"Il primo maggio, la festa del lavoro, ci ricorda il mondo e ci raccorda ad una questione fondamentale: il rapporto tra il lavoro e la vita, che decide, spesso, il livello di società e di civiltà. Per anni, non solo questi ultimi, si è vissuto un oscuramento nel mondo del lavoro: un lavoro che ha subito spesso una svalutazione sociale, alla fine della quale è spuntata drammaticamente la precarietà come il male più terribile del nostro tempo".
Forse ci sono mali più terribili nel nostro tempo, ma il discorso di insediamento alla camera di Fausto Bertinotti me lo sono sentito in auto, ieri mattina all'alba, in viaggio verso Verona e ho sentito un respiro profondo, di politica alta, che non sentivo da tempo. Saranno anche solo parole, ma tra il dirle e il non dirle c'è una gran bella differenza. Finalmente qualcuno dice qualcosa di sinistra, anche quando parla a tutti e lo fa bene, senza venir meno al ruolo istituzionale.
Io tanto di sinistra non sono mai stata, ma erano ormai anni che non votavo piu', schifata un po' da tutti...quest'anno non potevo non votare, ma dando espressamente la mia fiducia a personaggi come Prodi o Rutelli avrei rischiato l'orticaria. Mi sono recata alle urne non sapendo ancora chi avrei votato...davanti alle mie due schede ho deciso istintivamene per Rifondazione Comunista, del resto Bertinotti e` uno dei pochi che ha dimostrato una certa coerenza nel tempo. Condivido le sue parole, vivendola ogni giorno la situazione lavorativa da lui descritta...spero che non siano spazzate dal vento perche', da come la vedo io, dal lavoro dipende anche l'equilibrio mentale dell'uomo, perche' la soddisfazione sprona l'individuo ad impegnarsi con piu' energia, perche' il lavoro, e non va dimenticato, serve ad appagare le proprie passioni e non parlo di quelle materiali. Perche' muore l'anima di quell'uomo che e` costretto al solo lavoro per portare a casa quattro soldi, senza sicurezze per il futuro, magari oggetto di mobbing ed umiliazioni. Perche' la felicita' di un popolo dipende molto dal lavoro, spesso un punto di partenza per tutto il resto.
Posted by: Elisa at 02.05.06 17:16Sono daccordo con Elisa, sebbene si sia retoricamente persa in un paio di punti. Anyway, data l'attuale situazione italiana, direi che la priorita' numero uno e' un lavoro purche' ci sia, prima di preoccuparsi se cio' ci alienera' o meno dalla quotidanita' del mondo reale.
La situazione e' decisamente brutta, signori.