18.07.06

Palle vaganti

La temibile e triste festa al Circo Massimo, imbevuta di nazionalismo e ignoranti balbettii, mi porta a queste riflessioni: la produzione simbolica di immaginari da vincitori (successo, soldi, status) è strutturale e strumentale all'accumulazione del capitalismo cognitivo. Un Mondiale fa aumentare il Pil dello 0,7%, come ci ricorda il Financial Times, il che certifica come tutta l'area del "tempo libero" sia produttiva e assunta all'interno del rapporto capitalistico, poiché favorisce la creazione di aspettative che incidono sulla produttività della cooperazione. La gestione mediatica di tali eventi diventa un potente strumento di controllo sociale, sorveglianza dei desideri, pulsioni, energie soggettive a sostituzione degli strumenti disciplinari classici. E se si verificano eccessi (come scritte sui monumenti) vengono ritenuti "effetti collaterali", accettabili in nome del risultato più complessivo che si ottiene. Si distoglie l'attenzione dai problemi reali: macchè precarietà, emergenza casa, w i "gladiatori" tornati carichi di gloria e "chi non salta è un francese, op, op, op”. Vale le pena ricordare che se, in una manifestazione di centri sociali viene fatta una scritta sui muri, si grida al vandalismo, si chiede repressione e ordine e più telecamere per tutti!? Avvenimenti come quello a cui abbiamo assistito ribadiscono i processi in corso di "de-culturizzazione" delle giovani generazioni. Il panem et circenses viene aggiornato attraverso strumenti sofisticati, adeguati alle nuove forme di produzione e controllo sociale (tv e giornali). E allora è tanto più necessario pensare a rilanciare forme di scardinamento e di sovversione mediatica. (Matteo Tassinari)

Posted by mic.marziani at 18.07.06 12:32
Comments

Ammazzate che scrittura anni 70!!! mi sono dovuto concentrare come ai tempi delle letture per la mia tesi.

Posted by: Alessandro Franceschini at 19.07.06 09:49

Panem et circenses, è venuto in mente anche a me guardando il festone dello status symbol a Roma, sarà venuto in mente anche ad altri che pur sportivamente soddisfatti dall'esito del mondiale si sentono sacrificati nelle gabbie del controllo mediatico..
Ora ci tocca assistere impotenti al teatrino del gadget mondiale, la medaglia di Cannavaro, le mutande di Grosso, accattatevill'!
E le mandrie di bufali imbizzarriti e supereccitati che fanno ritorno dalle terre dei crucchi? Ora con il rito della balneazione si riverseranno in ogni centimetro di spiaggia, riproducendosi e festeggiando col tivvùfonino!
Matteo... siamo tutti in gabbia ma ognuno ne avverte il malessere in diversa modulazione di frequenza, a seconda dei casi.
Staremo ad assistere passivamente anche al prossimo G8?
Mi aspetto un post, mi raccomando.

Besos

Posted by: Cyberurania at 19.07.06 10:17

La libertà individuale e la capacità di muoversi dentro questa che avete definito "gabbia" è la cosa che ci resta e che ancora nessuno ci può togliere. Saranno più forti le pressioni mediatiche del condizionamento e non solo o la capacità dell'uomo di innalzarsi al di sopra con la propria libera razionalità e sensibilità?
Vincerà l'automa consumatore o l'uomo libero? il Burattino o il Bambino? eterno dilemma collodiano.
A ciascuno la propria risposta.
Io ho visto i mondiali ed ho esultato per la vittoria. Sono rimasto politicamente collocato dove ero prima, nel centrosinistra, nonostante la maggioranza dei giocatori della nazionali sono da altre parti, così almeno ci viene detto. Non mi piace che Materazzi insulti Zidane, non mi piace che Zidane risponda in quel modo, ancor meno che per giorni diventi questo l'argomento della stampa. Così tuttavia è. Ma questo non ci impedisce di scrivere quello che pensiamo, e soprattutto di continuare a pensare ciascuno a partire da sè. Così hai fatto tu con quanto hai scritto, e io, ecc.
Saluti Mat.

Posted by: francesco at 19.07.06 11:05

Si, pero', Alessandro, sara' anni '70, ma a me pare sottoscrivibile in ogni sillaba..

Posted by: Fiorenzo at 19.07.06 16:51

come dargli torto...bravo Matt

Posted by: michele milani at 19.07.06 16:59

Se posso permettermi,e se non posso ditemelo,a me onestamente pare,che nell'articolo,scritto in un retoricissimo linguaggio sociologizzante ci sia poco di giusto,molto di retorico,niente di nuovo e soprattutto niente di concreto.
Ale

Posted by: ale at 19.07.06 19:22

Quello che sicuramente sta diventando urgente è un ripensamento dei meccanismi di funzionamento delle democrazie che includa l'uso (e l'abuso) dei media e dei grandi fenomeni di massa.

Posted by: melba at 19.07.06 19:23

Il motto dei Borboni, versione storicamente aggiornata del "panem et circenses", recitava "Festa, farina e forca". Alla resa dei conti solo l'ultimo elemento (forca)sembra essere lontano dal nostro quotidiano. Sembra, pero'... in realta' molti media e molti fenomeni di massa continuano a fare lo sporco lavoro del boia. Ciao Matt e ricordati di Andrea in "La storia di Italia in un sola pagina (anzi meno se non la smetto di scrivere)": SIATE FIERI DI ESSERE ITALIANI, O ITALIANI! L'ITALIA E' IL PAESE VOSTRO". E pensare che "ALL'INIZIO, C'ERA SOLO BARI"...

Posted by: francesco de vitis at 20.07.06 19:51

Ciao Francesco, benvenuto nel blog di Michele, mio amico che mi ospita con grande libertà dopo la chiusura del mio braviblog. Andrea (Pazienza, per chi non l'avesse capito) rappresenta, e lo sai, da una parte la drammatizzazione della vita e dall'altra il suo esatto contrario, come i tasti bianchi e neri del piano forte accomunati nella stessa lirica. E qui mi fermo anch'io nello scrivere, altrimenti divento tutto quello che uno può immaginare di me e quelo che scrivo. Detto ciò, scrivo pure: come si può dimeticare un artista di quel livello? Il sudista più alto d'Italia che da solo diventa una Moltitudine!

Ciao Francesco, Matteo.

Ciao Francesco, Matteo.

Posted by: matteo at 20.07.06 22:08

«(...) forme di scardinamento e di sovversione mediatica»

Per esempio?

Posted by: tigrazza at 21.07.06 00:51

d'accordissimo. eppoi sembravano zombie, gli occhi spenti, tutti che cantavano po po po po.
che tristezza antropologica

Posted by: luigi at 21.07.06 18:39

D'accordissimo con te, Matteo.
Ieri sera ho pensato le stesse cose quando in tv, saltando di palo in frasca, mi è apparso il faccione di Italo Cucci (ma perchè nei programmi sportivi, dove potrebbero starsene tranquillamente anche in canotta e calzoncini come al processo alla tappa, sono invece tutti vestiti eleganti e imbatecchiti come pochi? Mah, mistero!). Ebbene, il Cucci ha detto una cosa saggia: il delirio per la vittoria ai mondiali - in parte condiviso anche da un agnostico sportivo come il sottoscritto - sta facendo pericolosi miracoli. Come quello di annacquare la forte richiesta di "piedi puliti" alzatasi da tutta la società italiana all'indomani dello scandalo Moggi & Co. Scommettiamo che la Juve al massimo va in B e con pochi punti di penalizzazione? Davanti a questo scenario, vuoi che qualcuno si preoccupi di quattro scarabocchi sui monumenti? Hanno liquidato con due battute anche le scritte antiebraiche! Al circo Massimo si poteva fare di meno e meglio. Sicuro.
Forc

Posted by: forc at 24.07.06 12:16

Ciao Matteo... mi sembrava strano non ritrovarti in rete... :)
Non ho mai commentato molto i tuoi articoli, di politica ci capisco poco... però ti leggo...
Buona continuazione e buone vacanze... ricordati la promessa...! ;)
Un abbraccio,
Saby.

Posted by: Saby at 24.07.06 16:01

beh il linguaggio sembra quello di lotta comunista che si comprava ai tempi dell'universita'. comunque troppo davvero troppo complicato e fuori tempo. Da ciclostile.
La lettura poi mi sembra un pochino forzata.

Premetto che vincere un mondiale di calcio e' una bella, bellissima cosa.
Ognuno -se interessato- festeggia a suo modo. A seconda cioe' della sensibilita', intelligenza, livello culturale e possibilita' economiche.
Non tutti festeggiano con un bicchiere di vino buono in mano e si addormentano leggendo flaubert soddisfatti dell'impresa. Ci sono quelli che si mettono la maglietta, bevono birra e urlano per la strada.
Ci sono anche i coglioni che imbrattano i muri con scritte antisemite (Le stesse parole di condanna non le ho pero’ sentite quando nei cortei pro-Palestina si bruciano le bandiere di Israele), da prendere e denunciare.
Che la tv dia spazio a quelli colorati e chiassosi per la strada mi sembra ovvio.
Mettere pero’ in parallelo la festa del Circo Massimo con I cortei dei Centri Sociali (prendiamo il caso di Corso Buenos Aires a Milano) e’ anche questione di numeri e di onesta’ intellettuale: la violenza e I danni procurati da poche persone a Milano sono stati notevoli. La violenza e I danni provocati da un milione e passa di persone sono stati quasi insignificanti.
Sulle parole urlate … altra questione di onesta’ intellettuale: siamo sicuri che il “po-po-po” e “chi non salta e’ un francese” siano il peggio di quello che abbiamo sentito per strada? Ma lo sentite quello che si canta e si urla (quello che ho urlato e cantato) nei cortei dei centri sociali?
E poi ma cosa vuol dire: “necessario pensare a rilanciare forme di scardinamento e di sovversione mediatica”?
E da li’ che riparte la battaglia contro la “de-culturizzazione”? Con queste parole?
A me sembra il parto di una cattiva digestione.
Un alka-selzer per Matteo Tassinari e un abbraccio a michele, confidando che il commento aiuti a sfumare certezze e rafforzare qualche dubbio.

Matteo

Posted by: achab at 24.07.06 16:22

Quello che dice Tassinari non è sbagliato,per carità, ma mi pare un po'fiacco,"chiacchierone" ,"già sentito",la solita solfa sociologica.Di questo ribellismo tutto di maniera il potere se ne fa un baffo.
A parte il fatto che festeggiare la vittoria dell'Italia e fare "pooo,po po po poo,poooo" non mi sembra così deprecabile.
I media,oggi come sempre,ci inducono:
1)in economia a consumare
2)in politica,a creare consenso
A questo si aggiunge,il normale intrattenimento che abitua tutti noi a non pensare(reality shows,Zelig)o a pensare solo a certe cose(calcio,motori,diete,cellulite,eccetera.)
Come reagire?
Per quanto riguarda noi stessi:
A)Chi come me,si interessa di sport(calcio,basket,atletica leggera),cerchi di dedicare parte del suo tempo ad altri interessi culturali e sociali.(Non è vero che chi si interessa di sport deve essere per forza un troglodita.)
B)Con alcune persone si tende(io stesso lo faccio)a parlare solo di calcio.Cerchiamo di colloquiare anche di altro(musica classica,politica).Se ognuno di noi facesse questo,formeremmo degli anti-corpi al virus della de-culturalizzazione(vocabolo desueto).
Per quanto riguarda i media:
A)Battersi per una televisione migliore(per esempio attraverso la rete di blog,)facendo pressioni al Parlamento,affinchè trasformi una rete pubblica in un canale culturale tipo la franco-tedesca Arte,non vincolata ai dati dell'audience(altrimenti è finita).
é poco?Certo che è poco,ma è forse di più di tante menate sociologizzanti,che non portano molto lontano.
Ale

Posted by: ale at 24.07.06 19:37

"... forme di scardinamento e di sovversione mediatica".
Esempi?
"... la produzione simbolica di immaginari da vincitori (successo, soldi, status) è strutturale e strumentale all'accumulazione del capitalismo cognitivo".
Ok, l'acqua è calda, che facciamo?
"La gestione mediatica di tali eventi diventa un potente strumento di controllo sociale, sorveglianza dei desideri, pulsioni, energie soggettive a sostituzione degli strumenti disciplinari classici".
Ok, l'acqua è sempre più calda: ma serve per lavarci o per calare la pasta?
Chissà, facciamo un bel dibbbbbattito. Chi porta Marcuse? Che anno è? Sonno.

Posted by: Jamie Gun at 27.07.06 13:29

Mi scusi Tassinari,lei è la stessa persona che ha scritto questo?:
Io ho fatto parte della piazza, eccome!!! Ho gioito come quando si perde al testa dalla felicità e l'abbracciarmi con chi non conoscevo mi sembrava un fatto incredibile. Non mischierei gli scandali con la vittoria dei mondiali, sono due fatti estremamente diversi. Si Zidane e Materazzi? Ma che dscorsi, ha ragione Zidane, responsabile poi di un atto inaudito e violentissimo, ma basta conoscere Materazzi e il suo labiale. Per l'ultima notizia Maria, allora potremmo aggiungere che lo stesso giorno sono morte 58 persone in Iraq, 21 in Afghanistan, in Palestina altri 4 morti, in Belgio è crollata una miniera e sono morti 11 lavoratori... e tutti gli altri che non sappiamo? E devo continuare? E' così e di fronte ad un mondiale vinto non c'è vita o morte che tenga. Le regole mediatiche non le faccio io e neanche te, purtroppo seguono il flusso della beata indifferenza borghese italiana, anche quando i morti sono a decine.

matt

Scritto da: matteo tassinari | 17/07/06 a 21:19

Quindi anche lei ha fatto parte della piazza,anche lei,FORSE ha cantato"Chi non salta è un francese"e FORSE"pooooo po po po pooooo pooooo".
Cosa fa, prima esulta,e poi fa l'intellettuale schizzinoso?TROPPO COMODO.TROPPO COMODO.
Lei guarda un po' troppo la pagliuzza negli occhi altrui,e non vede la trave che ha negli occhi suoi.O forse,le fa comodo non vederla.
Ale

Posted by: ale at 30.07.06 18:08

Vedo che il livore non ha limiti. Per quale ragione poi non mi riesce di capacitarmi. Non mi vergono, caro Ale, nel dire che ero in piazza con la bandiera a festeggiare la vittoria dei mondiali da parte dell'Italia, come neanche mi "mette" timore dire che per la semifinale contro la Germania ero alle 19 sotto al sole pronto ad accappararmi un posto al porto di Rimini per vedere la partita sbloccata dall'ultimo poeta in movimento, tale Grosso, che prima dei mondiali neanche conoscevo. Se non l'ha capito, non è in discussione la voglia di stare insieme, abbracciarsi fra sconosciut*, urlare, fare festa, urlare "Siamo i campioni del mondo", bere birra e sbandierare il tricolore. Le dirò di più: ho scaricato le due partite da Emule e me le sono riviste ormai una decina di volte. Sono tifoso, che ci posso fare. Ma non ci penso lontamente a spiegare quello che è già chiaro nel mio post. Complimenti, lei vive di emozioni rancorose che di buono hanno ben poco. Io intellettuale? No, non esageri, ho solo scritto una cosa che ho pensato vedendo la gestione globale dell'evento. Sarà capitato qualche volta anche a lei di pensare e poi scrivere. Eppoi scomodare il Vangelo... Ora io non so cosa abbia contro di me, tra l'altro non la conosco neppure, visto l'accanimento, però per quanto mi riguarda considero chiuso *definitivamente* la questione. Perchè dal grottesco lei è passato, a mio avviso, al patetico. Forse è pagato da qualcuno per questa ricerca? Un consiglio: spenda meglio il suo tempo che in giro ce n'è bisogno.

Saluti a tutti, Matteo.

Posted by: matteo at 31.07.06 03:28

Io non ho assolutamente niente contro di lei.Semplicemente contesto quello che scrive.Tutto qua.Perchè non posso farlo?
Mi stia bene
Ale

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