, anche di quelli - intendo - che giravano con la chiave inglese sotto il maglione e magari anche con le molotov. La maggior parte di loro non lo saltò il fosso, non sparò a nessuno e non bruciò nessuno. Ne ho conosciuti, da ragazzetto (nel settantasette avevo quattordici, quindici anni), li stimavo (anche se a dir la verità a me che ero un pavido facevano un po' di paura...). Alcuni li so oggi benissimo inseriti nel mondo adulto ma non - come dire - in modo contrastante con quel loro, ingombrante, passato. C'è chi si occupa di libri e magari ha fatto pure carriera, chi fa il medico, chi il cooperante nel terzo mondo... Erano borghesucci senza alcuna colpa di esserlo, credevano che il mondo andasse cambiato (e avevano anche ragione), pensavano di poterlo, di doverlo fare loro. Non ci trovo alcun "giochetto intellettuale" io, in tutto ciò.
Il senno del poi ci dice che alcuni di loro, una minoranza di loro, quelli che capitarono (perché accadeva di capitarvi) nel vortice della violenza, sbagliarono.
Le molotov - io stesso, che ero soltanto un bravo ragazzo pischello borghesuccio, ne vidi in più occasioni (anche se mai ne lanciai né mai ne ebbi neppure fra le mani)- posso testimoniare che a quel tempo si usavano non tanto come arma offensiva (figuriamoci letale) ma, te lo assicuro, insensatamente, disgraziatamente come strumenti di "casino" ed eventualmente di autodifesa. Poi, accadde che qualcuno andò oltre. Qualcuno si rese responsabile di crimini terribili, impensabili, inaccettabili.
E' vero, i morti pesano (pesano anche e ancora quelli, per altro ordini di grandezza più numerosi, del nazi-fascismo e della guerra, inclusi gli infoibati dai titini). Ma è ora di fare pace. E la pace si fa con la comprensione e non, non credo, con i je accuse. Comprensione, bada, che non vuol dire né giustificazione e conseguente sdoganamento, né colpi di spugna; vuol dire piuttosto, come dicevo, contestualizzare, storicizzare. Elaborare, come dicono gli psic. Digerire, quel capitolo della nostra storia.
Per esempio, tornando al fascistello pirla che scagliò la molotov accanto a me quindicenne che guardavo i dischi nella libreria di sinistra, certo allora mi spaventai, sporsi denuncia, dormii male forse per qualche notte, ma oggi manco mi ricordo come si chiamava, quello là...
Se invece di sgattaiolare indenne fuori dalla libreria in fiamme fossi morto bruciato sarebbe diverso, lo so. I morti pesano per tutta la vita, di chi resta, i morti ragazzi ancora di più, e i morti bruciati è ancora più doloroso, se possibile, pensarli, e farci pace. Per i loro disgraziati familiari sarà impossibile, ma tutti gli altri, lo stato, noi tutti di tutte le parti, è necessario che si elabori anche quei morti.
@ d@vide: io credo che ci siano situazioni - estreme - in cui il ricorso alla violenza è tanto necessario, perché va ben oltre la difesa personale, che diventa non certo un bene ma un male minore, un atto più che legittimo: addirittura doveroso. Dissento che si tratti di legge della giungla. E' un pensiero in sé terribile se vuoi ma tant'è: fare guerra, a volte, è accettabile e di più, diventa doveroso. A Cefalonia lo fu, A Varsavia (alludo alla "battaglia del ghetto") lo fu, sui monti d'Italia fra il 43 e l'aprile del 45, io penso che lo fu (eccetera, eccetera, eccetera). Nel cielo sopra Hiroshima nell'agosto 1945 non lo fu più e tanto meno lo fu a Nagasaki due giorni dopo. Nell'Italia degli anni settanta non lo fu, no: né doveroso, né necessario, né accettabile; ma non era facile, credo, allora, capirlo da dentro da chi dentro ci stava.
@ Patrizia: sto solcando mari d'asfalto, per adesso: il veliero è a terra ancora per alcune settimane, poi si ricomincia. A escposizzione ;-)
Chiedo scusa per la lungaggine (non lo faccio più!) e ringrazio mic.m per l'ospitalità. mic.i

Posted by: Michele Isman at 11.02.07 02:53

solo una piccola precisazione: non ce l'ho affatto con i borghesi, ma con i cattivi maestri che teorizzavano ed insegnavano la violenza, le gambizzazioni, l'assassinio politico, che poi lo facessero in prima persona o no, non rileva ai fini della nostra discussione ( per fortuna noi non facciamo i processi penali, ma scambiamo solo opinioni).
Quanto ai servizi segreti o deviati o quello che fossero e siano, la lettura migliore, anche in questo caso, trovo sia sempre L'affaire Moro di Sciascia. Lì c'è tutto quello che sappiamo e ancora di più di quello che immaginiamo di sapere.
Riguardo alla pacificazione di cui parli (immagino riguardi i terroristi rossi come i neri), dovrebbe essere accompagnata da toni meno bellicosi, soprattutto da parte di chi non ha scontato alcuna condanna ed è ritornato quando penalmente non aveva più nulla da temere.

Posted by: patrizia at 11.02.07 21:02

mi permetto?
nel cognome il programma di molti
mas Calzone.....
firmato un ex di sx

Posted by: liloni adriano at 12.02.07 01:50

Dunque,si era partiti da Scalzone,poi il discorso è sbandato verso il poliziotto Filippo Raciti(che non c'entra un tubo),e poi è tornato su Scalzone,con un'insistenza un po' troppo marcata sul Rogo di Primavalle,che ha rischiato di farci sbandare di nuovo.Ma devo dire che siamo stati bravi.I commenti sono rimasti nei"binari".
C'è qualcosa però di controverso,di deleterio per la discussione ed è l'uso di Internet per la ricerca di notizie.
Leggo un intervento:"Sui responsabili del rogo di Primavalle: non intendo certo mettermi a mercanteggiare, ma hai omesso o dimenticato di accennare alla posizione dubbia e misteriosa del "doppiogiochista" Speranza, testimone chiave che incastrò i tre di PotOp, alle minacce, intestine al suo stesso partito, che Mattei padre ricevette nei giorni precedenti l'attentato, alla strana preveggenza del fascista Lampis (il quale la sera prima del rogo avvisò Virgilio Mattei dell'imminenza di un attentato ai loro danni), a quel nomignolo "schiavoncino" sul volantino di rivendicazione firmato PotOp, che non poteva essere noto ai "compagni" in quanto usato nel ristretto ambito di quelli di ordinenuovo... Insomma, al di là della sentenza definitiva di condanna a diciott'anni nei confronti di Lollo, Grillo e Clavo, per incendio doloso e duplice omicidio colposo aggravato, sentenza arrivata quasi quindici anni dopo i fatti, la vicenda resta davvero complicata e misteriosa."
Tenterò di chiarirmi:
a parte il fatto che leggendo queste frasi ancora una volta la colpa sembra essere dei fascisti(tutto può essere,per carità, ma a me questa sembra una versione da Indymedia o da C.A.R.C.), io non ritengo sia giusto che dopo aver frugato nella rete(spesso spazzatura) per una sola serata,o anche per una sola giornata(non credo che lo si sia fatto per più giorni,nevvero??) si possa esprimere giudizi così certi.Questo mi pare il più grande problema di Internet.
Ale

Posted by: alx70 at 12.02.07 21:18

1. Le frasi leggendo le quali "la colpa sembra essere dei fascisti" vanno intese - ma era chiaro o almeno a me così sembrava - a integrazione di quelle contenute nel commento precedente. Non in alternativa.

2. Se siano stati i fascisti (ancora una volta?) e in particolare quelli che gravitavano attorno a ordinenuovo oppure quelli di potop (tre dei quali condannati in via definitiva: l'unica certezza, oltre ai morti) oppure, chi sa, un diabolico, orribile guazzabuglio osmotico delle due organizzazioni, resta e probabilmente resterà un mistero.

3. La tua tesi, alx70, secondo cui le parole stampate su carta sarebbero, di per sé stesse, meno potenziale spazzzatura di quelle elettroniche, mi pare tutta ma proprio tutta da dimostrare.
La Rete permette a chiunque l'accesso, semplice, immediato, gratuito, a molteplici fonti di informazione: diverse, plurali, di ogni sorta e matrice (in qualche decina di minuti, nemmeno in una intera serata, ho consultato svariati siti, inclusi quelli di autorevoli organi di stampa, e inclusi quelli dei "fascisti").

4. Se, alx70, rileggi con più attenzione, ti rendi conto che (in merito all'attribuzione della responsabilittà del "rogo") non ho espresso - ci mancherebbe altro! - proprio alcun giudizio, tanto meno "così certo".

mic.i

Posted by: Michele Isman at 13.02.07 09:14

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Posted by: Jamison at 16.06.07 19:12

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Posted by: Andres at 17.06.07 20:15

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Posted by: Wallace at 18.06.07 21:01

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Posted by: Timothy at 19.06.07 22:26